I dubbi di Iraola, la fretta di Ibrahimovic: per il Milan è già tempo di risposte, cosa vuole fare da grande?
Confusione. E’ quella che arriva da Casa Milan, a pochi giorni dalla fine di una stagione tra le peggiori degli ultimi anni. La sconfitta contro il Cagliari e la mancata qualificazione alla prossima Champions League, unico vero obiettivo stagionale, hanno lasciato il segno nei conti e nell’ambiente, che si prepara a vivere una nuova rivoluzione, con tanti dubbi e pochissime certezze. Cambiare era necessario, semmai sono discutibili tempi e modi. Lunedì è arrivato l’atteso ben servito a una parte dei colpevoli dell’annata fallimentare, tre dei quali domenica sera, nel ventre di un San Siro inviperito, hanno preferito tacere. Via l’allenatore, Allegri, via il direttore sportivo, Tare, via l’amministratore delegato, Furlani, via il direttore tecnico, Moncada, ma dei rimpiazzi, per il momento, nessuna traccia. “Siamo solo a fine maggio” direbbe qualcuno, ma chi decide, Ibrahimovic, la figura indicata da Cardinale (che non è uomo di calcio) per rilanciare il progetto, tra una settimana sparirà per una un mese e mezzo. Volerà negli Stati Uniti per commentare il Mondiale per Fox Sports. Non sarà a Milano, dovrà delegare. Ma a chi?
CRYSTAL PALACE MEGLIO DEL MILAN
Il Milan, una delle big del calcio italiano, sette volte campione d’Europa, in questo momento è un caos totale. Non ha né capo né coda, non ha un direttore sportivo, un responsabile dell’area tecnica e ovviamente un allenatore. Il profilo “alla Fabregas” individuato e desiderato, ovvero Andoni Iraola, avrebbe detto no. Senza le firme il condizionale è d’obbligo, ma tutti gli indizi vanno in questa direzione, e per il Milan sarebbe una figuraccia. E lo obbligherebbe a pensare a un piano B, come già successo nel 2024 con Lopetegui, rimpiazzato con Fonseca. Fa rumore sentirlo, ma Iraola va verso il no al Milan perché preferisce il Crystal Palace, 15esimo in Premier League e senza trofei fino al 2025, al club rossonero, oramai diventata una nobile decaduta che vive nell’incertezza. Un club ricco di storia con la bacheca trofei impolverata, con idee che per ora sembrano nebulose.
SCEGLIERE IN FRETTA, SCEGLIERE BENE
Iraola non è convinto del Milan, la considera un’avventura difficile, da costruire da zero, con un nuovo management, con troppi punti di domanda. Non è una questione di pressioni o di paura. Come confessato da Tiago Pinto, ds del Bournemouth, il basco “trasforma ogni difficoltà in una sfida da vincere”. Evidentemente non si fida di quello che gli è stato proposto dal Milan. Ed è proprio questo il problema. Vediamo se cambierà qualcosa nelle prossime ore, ma i segnali non sono incoraggianti per il Milan che verrà. Che non sarà più come Hydra, avrà una sola testa e un'unica visione, ma deve lanciare un segnale. Forte e chiaro, non solo a chi ama il club. Scegliere in fretta, scegliere bene. Scegliere uomini di calcio, non semplici dirigenti d'azienda o "yes man". Supportare e difendere la scelta, con un mercato all'altezza. Allenatore e direttore sportivo: il futuro si costruisce in questi giorni.
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