Cura e dignità del malato, formazione al San Raffaele

05 Ottobre 2026 - 07:30
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Cura e dignità del malato, formazione al San Raffaele

Non solo aggiornamento professionale, ma un’occasione per interrogarsi sul significato della cura. È l’obiettivo degli incontri culturali formativi per gli operatori sanitari che tornano al San Raffaele di Milano, da ottobre fino a giugno. A coordinare l’iniziativa è il professor Alfredo Anzani, medico consulente di etica clinica e componente del Comitato etico dell’Ospedale, che ormai da cinque anni propone ai propri operatori (ma anche ai volontari ea tutti gli interessati) questi momenti di confronto su medicina, cultura ed etica.

L’iniziativa si inserisce nella particolare vocazione con cui, fin dalle origini, il fondatore del San Raffaele don Luigi Verzé aveva pensato il complesso: un centro di cura, ma anche di ricerca ad alto livello e di insegnamento, non solo della medicina, ma anche della psicologia e della filosofia. «A sottolineare che la ricerca delle migliori cure non deve essere mai disgiunta dall’attenzione alla dignità di chi è malato – fa notare Anzani -. Perché non si cura un corpo, ma una persona. All’operatore serve quindi anche una formazione culturale umanistica, per far sì che possa avere una visione globale della persona con cui si relaziona ogni giorno nell’ambito della sua specifica specializzazione».

Alfredo Anzani

I temi dell’anno

È questa eredità a dare senso al programma di quest’anno, che accosta medicina e discipline diverse: il cervello e la tecnologia, le Medical Humanities, arte e medicina, appropriatezza e proporzionalità della cura, empatia, fino ai nuovi modelli di presa in carico del malato. Il primo appuntamento sarà martedì 6 ottobre con l’arcivescovo Mario Delpini, che presenterà la lettera «Stimato e caro dottore», che qualche anno fa ha dedicato alla figura del medico. «Un testo che personalmente ho molto apprezzato – sottolinea Anzani -. Così come ho amato l’omelia nella solennità dell’Assunta, nella quale l’Arcivescovo ha messo in rapporto l’uomo mortale – affidato alla scienza, alla tecnologia e oggi anche all’intelligenza artificiale – con l’uomo risorto».

Riflessioni che richiamano anche il pensiero del cardinale Carlo Maria Martini, sempre attento al rapporto tra medicina e dignità della persona, tanto che nel 2006 fu insignito, proprio dall’Università Vita-Salute del San Raffaele, della Laurea Honoris Causa in Medicina. «Martini diceva che il medico è vero sacerdote della vita, della sua dignità e della dignità di ogni persona. Il medico è colui che tende a guarire l’uomo perché sia restituito al suo originale splendore della creazione», ricorda Anzani.

Gli incontri, ospitati nell’Aula San Raffaele, sono rivolti agli operatori dell’ospedale, ma aperti anche a volontari e professionisti sanitari di altre strutture. Tra i relatori, oltre a monsignor Delpini, Gianvito Martino, Roberto Mordacci, monsignor Marco Navoni, Roberto Burioni, Alberto Zangrillo, Francesco Maisano e Fabio Ciceri.

 

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