Riapre la gioielleria Roggero. Il cartello affisso dalla famiglia per i giornalisti: “Non parliamo, chiediamo rispetto”

Ha riaperto questa mattina la gioielleria di Mario Roggero in località Gallo di Grinzane Cavour nel cuneese. Lo ha confermato all’Ansa una delle figlie del gioielliere, condannato definitivamente a 14 anni e 9 mesi per aver ucciso due rapinatori, ferendone un terzo, nel difendere la propria famiglia sotto attacco. A occuparsi dell’attività mentre l’uomo si trova nel carcere di Bollate saranno la moglie Mariangela Sandrone e una delle sue quattro figlie. “Per loro – dice il fratello di Mario Roggero, Dante – non sarà facile. Tra le altre cose saranno due donne sole in una gioielleria. Speriamo che lo Stato assicuri loro un minimo di attenzione per quanto riguarda la loro sicurezza”.
Riapre la gioielleria Roggero, il cartello ai giornalisti: chiediamo rispetto
Subito dopo l’apertura fuori dalla gioielleria è comparso un cartello firmato dalla famiglia Roggero rivolto alla stampa che in queste ore si è sbizzarrit sul caso Roggero. Il foglio recita testualmente “Gentili giornalisti, desideriamo comunicare che la nostra famiglia non rilascerà alcuna dichiarazione. Ringraziamo per la comprensione e per il rispetto del nostro dolore”. Fuori dal negozio, infatti, come prevedibile si sono accalcati i cronisti in attesa di dichiarazione e scoop. Sembrerebbe – riporta l’agenzia Ansa – non esserci né curiosi, né sostenitori o detrattori.
La moglie Mariangela: spero che Mario possa tornare presto qui
A poche ore dalla riapertura, è la stessa moglie di Mario, che ieri è andato a visitarlo in carcere insieme alle figlie, a rompere il silenzio. “Ieri ho visto mio marito, siamo riusciti a stare insieme tre ore. Compatibilmente con il carcere sta bene”, racconta la donna. Poi lo sfogo sulla condanna: “Dico solo che è assurdo che una persona di 72 anni, che ha sempre lavorato, debba subire una cosa del genere. Siamo qui dal 1980, non è una cosa normale. Mi sembra di vivere in un brutto, bruttissimo sogno“. Poi l’augurio. “Spero che molto presto possa venire qui. Non deve assolutamente stare in un carcere”.
Finalmente è uscito il video con la colluttazione
E ancora: “Mi hanno detto che ieri sera, io non ho avuto tempo di vedere, è uscito finalmente un video di cosa è successo nella parte dove non c’era la telecamera. La colluttazione. Questo mi fa piacere, perché in tribunale non avevano accettato di vedere questo video”. La visita in carcere lunedì è durata circa quattro ore. La moglie ha raccontato che la famiglia può andare a trovarlo solo per un totale di sei ore al mese e che, visto che è quasi fine mese, hanno deciso di usare subito metà del tempo. “È via da pochi giorni, ma sembra che sia passato chissà quanto tempo. Non so come faremo a resistere”.
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