Inchiesta ultras, Ferdico: “Dimarco era pronto a regalare gioielli all’ndranghetista Bellocco e ai capi della curva”
Federico Dimarco, difensore e centrocampista dell’Inter e della Nazionale, “era pronto a regalare tre anelli con brillante” all’ndranghetista Antonio Bellocco e ai capi ultras dell’Inter, Andrea Beretta (killer dello stesso Bellocco il 4 settembre 2024 a Cernusco sul Naviglio) e Marco Ferdico. Lo ha raccontato quest’ultimo ai pubblici ministeri di Milano, Paolo Storari e Stefano Ammendola, il 30 maggio 2026 nel primo verbale in cui ha cominciato a collaborare con la Direzione distrettuale antimafia nell’ambito dell’inchiesta ‘Doppia Curva’ e sull’omicidio di Vittorio Boiocchi. Tre giorni prima, il 27 maggio, Ferdico era stato sentito come imputato dalla Corte d’assise di Milano nel processo per omicidio volontario aggravato dell’ex capo Nord, Boiocchi, in cui ha ammesso di aver preso parte alla pianificazione e gestione dell’attentato e ha attaccato per i suoi presunti vuoti di “memoria” il mandante del delitto, Beretta, primo ‘pentito’ dell’inchiesta sul tifo organizzato di Milano.
“Su Beretta aveva ragione Boiocchi”
“Ho fatto un’azione per Andrea Beretta ma su di lui aveva ragione Boiocchi“, ha detto Ferdico sostenendo di aver scoperto solo in seguito dei soldi sottratti alla gestione della curva e degli ultras e dalla vendita del merchandising dell’Inter. “Ho fatto una roba così per una persona che aveva torto – ha aggiunto -. Beretta doveva tenere il negozio sotto la sua ala ed era disposto ad ammazzare e a inventarsi che doveva essere ammazzato. Sta roba che lui ha fatto e che io ho fatto l’abbiamo fatta col torto”. Raccontando ai pm della sua vicinanza con calciatori dell’Inter e manager, il 41enne è tornato sui “rapporti col calciatore Dimarco”. “In occasione dello scudetto della seconda stella ci aveva promesso, a me e a Beretta, un anello con un brillante”. Ha precisato di essere andato lui da “Andrea Opi”, manager di Dimarco, chiedendo un “presente” per la curva. “Lui mi ha risposto che era pronto a regalare a me, a Bellocco e a Beretta tre anelli con il brillante, che del resto aveva fatto come regalo a tutta la squadra”. Secondo il racconto di Ferdico, l’intermediario sportivo avrebbe fatto presente che il terzino sinistro “si lamentava” perché “voleva un coro nuovo per lui”. “Si lamentava che mentre quello fatto a Calhanoglu (il centrocampista turco, ndr) – era particolarmente bello quello suo lo era meno”
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