Infantino nell'occhio del ciclone: spostandosi in jet privato per i Mondiali ha emesso come 40 persone in un anno
Quante emissioni di carbonio in questo mese per andare a più partite possibile
In questo momento Gianni Infantino, presidente della FIFA, ha gli occhi di tutto il mondo addosso: a ridosso della finale dei Mondiali 2026 tra Spagna e Argentina, tra le accuse di favoritismi a Messi e alla sua Nazionale, e le congratulazioni del presidente americano Donald Trump, il numero uno del calcio planetario è finito al centro del dibattito anche per via dei suoi spostamenti in jet privato tra Messico, Canada e USA, i tre paesi ospitanti la manifestazione.
I NUMERI
Un report di Bloomberg basato sul tracciamento dei voli ha evidenziato una tabella di marcia a dir poco frenetica, giudicato del tutto incompatibile con le linee guida ecologiche sbandierate dalla stessa federazione internazionale. Pur di assistere a quante più sfide possibili, spesso incastrandone addirittura due all’interno della stessa giornata in città distanti migliaia di chilometri tra loro, Infantino ha accumulato decine di tratte aeree nel giro di pochissime settimane: 93mila chilometri totali circa, che in termini di emissione di anidride carbonica equivale a quanto inquinano quaranta cittadini comuni nell’arco di un intero anno solare.
POLEMICA
La pubblicazione di questi dati ha scatenato immediate reazioni non solo tra gli addetti ai lavori, ma anche a livello politico e diplomatico, amplificando il malumore attorno a una rassegna già criticata per le sue enormi distanze logistiche. Al momento, dai piani alti dell’organo di governo del calcio non sono arrivate repliche ufficiali o note di smentita volte a giustificare la condotta del proprio presidente, trincerandosi dietro un silenzio che non fa che alimentare il dibattito sulla reale trasparenza delle politiche ambientali dello sport moderno.
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