Hotel Bella Vista di Trafoi: il posto migliore per per riconnettersi con sé e sperimentare il sound healing

12 Giugno 2026 - 07:00
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Hotel Bella Vista di Trafoi: il posto migliore per per riconnettersi con sé e sperimentare il sound healing

C’è un che di ancestrale nel sound healing, la tecnica olistica che sfrutta il potere del suono per infondere benessere a mente e corpo. Nota anche come suonoterapia o bagni di suono, si basa su vibrazioni sonore, di diverso tono e intensità, che entrano in relazione con quelle prodotte dal nostro organismo fino a influenzarle positivamente. Prodotti da un esperto di trattamenti olistici con diversi strumenti, dalle campane tibetane al gong, dai  tamburi a speciali sonagli, i suoni che si ascoltano durante una sessione di sound healing «lavorano» sullo stress, mentale e fisico, inducendo un profondo rilassamento».

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Il sound healing e l’effetto sulle onde cerebrali

Il sound healing agisce soprattutto sulle onde che il nostro cervello emette naturalmente. In condizione di stress, ad esempio, a dominare sono le onde Beta, che oscillano fra i 14 e i 30 Hz. Un suono con frequenze minori, come quello delle campane tibetane (che si attesta intorno agli 8 Hz) induce il cervello a mutare le alte frequenze a vantaggio di livelli più bassi. E il regno delle  onde Alfa e Theta, tipiche degli stati meditativi e del sonno REM, mentre le Delta son tipiche della fase di sonno profondo. Un’ambizione possibile da raggiungere con la tecnica del sound healing. Questa pratica wellness, della durata di circa un’ora a sessione, si svolge distesi a terra su un tappetino, in silenzio, condizione indispensabile per seguire le indicazioni dell’esperto e il proprio respiro, che deve essere profondo e lento, una cosa a cui siamo sempre meno abituati.

Sound healing cos’é?

Non basta, ovviamente, un’unica seduta per poter raggiungere livelli di vero relax, un po’ come avviene per lo yoga e per qualsiasi atra tecnica wellness: serve costanza, e soprattutto la capacità di abbandonarsi ai suoni, non sempre semplice. Oggi il sound healing è sempre più diffuso, complici anche numerose ricerche e articoli che confermano il potere del suono nelle pratiche di rilassamento.

Foto Getty Images

La nostra esperienza

Abbiamo provato il sound healing all’Hotel Bella Vista di Trafoi,nel cuore del Parco Nazionale dello Stelvio.«Inspirare, espirare», suggerisce Miriam Verdross, esperta di trattamenti olistici. È una luminosa domenica mattina di primavera inoltrata. Sono sveglia dalle sei, da quando una luce accecante mi ha invitata ad abbandonare il letto anzitempo per scattare qualche foto alle cime, infiammate dai primi raggi del giorno. Alla respirazione segue la sessione vera e propria. Supina, provo a rilassarmi e a seguire i suggerimenti di Miriam, che invita a sentire il percorso che fa l’aria, dal naso ai polmoni per poi lasciarci e tornare. Un moto vitale continuo, a cui non facciamo caso abbastanza nella nostra frenesia quotidiana. In sottofondo, piano, si svegliano i suoni. Tintinnii appena percepiti e poi via via sempre più intensi, vibrazioni rassicuranti, di sonagli e campane tibetane, mentre l’ocean drum simula l’andare e venire delle onde.

Il suono che cura

La voce di Miriam a tratti si allontana per poi farsi di nuovo vicina, mentre con i suoi alleati sonori si sposta tra i tappetini. Nell’aria, aroma di pino cembro. Pare che aiuti a lasciar andare e a concentrarsi su ciò che davvero conta, nello specifico il nostro qui e ora, questo momento di distacco dai rumori del mondo e da quelli che troppo spesso ci agitano dentro. Mi serve, non ci sono dubbi. Le vibrazioni, alla fine, qualcosa fanno. Il mio cervello non avrà di certo emesso onde alfa né theta durante questa sessione di sound healing, ma sa che è nelle sue possibilità. Dall’ampia vetrata affacciata sul bosco, intanto, entra un raggio di sole che accarezza il pavimento di legno e ci sfiora, mentre il chiacchiericcio del ruscello che scorre poco più in là si fonde con gli altri suoni.

