Il figlio di Giagnoni: "Mio padre rifiutò una combine con l'Inter"
Parla il figlio di Gustavo Giagnoni
Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, parla Basilio (Ilio) Giagnoni, figlio di Gustavo Giagnoni, ex calciatore e allenatore, classe 1933, scomparso nel 2018, noto per essere l'allenatore col colbacco di pelliccia.
Allodi volle Giagnoni con sé al Mantova.
“E nacque l’epopea del Mantova piccolo Brasile. Una scalata impetuosa, dall’Interregionale alla Serie A. L’allenatore era Edmondo Fabbri, il ct che nel ‘66 perse contro la Corea. A Mantova arrivarono Sormani, Dino Zoff, Schnellinger.... Nei ritiri, mio padre divideva la camera con Zoff. Diventarono amici, Dino sposò una ragazza mantovana, papà fece da testimone”.
Un aneddoto?
“Un retroscena, legato a Mantova-Inter del 1967, 1-0, con gol di Di Giacomo, rete facilitata dalla papera di Sarti, il portiere nerazzurro. L’Inter perse lo scudetto a vantaggio della Juve. I giocatori interisti erano convinti che avrebbero vinto senza problemi. Da anni Allodi era il manager dell’Inter e molti pensavano che grazie ai suoi trascorsi mantovani avrebbe aggiustato la partita. Mio padre, ancora calciatore, venne avvicinato da un giocatore interista per una combine. Papà gli rispose così: “Io queste cose non le faccio”. A parte Giagnoni, in quel Mantova giocava Dino Zoff, un altro incorruttibile. Nel primo tempo l’Inter sbagliò diversi gol, poi crollò”.
Chi contattò suo padre?
“Non voglio dirlo. Sono passati quasi sessant’anni, tutto è caduto in prescrizione”.
È vero che Gustavo da ragazzo tifava per la Juve?
“Sì e il suo idolo era Giampiero Boniperti, poi lo conobbe sul campo e gli risultò antipatico. Quando il povero Picchi morì, Allodi – sempre lui, passato alla Juve – pensò a papà per sostituirlo sulla panchina bianconera. Non se ne fece nulla, forse si mise in mezzo lo stesso Boniperti, scelsero Vycpalek. Non so se papà avrebbe accettato. Era notorio come alla Juve l’allenatore ombra fosse proprio Boniperti”.
Andò al Toro e diventò un idolo dei tifosi granata, per via del cazzotto a Franco Causio in un derby.
“Papà non amava rievocare quell’episodio. Causio lo provocò e lo insultò, lui lo colpì con un pugno. Il martedì, al Filadelfia, venne portato in trionfo dai tifosi, ma papà non andava fiero di quel momento”.
Dal Toro al Milan, la “guerra” con Gianni Rivera.
“Rivera si allenava quando gli pareva. Un giorno papà gli telefonò a casa. Rispose la madre, lui si negò: “Signora, dica a suo figlio che lo aspettiamo a Milanello”. Non si presentò e papà lo escluse dalla famosa partita contro il Cesena, vinta per 3-0. Nonostante il successo, i milanisti insultarono mio papà, qualcuno gli sputò addosso. Io c’ero, quel giorno. Non è vero che lui avesse cercato di scambiarlo con Claudio Sala del Toro".
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