Il valore della sostenibilità nel turismo di lusso: il modello Liastì a Mykonos
Il turismo di lusso sta cambiando pelle: se fino a pochi anni fa l’esclusività era sinonimo di servizi premium e location spettacolari, oggi sono sempre di più i viaggiatori che cercano esperienze autentiche, costruite attorno alla qualità, alla sostenibilità e al legame con il territorio.
È questa la filosofia che ha guidato Massimo Cirillo, imprenditore originario di Torre del Greco, quando nel 2015 ha dato vita a Liastì, beach club affacciato su una delle coste più suggestive di Mykonos. Un progetto nato in famiglia che, a dieci anni dall’apertura, continua a distinguersi per un’idea di ospitalità in cui il Made in Italy non è soltanto un marchio, ma un filo conduttore che attraversa cucina, design, artigianato e accoglienza.
Un’idea di ospitalità che mette al centro il Made in Italy
Dopo la laurea in Economia e Commercio e una prima esperienza professionale a Londra, Cirillo sceglie di trasferirsi a Mykonos all’inizio degli anni Novanta. Da allora ha sviluppato diverse attività nel settore dell’hospitality, fino alla nascita di Liastì, realizzato insieme alla famiglia. Qui ogni elemento contribuisce a raccontare l’eccellenza italiana: dalla cucina, che valorizza prodotti selezionati, alla boutique curata dalla moglie Valeria, fino agli arredi e alle strutture realizzati da artigiani italiani.

Sostenibilità significa anche filiera
La qualità passa inevitabilmente dalla scelta delle materie prime. Sempre più strutture ricettive e ristoranti di fascia alta stanno puntando su produzioni selezionate, filiere controllate e ingredienti capaci di raccontare il territorio da cui provengono.
Prodotti come il pomodorino del Piennolo, il provolone del Monaco, le alici di Cetara o i gamberi rossi di Mazara del Vallo non rappresentano soltanto eccellenze gastronomiche: sono il risultato di tradizioni produttive che contribuiscono a preservare biodiversità, competenze artigianali e identità culturale. Per Cirillo, proprio questo approccio rappresenta il futuro dell’ospitalità: valorizzare le produzioni di nicchia e creare un ponte tra i territori italiani e un pubblico internazionale attraverso la ristorazione e l’accoglienza.
Un lusso che racconta una storia
Anche il design contribuisce a definire questa filosofia. L’utilizzo di elementi realizzati da artigiani italiani e la scelta di creare ambienti capaci di dialogare con il paesaggio naturale dimostrano come il lusso contemporaneo possa essere discreto, identitario e legato al saper fare.
In un mercato turistico sempre più competitivo, soprattutto in destinazioni iconiche come Mykonos, esperienze come quella di Liastì mostrano come sostenibilità, qualità e autenticità possano diventare elementi distintivi, trasformando l’ospitalità in uno strumento di valorizzazione del Made in Italy ben oltre i confini nazionali.

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