Incendi in Sicilia, il Wwf chiede l’istituzione di un gruppo investigativo permanente e interforze in ogni provincia

24 Luglio 2026 - 17:10
0
Incendi in Sicilia, il Wwf chiede l’istituzione di un gruppo investigativo permanente e interforze in ogni provincia

L’attuale gestione degli incendi in Sicilia sta funzionando? Per il Wwf, decisamente no. E le cronache degli ultimi giorni non fanno che confermare questo giudizio negativo. Il Panda fa notare quanto sia inopportuno, e anche pericoloso, concentrare ingenti risorse sullo spegnimento delle e sulle emergenze anziché sulla prevenzione, sul controllo del territorio e sulle cause strutturali o criminali che innescano e che alimentano questi roghi. Per invertire questa rotta e contrastare efficacemente le ecomafie, l’associazione ambientalista propone di istituire in ogni provincia siciliana un gruppo investigativo permanente e interforze. «I devastanti incendi che purtroppo continuano a colpire il territorio regionale dimostrano il fallimento di un modello che concentra ingenti risorse economiche sullo spegnimento delle fiamme, trascurando invece la prevenzione e il presidio del territorio», denuncia il Wwf. Negli scorsi mesi la Regione Siciliana aveva presentato con grande enfasi il proprio piano antincendio, fondato sull’acquisto di nuovi mezzi e sul potenziamento delle attività operative. Tra gli interventi annunciati figurano la fornitura di 90 mezzi pesanti, tra autobotti da 3.000 e 4.000 litri, 210 pick-up dotati di moduli antincendio boschivo e circa 3 milioni di euro destinati alle convenzioni operative e all’incremento dei turni dei Vigili del Fuoco.

Il Wwf riconosce che si tratta di risorse importanti, ma aggiunge anche che sono tutte sostanzialmente concentrate sulla fase di emergenza. «Ancora una volta si interviene a valle del problema, senza affrontarne le cause strutturali». Il fenomeno degli incendi è infatti complesso e multidimensionale, sottolinea l’associazione. Da un lato, la crisi climatica sta determinando temperature sempre più elevate e periodi di siccità prolungati, creando condizioni estremamente favorevoli alla propagazione del fuoco. Dall’altro, persistono gravi responsabilità legate all’azione criminale, agli interessi illeciti che ruotano attorno allo sfruttamento del territorio e a comportamenti colposi o dolosi alimentati da superficialità, incuria e pratiche radicate nel tempo. A tutto questo si aggiungono l’abbandono delle aree rurali, la mancata manutenzione dei terreni e l’inefficacia di molti provvedimenti amministrativi. Ogni anno i Comuni emanano ordinanze che impongono la pulizia dei fondi e la realizzazione delle fasce tagliafuoco, ma troppo spesso tali disposizioni restano lettera morta: mancano controlli, sanzioni e una reale attività di vigilanza.

La conseguenza di tutto ciò è sotto gli occhi di tutti, denuncia il Panda: «Ettari di campagne e boschi diventano combustibile pronto ad alimentare incendi che, nelle condizioni climatiche attuali, risultano spesso impossibili da contenere. Con temperature prossime ai 40 gradi e venti sostenuti, un incendio che si sviluppa, soprattutto nelle ore notturne, può rapidamente trasformarsi in un evento incontrollabile, mettendo a rischio vite umane, abitazioni, aziende agricole e interi ecosistemi».

Per questo il Wwf ritiene indispensabile un cambio di paradigma nelle politiche regionali e locali di gestione del territorio. «La prevenzione deve diventare la priorità assoluta»: «Occorre investire in attività di intelligence, nel presidio preventivo delle aree più esposte durante le giornate a rischio elevato e in un monitoraggio costante del territorio. È necessario rafforzare il dialogo e la collaborazione con agricoltori, allevatori e cittadini che vivono nelle aree rurali, affinché diventino parte integrante di una rete di prevenzione e segnalazione. Servono inoltre strutture efficienti, autonome da logiche clientelari e in grado di programmare interventi continuativi durante tutto l’anno. Parallelamente è indispensabile rafforzare il contrasto alle ecomafie, alle agromafie e a tutte quelle attività criminali che traggono profitto dallo sfruttamento illegale delle risorse naturali».

Ed è in quest’ottica che il Wwf – che esprime tutto il suo cordoglio alla famiglia del vigile del fuoco morto durante le operazioni di spegnimenti dei roghi a San Cataldo – ora propone l’istituzione di un gruppo investigativo permanente e interforze in ogni provincia siciliana, con il coinvolgimento di magistratura, carabinieri forestali e forze dell’ordine, per contrastare in modo efficace i fenomeni incendiari e le attività illecite connesse, dal pascolo abusivo alle discariche illegali, dal bracconaggio all’estrazione abusiva di materiali. «Non possiamo continuare a rincorrere le emergenze – è il messaggio lanciato dal Panda – Ogni anno il bilancio diventa più pesante: aumentano le vittime, crescono i danni economici e ambientali, vengono distrutte case, aziende e patrimoni naturali di valore inestimabile». Dice il delegato del Wwf Sicilia Pietro Ciulla: «La Sicilia ha bisogno di una strategia fondata sulla prevenzione, sul controllo del territorio e sulla legalità. Continuare a investire quasi esclusivamente nello spegnimento degli incendi significa limitarsi a gestire le conseguenze, senza mai affrontare le cause del problema».

Qual è la tua reazione?

Mi piace Mi piace 0
Antipatico Antipatico 0
Lo amo Lo amo 0
Comico Comico 0
Wow Wow 0
Triste Triste 0
Furioso Furioso 0
Eventi e News

Eventi e News in Italia

Commenti (0)

User