Il Pentagono prepara i container che lanciano sciami di droni senza piloti
Il vecchio approccio alla guerra con droni non può funzionare, perché se ogni velivolo richiede un operatore dedicato, capite bene che aumentare il numero di droni significa aumentare di conseguenza anche il personale, la logistica e la complessità delle missioni. Il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti è tra le realtà più attive e le tante soluzioni di cui vistiamo parlando in questi mesi mirano proprio a risolvere questo problema.
Dovete sapere che di recente è stato avviato il programma CADDS, dedicato allo sviluppo di sistemi capaci di trasportare, lanciare, recuperare e gestire grandi flotte di droni direttamente da container mobili. Un solo posto, possibilmente compatto, che potrebbe permettere a un solo operatore di controllare numerosi velivoli contemporaneamente, anche in aree remote, prive di infrastrutture o sotto minaccia nemica. Tra le aziende selezionate c'è Tesseract Ventures, che metterà alla prova la piattaforma NOMAD.
Dobbiamo immaginarla come un vero e proprio container intelligente che funziona come una piccola base operativa automatizzata. Al suo interno i droni possono essere custoditi, preparati alla missione, lanciati, recuperati e rimessi rapidamente in servizio senza richiedere una squadra numerosa sul posto.
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