Venezuela, in moto la macchina degli aiuti

26 Giugno 2026 - 17:19
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Venezuela, in moto la macchina degli aiuti

Il tragico bilancio dei due catastrofici terremoti (magnitudo 7.2 e 7.5) che si sono susseguiti in pochi secondi continua a crescere. Si parla di quasi 50mila dispersi a fronte di 235 morti accertati al momento in cui scriviamo e 4.300 feriti. Sono moltissime le organizzazioni che si sono subito mobilitate per portare aiuto.

La povertà e la fragilità del Venezuela rischiano di moltiplicare gli effetti devastanti del duplice sisma

Come aiutare chi è sul campo

La risposta delle ong italiane è stata immediata, soprattutto tra quelle che operano già nel Paese da decenni come Cesvi. L’organizzazione è presente in Venezuela dal 2002. L’intervento – fanno sapere – si concentrerà sull’assistenza immediata alle famiglie più colpite e vulnerabili, attraverso la distribuzione di beni essenziali, voucher per l’acquisto di cibo, acqua, materiali per il riparo e altri beni di emergenza.

Gli operatori di Cesvi sono già al lavoro in Venezuela, ma per rafforzare la risposta, raggiungere le aree più colpite e aumentare il numero di famiglie aiutate è stata aperta una raccolta fondi online.

Il ruolo dei partner locali

Anche Save the Children è presente nel Paese dal 2019. Da quando, alcuni anni fa, la crisi umanitaria ha iniziato a peggiorare rapidamente, l’organizzazione ha intensificato la propria risposta attraverso partner locali per sostenere il numero crescente di minori in difficoltà. Save the Children fornisce interventi nei settori della salute, nutrizione, istruzione, protezione dell’infanzia, alloggi, acqua, servizi igienico-sanitari, nonché sicurezza alimentare e sostegno ai mezzi di sussistenza.
Gli operatori in loco e i partner locali presenti sul campo hanno inoltre segnalato che tra le vittime e i feriti ci sarebbero anche minori. Inoltre, durante le operazioni di evacuazione nella capitale Caracas e nella città portuale di La Guaira, alcuni bambini sono stati separati dalle loro famiglie. 
Per garantire una maggior presenza e gli aiuti si possono fare donazioni qui

Il problema non è la disabilità. Il problema è un mondo progettato come se le persone con disabilità non esistessero. Parte da qui l’inchiesta di VITA magazine di giugno, un numero che scardina il principio dell’inclusione alla ricerca di una convivenza possibile.
DISABILITÀ, L’INCLUSIONE NON BASTA

Presente in Venezuela dal 2000 anche Avsi è attiva fin dalle prime ore dell’emergenza. Il team sul campo – comunica l’organizzazione – è indenne ed è in contatto costante con le comunità colpite e sta valutando i bisogni più urgenti, insieme alla situazione dei 140 bambini sostenuti a distanza.

Sono in preparazione interventi per: distribuzione di cibo e acqua potabile; kit sanitari e per l’igiene; beni di prima necessità e supporto alle famiglie che hanno perso la casa. Per sostenere l’azione di Avsi si può donare alla pagina dedicata all’emergenza Venezuela.

L’ong WeWorld ha fatto sapere di essere accanto al partner ChildFund che opera nel Paese per portare supporto alla popolazione colpita dai sismi. Per le donazioni qui

La mobilitazione

Tutta la rete delle Caritas in Italia e nel mondo è mobilitata dal primo momento. Il cardinal Zuppi, presidente della Conferenza episcopale italiana, ha disposto un primo stanziamento di 500mila euro dai fondi dell’8 per mille: le risorse saranno utilizzate per gli interventi di soccorso immediati, coordinati da Caritas Italiana. Già ieri dal Vaticano era stata annunciata la donazione da parte del Papa di 100mila euro.

Nell’immagine in apertura soccorsi a La Guaira in Venezuela, AP Photo/Pedro Mattey via LaPresse

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