In preghiera con Acutis, un santo per amico
L'Arcivescovo davanti al ritratto di Carlo Acutis nella parrocchia milanese di Santa Maria Segreta (Agenzia Fotogramma)
L'Arcivescovo davanti al ritratto di Carlo Acutis nella parrocchia milanese di Santa Maria Segreta (Agenzia Fotogramma)Sarà il momento della festa, una celebrazione di ringraziamento per la canonizzazione, che ci mostra la sua santità come esempio a cui guardare. Così il parroco di Santa Maria Segreta don Maurizio Corbetta introduce alla celebrazione eucaristica che l’Arcivescovo presiederà in parrocchia lunedì 12 ottobre alle 21, nella memoria liturgica di Carlo Acutis. Un motivo di gratitudine, dunque, per la parrocchia milanese in cui Carlo ha vissuto la sua adolescenza, che per la prima volta si rivolgerà nella liturgia al “suo” santo, a vent’anni esatti dalla morte.
«Stupiti dalla sua semplicità»
Ma già dalla canonizzazione dello scorso anno non si è mai fermato il pellegrinaggio di chi è arrivato qui, sottolinea il parroco, «non con intenzioni miracolistiche, ma per pregare negli stessi luoghi in cui ha pregato un santo». Dagli studenti del vicino liceo Leone XIII a gruppi arrivati addirittura dall’Australia, don Maurizio ha incontrato 15 mila persone, accompagnandole in un itinerario di preghiera che preso come tappe i luoghi in cui i luoghi della chiesa in cui lo stesso Carlo si fermava, e scelto come spunto di meditazione alcune delle sue frasi più conosciute ed efficaci: «Tutti nascono originali, ma molti muoiono come fotocopie», presso la pala che raffigura l’Incoronazione della Vergine; «L’Eucaristia è la mia autostrada per il cielo», presso il Tabernacolo. E, infine, «Non io ma Dio», presso l’altare che ora è stato a lui dedicato.
Un percorso in cui, evidenzia il parroco, «mostriamo l’esemplarità di questo ragazzo spiegando come ha vissuto; e dicendo quindi che si può essere adolescenti appassionati alle cose, attenti ai poveri, e che si può trovare nella preghiera un senso del vivere… Tutti, sottolinea ancora don Corbetta, rimangono stupiti dalla semplicità della sua figura».
E se, nella Messa di lunedì prossimo, ci si rivolgerà naturalmente a San Carlo Acutis con formule di intercessione previste dalla liturgia, ai ragazzi che incontra si limita a suggerire una formula: «Tutti hanno bisogno di un santo come amico».
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