Il camper piace a tutti, una nuova forma di turismo in continuo movimento

07 Luglio 2026 - 08:17
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Il camper piace a tutti, una nuova forma di turismo in continuo movimento

Il camper, quello che per decenni è stato associato alle famiglie numerose, ai pensionati con molto tempo libero e ai campeggi affollati di luglio, sta vivendo una sua nuova giovinezza. È iniziata in modo silenzioso, senza grandi proclami, semplicemente rispondendo a bisogni che il turismo tradizionale non riesce più a soddisfare del tutto.

Tra presenze in crescita, infrastrutture in espansione, una nuova generazione di viaggiatori che preferisce il noleggio all’acquisto e un appuntamento fieristico di richiamo sempre maggiore, il mondo del camper italiano racconta una storia interessante.

Libertà di sempre

La libertà di poter cambiare programma alle dieci di sera senza perdere il caparro dell’hotel, di fermarsi in un borgo che non era in nessuna lista, di dormire vicino a un bosco o con vista sul mare senza doverlo prenotare sei mesi prima.

Tra chi ha già scelto il viaggio su ruote, il 93% lo indica come modalità preferita. A guidare questa preferenza è in primo luogo la ricerca di paesaggi autentici, indicata dal 75% degli intervistati, seguita dalla libertà di esplorare senza vincoli, scelta dal 69%. Sono numeri che non lasciano molto spazio all’interpretazione.

Ma c’è di più. Il camper contemporaneo non è quello degli anni Ottanta. I modelli di oggi combinano quella stessa idea di autonomia con comfort, connettività, sistemi di assistenza alla guida e tecnologie di bordo che fino a qualche anno fa erano impensabili su un mezzo ricreazionale. Schermi touchscreen, pannelli solari integrati, riscaldamento autonomo sofisticato, bagni con doccia degni di un piccolo appartamento: il salto qualitativo dell’abitabilità interna nell’ultimo decennio è stato significativo. Questo ha allargato la platea di potenziali utenti ben oltre i camperisti storici, attraendo viaggiatori che non avrebbero mai rinunciato a certi standard di comodità.

Sostenibilità rinnovata

La sostenibilità è uno di quei temi che nel turismo si rischia di trattare con troppa superficialità, scivolando rapidamente negli slogan. Nel caso del camper, però, i dati portano la discussione su un terreno più solido.

La ricercaTurismo in camper: impatto economico ambientale del camperista“, realizzata da Ergo ha valutato l’impatto ambientale del viaggio su ruote in modo integrato, considerando non solo il carburante consumato durante gli spostamenti ma l’intera esperienza vacanziera: energia, acqua, risorse consumate per il pernottamento e per le attività collaterali. I risultati parlano di una riduzione dell’emissione di CO₂ pari al 70% rispetto al viaggio tradizionale, di un -64% per quanto riguarda le risorse fossili e di un -73% sul consumo idrico.

Numeri che hanno senso se si considera la struttura del viaggio in camper: niente hotel con camere che vengono scaldate o raffrescate anche quando sono vuote, niente ristoranti che preparano cibo per tavoli che poi non si riempiono, niente infrastrutture sovradimensionate per gestire picchi stagionali. Il camperista porta con sé il proprio spazio, lo gestisce in base alle proprie esigenze reali e tende a distribuire i consumi in modo molto più efficiente. Non stupisce che questa caratteristica abbia un appeal specifico sulle generazioni più giovani.

Si inizia con il noleggio

Se c’è un fattore che ha cambiato le dinamiche di avvicinamento al camperismo nell’ultimo lustro, è la crescita del mercato del noleggio. L’acquisto di un camper è ancora oggi una decisione importante che richiede valutazioni su rimessaggio, manutenzione, utilizzo effettivo nel corso dell’anno. Per molti, specialmente per chi si avvicina per la prima volta, è un passo troppo grande da fare senza aver prima testato il prodotto.

Il noleggio ha risolto esattamente questo problema. Un weekend in van con gli amici, una settimana al mare con la famiglia, un primo avvicinamento a un modo di viaggiare che si è sempre curiosi di provare ma da cui si è sempre stati tenuti a distanza dal timore di impegnarsi troppo presto. È una modalità che si sposa perfettamente con i comportamenti di una generazione abituata a preferire l’accesso al possesso, basti pensare a quanto è cambiata la relazione con l’automobile nell’era del car sharing e del noleggio a lungo termine.

Le piattaforme di noleggio tra privati hanno amplificato ulteriormente questa tendenza, mettendo in contatto chi possiede un camper fermo per dieci mesi all’anno con chi vuole usarlo per due settimane. Il risultato è un ecosistema più dinamico, con più veicoli in circolazione e più persone che scoprono il camperismo senza dover per forza comprarne uno subito.

Una rete di servizi in crescita

Un viaggio in camper funziona bene solo se funziona bene l’infrastruttura intorno. E qui, l’Italia ha fatto passi avanti significativi, anche se c’è ancora molto margine di miglioramento rispetto ad altri Paesi europei come la Germania o la Francia, dove la cultura del camper è radicata da molte generazioni.

Le aree sosta si sono moltiplicate e si sono attrezzate meglio: punti di carico e scarico, colonnine per la ricarica elettrica, connessioni wi-fi, spazi per biciclette, convenzioni con attività locali.

I numeri del settore confermano la direzione. Secondo i dati di FAITA Federcamping con HBenchmark e CISET Ca’ Foscari, nel 2025 il turismo open air italiano ha raggiunto 74 milioni di presenze, generando un valore tra diretto e indotto pari a 8,5 miliardi di euro. Le piazzole restano la soluzione più richiesta, con il 59% del totale delle strutture. L’Osservatorio Turismo Outdoor 2026 di Human Company e THRENDS proietta per quest’anno 68,4 milioni di presenze outdoor, con un impatto economico diretto stimato in oltre 5 miliardi di euro. Cifre che rendono il settore non più una nicchia, ma un comparto strutturato e in salute.

Salone del Camper: appuntamento a Parma

Per chi vuole farsi un’idea concreta di questo mondo l’appuntamento di riferimento in Italia è il Salone del Camper di Parma. L’edizione 2026 si terrà alle Fiere di Parma dal 12 al 20 settembre, organizzata in collaborazione con APC, l’Associazione Produttori Camper.

Si tratta di un osservatorio su come sta cambiando il modo di viaggiare, con un’offerta che spazia dai van compatti alle configurazioni più elaborate, dagli accessori per la vita outdoor agli itinerari curati per destinazioni meno note, fino ai servizi di noleggio e alle ultime novità tecnologiche integrate sui mezzi. È il posto giusto per confrontare modelli, parlare con chi li costruisce, capire cosa è cambiato rispetto alla generazione precedente di veicoli ricreazionali.

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