Il ricatto del Pd ai vigili milanesi: sì ai taser, ma solo con i corsi su stranieri e Lgbt

Sì al taser per gli agenti della polizia locale di Milano, purché si sottopongano a corsi su come trattare le «minoranze razzializzate» e «Lgbt». È lo scambio, o «ricatto ideologico», come lo definisce FdI, che il Pd sta cercando di imporre ai ghisa e che sta sollevando un gravissimo malcontento nella categoria, con il no del capo della polizia locale, Gianluca Mirabelli, e i sindacati che si dicono «indignati» delle «bizzarre iniziative di alcuni politici».
Il «ricatto ideologico» del Pd
Il dibattito sui taser tiene banco da tempo alla luce dell’allarme criminalità in città e da qualche giorno è arrivato in consiglio comunale, dopo che anche il sindaco Giuseppe Sala ha aperto alla nuova dotazione. Senonché il Pd, non potendo più opporsi apertamente, ha posto una serie di condizioni che di fatto terremotano l’iter per l’approvazione e, soprattutto, la tenuta della concordia intorno alla misura.
Sì ai taser alla polizia locale di Milano, ma solo con corsi sulle minoranze
A guidare l’assalto al provvedimento è, in particolare, il consigliere dem e presidente della Commissione Sicurezza, Michele Albiani, che come soluzione politica ha proposto degli emendamenti, tra i quali quello sulla «formazione per la gestione delle minoranze etniche» e delle persone Lgbt. Un’idea che Albiani ha continuato a difendere, incurante dell’effetto che ha suscitato sui diretti interessati e nonostante anche i preoccupanti esempi che arrivano da altri Paesi europei, sull’effetto di scelte che rischiano di finire per aprire la porta a forme di discriminazioni al contrario. Si veda il caso di Henry Nowak, il ragazzo accoltellato a morte da un sikh a Southampton cui la polizia non ha creduto mentre agonizzante riferiva ciò che gli era successo.
I dem incuranti della sollevazione dei ghisa
«La formazione continua è uno strumento per lavorare meglio, non un giudizio su chi indossa quella divisa», ha sostenuto Albiani, rigettando al mittente critiche e perplessità espresse dal comandante Mirabelli con il suo no in sede di valutazione tecnica, dai sindacati con comunicati di fuoco e finanche dall’ex capo della Polizia ex consulente della giunta Sala per la Sicurezza, Franco Gabrielle, non esattamente un uomo schierato a destra, che in particolare rispetto alle critiche sul presunto fallimento della sperimentazione dei taser ha parlato di «una posizione più ideologica che non di effettiva valutazione dell’efficacia dello strumento».
Albiani ha rivendicato che «ritenere che formare gli agenti a relazionarsi con minoranze razzializzate, persone Lgbtqia+ e persone con fragilità mentali significhi mettere in dubbio la loro professionalità è una lettura che non condivido». Con la possibilità di avere in dotazione il taser, ha aggiunto, «non c’è stato nessun baratto: gli emendamenti e l’ordine del giorno hanno una loro autonoma ragione di esistere, e così il voto sulla delibera. E quel parere – ha concluso – è già stato superato».
Il dibattito si sposta in Aula
La conclusione della discussione è attesa nell’aula del consiglio comunale per lunedì e si vedrà come andrà a finire. Certo, grazie alla trovata del Pd, vi arriva in un clima infuocato, che certo non si sposa bene con la responsabilità della Coesione sociale che pure è fra le deleghe di Albiani.
Il sindacato: «Strumentalizzazione elettorale, siamo indignati»
«Ci indigniamo perché il messaggio sotteso a tale proposta è che gli operatori della Polizia Locale non siano in grado di rapportarsi con le minoranze», si legge in una nota il segretario milanese e lombardo del sindacato DiCCAP/Sulpm, Daniele Vincini, che ha ricordato che «invece ogni giorno al lavoro rispettano l’articolo 3 della Costituzione “che non fa distinzioni di nessun genere, rendendoci tutti eguali davanti alla Legge”». «Pertanto – ha aggiunto – nessuno può tentare di giustificare il mancato rispetto della Legge asseritamente auto attribuendosi l’ appartenenza ad una determinata categoria».
Vincini ha poi parlato di un «tentativo di strumentalizzazione del ruolo della Polizia Locale di chi, evidentemente, è in cerca di iniziative appariscenti per richiamare l’attenzione del proprio elettorato». «Nel condividere la presa di posizione del Comandante della Polizia Locale che ha dato parere negativo all’effettuazione di tali corsi per tutto il personale il DiCCAP/Sulpm di Milano rigetta il baratto taser-corsi di formazione Lgbtq+ ed è pronto a dare corso a tutte le iniziative sindacali del caso a tutela dell’immagine e del prestigio delle nostre divise», ha concluso Vincini.
FdI: «Siamo alle comiche finali»
«Siamo alle comiche. Per il Pd la polizia locale di Milano è razzista e omofoba, al punto da ricattarla: o gli agenti fanno i corsi di bon ton per gestire immigrati e Lgbt oppure niente taser», ha commentato l’assessore regionale alla Sicurezza, Romano La Russa. «Non si baratta la sicurezza dei cittadini e degli stessi agenti – ha avvertito – con dei corsi ridicoli e senza alcun senso. Che il Pd pensi di fare un ricatto ideologico sulla pelle dei cittadini è inaccettabile». «L’anno prossimo a Milano si voterà per eleggere il nuovo sindaco. Ricordo ai milanesi – ha aggiunto Romano La Russa – che se vincerà la sinistra queste saranno le priorità: la tutela della comunità gay, dei clandestini, dei maranza e degli immigrati a discapito di tutti gli altri cittadini».
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