Il segreto delle api arriva sui droni: addio al GPS
Le api continuano ad affascinare a ispirare, e la loro modalità di movimento e capacità di orientamento è ora al centro di nuovi studi. Pensate che un minuscolo cervello, grande quanto un seme di sesamo permette alle api di allontanarsi fino a 3 chilometri dal proprio alveare e di ritornare alla base senza mai perdersi. Rapportato alle proporzioni umane, questo viaggio equivale a percorrere centinaia di chilometri senza l'aiuto di mappe, bussole o smartphone.
Partendo da questo straordinario principio biologico, un gruppo di scienziati dell'Università della Tecnologia di Delft, nei Paesi Bassi, ha messo a punto Bee-Nav, un sistema di navigazione che permette a piccoli robot volanti di ritornare al punto di partenza occupando appena 42 kilobyte di memoria, una quantità di dati paragonabile alla dimensione di uno sticker di WhatsApp.
Nello studio pubblicato sulla rivista Nature, il team guidato dal dottorando Dequan Ou ha affrontato uno dei nodi più complessi della robotica, ovvero la navigazione autonoma in spazi dove il segnale GPS è assente o inaffidabile. I droni moderni utilizzano spesso sistemi di mappatura tridimensionale continua che richiedono computer di bordo pesanti, costosi ed energivori.
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