Non solo sound healing: nella piscina panoramica, a sfioro sul bosco

Sono quasi le 9 del mattino, c’è ancora tempo per una passeggiata respiratoria nel Canyon di Trafoi, o per esplorare la Spa, 5mila metri quadrati che invitano a un’esperienza sensoriale a tutto tondo, a partire dalla suggestiva Infinity Pool Canyon, una vasca a sfioro affacciata sul bosco.

sound healing

L’infinity pool e l’idromassaggio dell’Hotel Bella Vista di Trafoi (Courtesy Press Office).

Qui ci si rilassa davanti allo spettacolo delle montagne ancora spruzzate di neve, così come nella vasca idromassaggio panoramica attigua. La comodità è il suo punto forte: si può stare sdraiati come su una chaise longue, mentre le bolle solleticano la pelle. Al piano inferiore, l’area wellness invita a riconnettersi con sé stessi e con la natura intorno, tra una suggestiva area relax, dove sperimentare la Doccia di neve (perfetta dopo la sauna) e rituel rigeneranti.

bella vista hotel

Rilassarsi nella piscina riscaldata, davanti allo spettacolo delle montagne, è uno dei piaceri dell’Hotel Bella Vista di Trafoi (Courtesy Press Office).

Gustav Thöni, anima del Bella Vista

Ovunque, silenzio. È il lusso dei nostri tempi, come conferma l’architetto Matteo Thun, che ha lavorato all’ampliamento dell’Hotel, nato nel 1875 come pensione Zur schönen Aussicht, poi diventata Bella Vista. Ad avere l’intuizione di costruire qui un luogo votato all’ospitalità, Ludwig Ortles, bisnonno di Gustav Thöni, leggenda dello sci azzurro di cui l’hotel di oggi conserva trofei e memorie. Insieme alle figlie e al genero Stephan Gander, Thöni è l’anima di questo luogo. Perennemente indaffarato, la timidezza spiazzante dei “grandi“ veri, quando viene circondato dai fan il carattere schivo che lo contraddistingue fa fatica. Evito di sottoporlo alla tortura dell’ennesima foto ricordo, nessuno di noi due ne ha davvero bisogno, ma ascoltarlo mentre con Matteo Thun racconta la nascita del nuovo Bella Vista è affascinante.

bella vista trafoi

Gustav Thöni e Matteo Thun (Courtesy Press Office).

Un nido d’alta quota, dove volano le aquile

La nuova struttura, che si integra alla perfezione con quella preesistente e con l’ambiente che la circonda, è un nido di larice e abete, incastonata tra il verde fitto del bosco e le vette in modo talmente armonioso che – da lontano – si fa fatica a immaginare che celi un hotel. Una scelta etica e ambientale, che ha a che fare anche con la memoria. Da bambino, Thun immaginava che le aquile dimorassero proprio qui, dove lui e l’amico Gustav muovevano i primi passi sulle piste.

Al Bella Vista di Trafoi sono tante le opzioni per chi ama relax e benessere, a partire dalla Spa (Courtesy Press Office).

I sogni e le carriere, poi, si sono separati, ma quel filo d’infanzia, che è anche legame indissolubile con le montagne, è rimasto sempre saldo, fino a riunirli in questo progetto comune.

Altri indirizzi dove provare la terapia del suono in Italia

Viesca Toscana – Soundbath

Bagni di Pisa Palace e Thermal Spa Sound Energy Violin 

Adler Spa Resorts & Retreat-  Onde magiche 

Borgo Santo Pietro, Balance with tibetan bells

Mandarin Oriental, Sound bath healing 

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