Il bosco che ha conquistato l’Unesco: visitare la Faggeta Vetusta del Cimino

07 Luglio 2026 - 13:42
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Il bosco che ha conquistato l’Unesco: visitare la Faggeta Vetusta del Cimino
foto da ufficio stampa
A poca distanza da Roma ci si può immergere in un bosco millenario, il cui valore è stato riconosciuto anche dall’Unesco.

Tra sentieri e panorami sorprendenti, Soriano nel Cimino conduce alla scoperta di una delle faggete più affascinanti d’Europa.

Dichiarata Patrimonio Naturale dell’Umanità nel 2017, la Faggeta Vetusta del Cimino è un luogo incantato ideale per tutti, con un dedalo di sentieri da percorrere a piedi, in bici o a cavallo. La presenza di magnifici esemplari di alberi secolari che superano anche i 200 anni di età e arrivano ad un’altezza di 50 metri la rendono un’attrazione da non perdere in Italia per gli amanti della natura, capace di creare quella connessione intima che rigenera anima e corpo con l’ambiente circostante.

Si raggiunge facilmente da Roma, dove il soggiorno si può vivere all’FH55 Grand Hotel Palatino, situato nel Rione Monti.

Soriano nel Cimino è un caratteristico borgo situato nella Tuscia Viterbese, a poco più di un’ora di macchina da Roma. Il paese si distingue per la presenza di diversi monumenti, tra cui chiese e palazzi, edifici pubblici, fontane, il Museo Civico Archeologico dell’Agro Cimino; ma è sicuramente il Castello Orsini a caratterizzarne la fisionomia, ergendosi imponente con la sua grande mole a custodire il borgo sottostante. I buongustai possono qui assaporare tutti i migliori prodotti del luogo, tra funghi, castagne, cacciagione, piatti della tradizione contadina.

Ed è soprattutto il luogo dove si trova la leggendaria Faggeta Vetusta dei Monti Cimini, dichiarata Patrimonio naturale dell’Unesco dal 2017. Vanta la presenza di alberi secolari, alcuni alti anche 50 metri, con il tronco largo oltre 1 metro, che trasportano il visitare in un universo parallelo. Alcuni alberi superano i 200 anni di età, da questo la denominazione di “foresta vetusta”.

Il primato della Faggeta Vetusta è anche quello di aver ricevuto dall’Unesco il primo riconoscimento del genere in Italia: merito dell’elevata naturalità degli ecosistemi che ospita, tutti dominati dal faggio, che rappresentano la diversità dei processi ambientali della zona del Mediterraneo Centrale. Inoltre sono proprio gli alberi, con la loro presenza strutturale, ad essere un unicum sotto il punto di vista ecologico. Si tratta di una vera e propria oasi tra bosco e cielo, verde e azzurro, che regala ad ogni stagione un fascino diverso: se in primavera è un tripudio di fioriture, in autunno si percepiscono i profumi della vendemmia, in inverno c’è tutto il candore della neve, l’estate è il momento migliore per trovare rifugio tra la frescura e l’ombra degli alberi.

Il Monte Cimino è la vetta più alta dell’Antiappennino laziale, con i suoi oltre 1000 metri di altezza. La faggeta ricopre un’estensione di circa 50 ettari e risulta essere tra le più imponenti di tutta l’Italia centrale. Tutto il territorio è incontaminato e la vegetazione ospita anche una ricca varietà di fauna selvatica, come lupi, cinghiali, istrici, tassi, martore, ghiri ma anche uccelli rapaci come poiane e falchi e diverse specie di picchi. I sentieri formano un dedalo di percorsi che si percorrono facilmente, adatti a tutti coloro che abbiano il desiderio di perdersi nella pace più assoluta della natura per rigenerare corpo e spirito.

Per raggiungere la faggeta basta percorrere una strada asfaltata, integrata con il paesaggio circostante, che termina con un grande parcheggio adiacente all’ingresso dei percorsi pedonali. Prima di inoltrarsi nel bosco si nota il grande masso di trachite di 8 metri di lunghezza per 6 metri di larghezza e 3 di altezza, formato da un materiale di roccia magmatica che testimonia quanto la zona fosse anticamente attiva a livello vulcanico: questa è la rupe tremante, attorno alla quale sono nate diverse leggende. Plinio il Vecchio la celebrava come “miracolo della natura”. Ad attrarre è soprattutto la sua posizione, in quanto si tiene sospeso in equilibrio su una sporgenza rocciosa del suolo e può essere anche fatto oscillare utilizzando una leva. Seguendo il sentiero, poco più sotto, si arriva alla sorgente di Acquagrande, uno specchio d’acqua tutto da ammirare cosi come diversi altri punti di interesse. A completare il tutto per vivere un’esperienza ancora più indimenticabile vale la pena sostare tra i tavoli dell’area picnic attrezzata, oppure assaporare i piatti tipici del luogo nella caratteristica baita alla sommità della Faggeta.

Per il soggiorno nella capitale, invece, si può optare per l’FH55 Grand Hotel Palatino, 4 stelle che si trova nel cuore del Rione Monti, a poca distanza a piedi dal Colosseo, dai Fori Imperiali e dai più importanti punti di interesse del centro.

La foto pubblicata è stata inviata dall’ufficio stampa.

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