Il marito della ministra Roccella scomparso nel lago di Vico, sommozzatori e sonar per le ricerche: ipotesi shock termico

29 Giugno 2026 - 10:54
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Sparito da sabato pomeriggio, quando dopo un tuffo da una barca nelle acque del lago di Vico, in provincia di Viterbo, non ha più fatto ritorno in superfice. Sono ormai passati quasi tre giorni dalla scomparsa di Luigi Cavallari, 84enne marito della ministra della Famiglia Eugenia Roccella, svanito nelle acque del lago dove assieme alla moglie stava trascorrendo qualche giorno di vacanza.

Le ricerche si sono interrotte solo quando l’oscurità totale non ha consentito alle squadre di sommozzatori, giunte anche da Napoli, Firenze e La Spezia, di scandagliare le acque del lago di Vico. La ministra è in attesa di notizie dalla villa di famiglia a meno di un chilometro di distanza dalle sponde in località Farò, nel comune di Ronciglione: a lei sono arrivati messaggi di vicinanza da tutto il mondo politico, mentre sui social qualche “hater” ha invece ben pensato di insultare Roccella e il marito, parole condannate in prima persona dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

Cavallari, ingegnere e docente universitario che lo scorso marzo aveva celebrato le “nozze d’oro” con la moglie-ministra e con i due figli Francesco e Silvia, sarebbe stato vittima di un malore: uno shock termico causato dalle elevatissime temperature di sabato 27 giugno, quando sulle sponde del lago si registravano oltre 35 gradi, mentre le acque registravano ben 15 gradi di differenza.

Ricerche che si stanno avvalendo anche di uno speciale robot in dotazione ai vigili del fuoco ha provato a localizzare il corpo: è il Gov20, un ecoscandaglio speciale utilizzato dall’unità specializzata Hydra dei vigili del fuoco per cercare fonti di calore sott’acqua ma anche per monitorare il fondale e verificare se ci siano oggetti o persone che modificano lo scenario sottomarino. “Stiamo facendo tutto il possibile in uno scenario molto complicato per una vicenda molto triste, la visibilità è molto bassa già a pelo dell’acqua, quindi più si scende più si riduce ed è prossima allo zero già a quattro, cinque metri. Così come diminuiscono considerevolmente anche le temperature”, ha spiegato il viceprefetto vicario di Viterbo, Andrea Nino Caputo.

D’altra parte il lago di Vico ha una storia ben nota di vittime, con sei morti registrati negli ultimi 15 anni. “Il figlio dello zio Mimì lo ritrovarono 42 giorni dopo, incastrato tra gli arbusti dall’altro lato del lago, era uscito con il pedalò insieme alla moglie e al bimbo piccolo, si era buttato e non è più risalito. In un lago come questo, con l’acqua così fredda, non ci si getta e ritrovare i corpi è quasi impossibile a meno che non tornino a galla da soli”, spiega un volontario della Protezione civile di Ronciglione.

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