I dipendenti di DeepMind alzano la voce: stop all'uso dell'AI per guerre e genocidi
Almeno un migliaio di dipendenti britannici al servizio di Google DeepMind hanno inviato una lettera ai dirigenti chiedendo di riconoscere il loro diritto alla rappresentanza sindacale, da parte di Communication Workers Union e Unite the Union. Non lo hanno fatto però per pretendere un migliore trattamento contrattuale né per spingere verso una revisione delle modalità operative, ma per impedire l'impiego della tecnologia sviluppata da parte delle forze militari di Israele e Stati Uniti.
AI E GUERRA: I DIPENDENTI DI DEEPMIND PRENDONO POSIZIONE
È l'ennesima presa di posizione da parte degli addetti ai lavori dell'ambito AI, nei confronti dell'utilizzo dei sistemi creati e addestrati. Una questione di cui abbiamo già scritto in merito a quanto sta accadendo oltreoceano in Palantir, dove si è accesa una discussione interna sull'etica, che con tutta probabilità verrà ignorata finché possibile dai vertici della società, considerando che vendere software ai signori della guerra paga e anche molto bene.
In DeepMind, la rivendicazione riguarda in particolare l'uso dell'intelligenza artificiale sviluppata nei conflitti in Iran e a Gaza. Se ai piani alti (il laboratorio è controllato dalla parent company Alphabet dopo l'acquisizione) nessuno ascolterà la richiesta potrebbero essere organizzati scioperi e proteste, a livello globale. Ricordiamo che parte dei miglioramenti destinati a prodotti come Gemini, centrali nella visione di Google, arrivano proprio da questi team.
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