Hantavirus, Bertolaso e Gori: “Non è Covid, non bisogna esser preoccupati”

Maggio 13, 2026 - 19:17
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“Non siamo particolarmente preoccupati” della situazione hantavirus, “non ci preoccupano i casi in Svizzera e non siamo nemmeno particolarmente preoccupati per uno sviluppo e un allargamento epidemico su ampia scala in questo momento”.

A rassicurare è l’infettivologo Andrea Gori, direttore del Centro regionale per le malattie infettive (Ceremi) della Lombardia, durante un punto stampa all’ospedale Sacco di Milano sul turista
britannico in isolamento nella struttura meneghina. Un concetto ribadito anche dall’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Guido Bertolaso, che ha tenuto a precisare: “Questo non è un nuovo Covid”.

“Sappiamo che il virus si trasmette da contatti molto stretti e il contagio da uomo a uomo è estremamente raro – ha spiegato Gori – Per cui l’unico vero problema epidemiologico è la lunghezza del periodo di tempo tra cui la persona si infetta e può sviluppare i sintomi”, circa
42 giorni.

“Questo è l’unico problema – ha proseguito l’esperto – perché ovviamente le quarantene sono lunghe e il periodo di osservazione è lungo, mentre per altre patologie tra l’infezione e il momento in cui si sviluppa la malattia il tempo è molto breve e quindi è più facile identificare i contatti. Quindi non siamo di fronte a un nuovo Covid”.

“Stiamo parlando – è intervenuto Bertolaso – di un virus conosciuto, non tipico dell’uomo, perché è una zoonosi, di cui solo un ceppo può essere trasmissibile all’uomo. Il sistema funziona, le sorveglianze e
le competenze ci sono e il virus non è più pericoloso di tanti altri che dobbiamo affrontare e gestire anche quotidianamente. Possiamo dunque dire agli italiani di stare tranquilli”.

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