Ibrahimovic torna a parlare... ma non di Milan: "Vogliono Zlatan, gli darò Zlatan, sono una persona senza filtri e non lavoro gratis. I tifosi in Europa non ti aspettano con un taco come qua negli Stati Uniti"

11 Giugno 2026 - 22:08
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Il senior advisor di RedBird è atteso dal suo impegno come opinionista per i Mondiali.

Zlatan Ibrahimovic torna a parlare.

Il senior advisor della proprietà americana del Milan RedBird si trova negli Stati Uniti, pronto a ottemperare il suo impegno previsto come opinionista di Fox Sports per i Mondiali che sono cominciati in Messico con la sfida inaugurale fra i padroni di casa e il Sudafrica.

L'ex attaccante svedese - soggetto a numerose contestazioni da parte della tifoseria rossonera nell'ultimo periodo di rivoluzione e di riorganizzazione dell'assetto societario in quel del club di Via Aldo Rossi - è stato ospite del Jimmy Kimmel Live di Jimmy Kimmel e ha rilasciato tutta una serie di dichiarazioni riguardante la sua prossima avventura professionale.

Nessuna parola sul Milan.

IL TRASFERIMENTO IN AMERICA

Ibrahimovic comincia parlando del suo periodo come giocatore dei Los Angeles Galaxy: "“Venire qui in America ai Galaxy è stato differente rispetto a quello a cui ero abituato, qua è più soft. Ma gli altri si sono dovuti adattare a me, non il contrario (ride, ndr). Ma la vita era bella. Niente stress… Per due anni non ho mai parlato con i miei vicini, e vivevo a Beverly Hills. E non è stato il massimo: se qualcuno si fosse introdotto nel mio giardino avrei avuto bisogno di qualcuno che mi avvisasse”.

DUE MONDIALI GIOCATI

"Sì, sono stato fortunato. Ma allo stesso tempo, sfortunato: sono un attaccante, quindi il mio rendimento si giudica dai goal. E non ho mai segnato al Mondiale”.

L'IMPEGNO DA OPINIONISTA

Ibrahimovic passa a parlare dell'impegno da opinionista: “Mi sento bene. È un qualcosa di nuovo di fronte alle telecamere. Ma non posso essere giudicato, non è il mio lavoro abituale. Non posso fare niente di sbagliato. Verrò pagato? Un sacco, un sacco. Non lavoro gratis. Non sono caro: sono molto caro”.

IL LAVORO IN TEAM

“Sarò il Charles Barkley del team? Sì, so chi è, ma io nella mia carriera ho vinto, lui non ha vinto. Ma ovviamente non voglio essere irrispettoso. Nei due-tre giorni abbiamo fatto qualche prova. Io sono l’unico che non ha un copione da seguire. Sono qua per essere me stesso. Vogliono Zlatan, gli darò Zlatan. Quando gli altri faranno le loro analisi penso che agli spettatori americani verrà sonno, io sono qua per svegliarli! Sono una persona senza filtri. Quello che dico, quello che sento… giusto o sbagliato che sia, è la mia opinione. Che piaccia o meno sta a te. Però sì, con gli amici sarà un po’ più dura. Ma sono qui per giudicarli alla mia maniera”.

LA DIFFERENZA FRA I TIFOSI AMERICANI E QUELLI EUROPEI

Ibrahimovic passa a raccontare le differenze fra i tifosi americani e quelli europei. “Ricordo che quando giocavo qui con i Galaxy, quando perdevamo uscivo dallo stadio e vedevo tifosi che ridevano, mangiando tacos, che ti aspettavano vicino la macchina… Soft. In Europa se perdi una partita i tifosi non ti aspettano vicino la macchina, ti aspettano a casa. E di sicuro non con un taco in mano. È una cosa totalmente differente. Mi ricordo che quando ero al PSG, andando in trasferta a Marsiglia, ci tiravano i coltelli in campo. Abbiamo segnato, e di solito per esultare si va verso la bandierina, quindi vicino ai tifosi. E ho visto che ci hanno lanciato un coltello. Ho detto ai miei compagni che per il prossimo gol avremmo esultato al centro del campo. Volevo uscirne vivo, niente più esultanze vicino la bandierina. In America ci sono i play off, quindi durante la stagione regolare puoi vincere o perdere, va bene lo stesso. Basta che alla fine raggiungi i play off. In Europa è differente, soprattutto nei campionati più grandi. C’è pressione. Quando non vinci, credimi, dopo 5 minuti tutto lo stadio ti fischia e lo senti”.

MESSI O RONALDO?

"Quando sei a quel livello una settimana dici uno e la settimana dopo dici l’altro. Però dopo che Messi ha vinto l’ultimo Mondiale ha alzato l’asticella e ha chiuso la porta. Se poi vuoi il vero Zlatan... Allora. Chi è meglio tra Messi e Ronaldo? Dico Zlatan”.

TORNARE A GIOCARE

Ibrahimovic conclude così il suo intervento: "Oggi ero allo stadio, e che stadio bellissimo. È uno stadio da Zlatan. Avrei fatto sold out. Torno a giocare? Dipende dal livello. Se è quello che è… annuncerò il mio ritorno. E farò saltare tutto lo stadio. Al 100% (ride, ndr). Scherzi a parte, di sicuro sentirò l’adrenalina. Da ex giocatore il Mondiale, che è il palcoscenico più importante nel calcio, con questo grande stadio… Anche se ora faccio saltare lo studio televisivo (ride, ndr)”.

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