Il pane millenario di Ötzi: i segreti del microbioma nella mummia dei ghiacci
Ötzi riserva ancora tante sorprese nonostante siano passati 35 anni dal suo ritrovamento, avvenuto il 19 settembre 1991 nella zona del Giogo di Tisa in Val Senales, a 3.210 metri di altitudine. Conservato presso il Museo Archeologico dell'Alto Adige di Bolzano a una temperatura costante di -6°C e un'umidità del 99%, è stato recentemente studiato dai ricercatori di Eurac Research per rilevarne il microbioma, ovvero il patrimonio genetico (DNA e RNA) dei microrganismi presenti nel suo corpo.
L'analisi dei tessuti ha permesso di ricostruire con precisione la colonizzazione microbica della mummia: i dati sono stati integrati da campionamenti effettuati sul ghiaccio superficiale, sull' acqua di fusione interna e sul terreno prelevato dal luogo di ritrovamento. Si è persino riusciti a identificare i microrganismi presenti nel corpo quando Ötzi era ancora in vita e quelli che invece lo hanno colonizzato dopo la sua morte (fino al ritrovamento e dal 1991 in poi).
Il microbioma intestinale originario è risultato simile a quello trovato nelle prime popolazioni umane: al contrario, nell'uomo contemporaneo i batteri riscontrati nel corpo mummificato sono quasi del tutto scomparsi. Sono stati persino identificate alcune specie di lieviti adattate al freddo, con ogni probabilità provenienti dall'ambiente glaciale e preservati fino ad oggi nel corpo di Ötzi.
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