Il pane millenario di Ötzi: i segreti del microbioma nella mummia dei ghiacci

04 Giugno 2026 - 18:26
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Ötzi riserva ancora tante sorprese nonostante siano passati 35 anni dal suo ritrovamento, avvenuto il 19 settembre 1991 nella zona del Giogo di Tisa in Val Senales, a 3.210 metri di altitudine. Conservato presso il Museo Archeologico dell'Alto Adige di Bolzano a una temperatura costante di -6°C e un'umidità del 99%, è stato recentemente studiato dai ricercatori di Eurac Research per rilevarne il microbioma, ovvero il patrimonio genetico (DNA e RNA) dei microrganismi presenti nel suo corpo.

L'analisi dei tessuti ha permesso di ricostruire con precisione la colonizzazione microbica della mummia: i dati sono stati integrati da campionamenti effettuati sul ghiaccio superficiale, sull' acqua di fusione interna e sul terreno prelevato dal luogo di ritrovamento. Si è persino riusciti a identificare i microrganismi presenti nel corpo quando Ötzi era ancora in vita e quelli che invece lo hanno colonizzato dopo la sua morte (fino al ritrovamento e dal 1991 in poi).

Il microbioma intestinale originario è risultato simile a quello trovato nelle prime popolazioni umane: al contrario, nell'uomo contemporaneo i batteri riscontrati nel corpo mummificato sono quasi del tutto scomparsi. Sono stati persino identificate alcune specie di lieviti adattate al freddo, con ogni probabilità provenienti dall'ambiente glaciale e preservati fino ad oggi nel corpo di Ötzi.


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