Haaland cancella il Brasile: Norvegia ai quarti, Ancelotti fuori dal Mondiale
Il centravanti del Manchester City firma una doppietta e trascina la Norvegia a una vittoria storica contro il Brasile. La Seleção paga il rigore sbagliato da Bruno Guimarães, le occasioni fallite e una prestazione senza lucidità nei momenti decisivi.
La Norvegia scrive la storia, il Brasile saluta il Mondiale
Il Mondiale perde una delle sue grandi protagoniste. Il Brasile è eliminato agli ottavi di finale, battuto da una Norvegia solida, ordinata e spietata nei momenti chiave.
A decidere la partita è stato Erling Haaland, autore di una doppietta pesantissima. Prima il colpo di testa su assist di Schjelderup, poi il destro da fuori area che ha sorpreso Alisson e ha chiuso definitivamente la gara. Un gol straordinario, da grande centravanti, che ha spento le ultime speranze della Seleção.
Per Carlo Ancelotti è una sconfitta durissima. Il Brasile esce dal Mondiale dopo una partita in cui ha avuto le occasioni per passare in vantaggio, ma ha pagato errori tecnici, poca precisione sotto porta e una fragilità crescente con il passare dei minuti.
Il rigore sbagliato cambia la partita
Il primo grande episodio della gara era arrivato nel primo tempo. Dopo un intervento in ritardo di Ajer su Cunha, il direttore di gara ha assegnato calcio di rigore al Brasile.
Dal dischetto si è presentato Bruno Guimarães, ma la sua conclusione è stata respinta da Nyland, bravo a distendersi sulla propria sinistra. Un errore pesantissimo, che ha tolto sicurezza alla squadra brasiliana e dato forza alla Norvegia.
Da quel momento la partita è cambiata. Il Brasile ha continuato a costruire, ma senza trovare la cattiveria necessaria negli ultimi metri. La Norvegia, invece, ha capito di poter restare dentro la gara e colpire al momento giusto.
Vinicius prova ad accendere la Seleção
Nel primo tempo il Brasile ha avuto alcune buone occasioni, soprattutto con Vinicius Junior, il più pericoloso tra i verdeoro. L’attaccante ha creato superiorità sulla sinistra, ha messo in difficoltà la retroguardia norvegese e ha sfiorato il vantaggio con una conclusione respinta da Nyland.
Anche Martinelli e Cunha hanno provato a dare profondità alla manovra, ma la squadra di Ancelotti non è mai riuscita a trasformare il possesso in dominio reale.
La Norvegia ha difeso con ordine, abbassandosi quando necessario e ripartendo con Haaland, Odegaard e Nusa. Una strategia semplice, ma efficace.
Endrick spreca, Neymar non basta
Nella ripresa Ancelotti ha cercato la scossa dalla panchina. Dentro Endrick, poi Neymar, nel tentativo di aumentare qualità e peso offensivo.
L’occasione più grande è capitata proprio a Endrick, servito in profondità da Vinicius. Il giovane attaccante si è presentato davanti a Nyland, ma ha calciato clamorosamente a lato. Un errore enorme, che ha lasciato il risultato bloccato e ha aumentato la tensione nella squadra brasiliana.
Neymar ha provato a dare ordine e fantasia, ma il Brasile è apparso sempre più nervoso, meno lucido e incapace di trovare la giocata decisiva.
Haaland colpisce due volte
La Norvegia ha aspettato e poi ha punito. Al 79’, Schjelderup è scappato sulla sinistra e ha messo al centro un pallone perfetto. Haaland ha preso il tempo alla difesa brasiliana e di testa ha battuto Alisson, firmando l’1-0.
Il Brasile ha provato a reagire, ma senza equilibrio. Gli spazi lasciati alla Norvegia sono diventati sempre più invitanti. Nel recupero è arrivato il colpo definitivo: Haaland ha ricevuto palla fuori area, ha preparato il sinistro e ha calciato con potenza. Alisson non ha visto partire il tiro ed è rimasto sorpreso.
Il pallone è finito in rete. Norvegia 2, Brasile 1. Partita chiusa.
Nyland e Haaland, gli uomini della notte
La vittoria norvegese porta due firme principali. La prima è quella di Nyland, decisivo con il rigore parato a Bruno Guimarães e con diversi interventi importanti nei momenti di pressione brasiliana.
La seconda è quella di Haaland, che ha fatto ciò che fanno i campioni: ha aspettato, ha lottato, poi ha deciso la partita. Due gol, uno di testa e uno da fuori area, per trascinare la Norvegia verso i quarti di finale.
Ancelotti fuori, Brasile sotto processo
Per il Brasile si apre ora una fase inevitabile di processo sportivo. La Seleção era arrivata al Mondiale con ambizioni altissime, una rosa piena di talento e Carlo Ancelotti in panchina come garanzia di esperienza internazionale.
L’eliminazione agli ottavi rappresenta un fallimento pesante. Non basta il talento di Vinicius, non bastano Neymar ed Endrick, non basta una squadra costruita per arrivare fino in fondo.
Il Brasile ha sbagliato troppo nei momenti decisivi. Ha fallito un rigore, ha sprecato davanti alla porta e ha perso lucidità quando la Norvegia ha alzato il livello.
Una notte storica per il calcio norvegese
Per la Norvegia, invece, è una notte da raccontare. La squadra di Solbakken elimina una delle grandi favorite del torneo e vola ai quarti di finale con pieno merito.
Compatta, disciplinata e cinica, la formazione scandinava ha giocato una partita di grande maturità. Non ha cercato il dominio estetico, ma l’efficacia. Ha resistito quando doveva resistere e ha colpito quando il Brasile ha lasciato spazio.
Il simbolo è Haaland: freddo, potente, decisivo. Il centravanti del City ha preso per mano la Norvegia e l’ha portata dentro la storia del Mondiale.
Il Brasile torna a casa. La Norvegia continua a sognare.
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