I franchi tiratori bocciano l'emendamento sulle preferenze alla legge elettorale. Meloni sconfitta. Conte e Schlein: "Ora a casa"

14 Luglio 2026 - 21:15
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Clamoroso colpo di scena a Montecitorio. Con un solo voto di scarto l'Aula ha bocciato l'emendamento di FdI, Nm e Udc per introdurre un sistema misto di preferenze alla legge elettorale. L'intesa raggiunta in extremis in mattinata con Lega e Forza Italia, che non avevano inizialmente sottoscritto l'emendamento, non ha retto allo scrutinio segreto richiesto anche per gli emendamenti dalle opposizioni. A votare contro l'emendamento 188 deputati, contro i 187 che hanno votato a favore. Il voto è stato accolto dal boato dell'Aula. Le opposizioni hanno cominciato a intonare due cori eloquenti: "Elezioni, elezioni, elezioni" e "Dimissioni, dimissioni, dimissioni".

Che il voto segreto potesse essere un grande rischio lo si era capito già nel primo pomeriggio quando Giorgia Meloni era intervenuta sui social per mettere le mani avanti: "Sfido le opposizioni  a non chiedere il voto segreto. Ognuno si assuma la responsabilità del proprio voto e ci metta la faccia davanti agli italiani. Sì alle preferenze, no al voto segreto". Insomma, la presidente del Consiglio aveva provato a dire che il problema del voto segreto non era il rischio di mancata tenuta della maggioranza, ma l'opposizione che vuole occultare il suo no alle preferenze. E invece, per un solo voto, la maggioranza non ha retto.

Il primo a intervenire dopo il voto per attaccare il governo è stato il deputato vannacciano Edoardo Ziello: "Quest'aula ha dato un'immagine indegna con questo voto che di fatto mostra una spaccatura all'interno della maggioranza perché è evidente, lo dico agli amici di FdI, che i deputati di Lega e Forza Italia hanno tradito il vostro accordo nel voto segreto. E celandosi nell'oscurità di questa pulsantiera hanno affossato le preferenze che il generale Vannacci aveva invocato. Se questa è la dimostrazione di gestire il paese ci fate capire che siete totalmente inadatti". Subito dopo anche il deputato e capo del M5s Giuseppe Conte è andato all'attacco: "Ci sono dei momenti in cui quando si ha un alto incarico di governo bisogna anche assumersi la responsabilità della situazione delle proprie decisioni. Meloni - ha proseguito citando l'intervento della premier sui social nel pomeriggio - ha lanciato una sfida a metterci la faccia, ce l'avete messa e avete sfiduciato la vostra presidente del Consiglio". Dunque Conte ha concluso chiedendo di: "aprire la crisi di governo e andare a casa perché tocca a noi". Sulla stessa linea subito dopo anche la segretaria del Pd Elly Schlein: "E' il momento di tornare a casa e di dare al paese un governo in grado di risolvere i problemi degli italiani. Prendete atto del fallimento e andate a casa".


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