In Cina la spesa in ricerca e sviluppo cresce dell’8,2 per cento nel 2025: è seconda solo agli Usa

16 Ottobre 2026 - 22:40
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Gli investimenti della Cina in ricerca e sviluppo sono aumentati dell’8,2 per cento nel 2025, trainati dalla crescita a due cifre dei fondi per la ricerca di base e per le università. Lo ha reso noto oggi, 16 ottobre, l’Ufficio nazionale di statistica. La spesa complessiva ha superato i 500 miliardi di euro, “mantenendo una traiettoria di crescita costante”, ha dichiarato l’Ufficio. L’agenzia di stampa “Xinhua” ricorda che tra il 2020 e il 2025 la spesa è cresciuta in media del 10 per cento all’anno, tra le più rapide delle principali economie. Con questi dati la Cina resta seconda solo agli Usa per spesa totale in ricerca e sviluppo, e supera di 3,4 volte la Germania e di 3,5 volte il Giappone.

La ricerca di base è stata la componente in più rapida crescita, con un aumento del 13,3 per cento su base annua, ma con circa 36 miliardi di euro rappresenta poco più del 7 per cento del totale. La spesa delle università ha raggiunto circa 43,6 miliardi di euro, in aumento dell’11 per cento rispetto al 2024. L’intensità di investimento si è attestata al 2,8 per cento del Prodotto interno lordo (Pil), che colloca il Paese al dodicesimo posto a livello globale e, per la prima volta, sopra la media dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse). Il settore delle imprese ha contribuito per oltre il 77 per cento del totale, con una spesa per la prima volta sopra i 380 miliardi di euro. La parte restante è riconducibile a istituti di ricerca pubblici, università e altri soggetti.

La spesa è fortemente concentrata nelle province costiere più sviluppate e nelle grandi città: Guangdong, Jiangsu, Zhejiang e Shandong, insieme a Shanghai e Pechino, hanno registrato ciascuna investimenti superiori a 25 miliardi di euro. Nelle sessioni legislative annuali di marzo il governo centrale ha aumentato del 10 per cento su base annua i fondi per la scienza, il rialzo percentuale maggiore tra le principali voci di spesa, davanti a difesa, diplomazia, sicurezza pubblica e istruzione.

Il ministro della Scienza e della tecnologia, Yin Hejun, ha indicato il mese scorso l’intenzione di rafforzare la ricerca di base, ritenuta essenziale per le innovazioni tecnologiche, la sicurezza nazionale e altre priorità strategiche. Pechino intensificherà gli sforzi per superare i colli di bottiglia in settori critici come semiconduttori, macchinari industriali e strumentazione di fascia alta, e darà maggiore sostegno alla ricerca su intelligenza artificiale, tecnologia quantistica, biotecnologie e interfacce cervello-computer. Negli Stati Uniti, intanto, proseguono i tagli ai fondi per la ricerca avviati dall’amministrazione del presidente Donald Trump. All’inizio del 2025 sono stati congelati o cancellati circa 3 miliardi di dollari di finanziamenti degli Istituti nazionali di sanità (Nih), che hanno interessato circa 3.800 progetti. Il bilancio 2026 proposto prevede una riduzione del 39 per cento per i Nih e del 55 per cento per la Fondazione nazionale per la scienza, e diverse università hanno annunciato tagli ai programmi di dottorato e licenziamenti.

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