WRC Estonia, Pajari vede il primo successo iridato

19 Luglio 2026 - 09:15
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WRC Estonia, Pajari vede il primo successo iridato

Il finlandese chiude il sabato con 25 secondi su Solberg. Toyota verso la doppietta, Hyundai si gioca il podio con Fourmaux e Neuville.

Sami Pajari vede la prima vittoria nel WRC e lo fa nel modo più convincente: controllando la pressione di Oliver Solberg, reagendo nei momenti decisivi e chiudendo il sabato del Delfi Rally Estonia con 25 secondi di vantaggioquando restano soltanto due prove speciali. Per Toyota Gazoo Racing il risultato avrebbe un valore che va oltre il successo sportivo: confermerebbe la profondità del vivaio, la competitività della GR Yaris Rally1 e la capacità del marchio di trasformare giovani piloti in protagonisti della massima categoria.

La domenica sarà concentrata nei due passaggi sui 24,39 chilometri di Kääriku, la prova più lunga del rally. È lì che Pajari dovrà completare un lavoro costruito fin dal venerdì, quando aveva dominato sette speciali consecutive. Il finlandese aveva iniziato la tappa più lunga dell’evento, 149,60 chilometri cronometrati, con 14,7 secondi di margine. Nelle prime ore del sabato ha aggiunto i migliori tempi nelle SS8 e SS9, prima di subire la reazione di Solberg nelle due prove successive.

Il momento chiave è arrivato nel pomeriggio. Solberg era riuscito a ridurre il distacco a 14,1 secondi alla pausa di Tartu, riaprendo almeno in parte la sfida. Pajari, con Marko Salminen alle note, ha però risposto con tre scratch consecutivi, ristabilendo una gerarchia netta. Una dimostrazione di velocità, ma soprattutto di gestione: qualità centrale nel rally moderno, dove prestazione pura, conservazione degli pneumatici e lettura del fondo devono convivere nello stesso passaggio.

Il margine non autorizza comunque calcoli eccessivi. Nella SS14 Pajari ha colpito una roccia vicino al traguardo, rischiando di perdere il controllo. Il deterioramento del fondo nella SS15 lo ha poi spinto a ridurre il ritmo nell’ultima speciale di giornata. Proprio quella scelta prudente ha interrotto il monopolio Toyota nei migliori tempi, con Thierry Neuville capace di firmare il primo scratch Hyundai del rally.

«Ci sentiamo abbastanza tranquilli con il vantaggio, ma ci sono ancora molti chilometri», ha spiegato Pajari. Una frase che fotografa bene la situazione: la prima vittoria iridata è vicina, ma Kääriku non consente distrazioni. Dodici mesi fa, sullo stesso evento, era stato Solberg a ottenere il successo che lo aveva consacrato nella categoria principale. Ora lo svedese sembra destinato al secondo posto, pur avendo mostrato nel sabato un passo più solido rispetto alla giornata precedente.

Solberg ha indicato nella scelta degli pneumatici uno dei limiti del pomeriggio. Il feeling con la vettura è migliorato, ma non abbastanza per contenere il ritmo del compagno di squadra. Per Toyota, una possibile doppietta rappresenterebbe un segnale forte nella lotta tra costruttori: non soltanto superiorità sul cronometro, ma anche capacità di adattare assetti, rotazioni delle gomme e strategie a un rally veloce e selettivo come quello estone.

Alle spalle delle due Toyota, la battaglia più aperta riguarda il podio. Adrien Fourmaux ha conservato il terzo posto per Hyundai Motorsport, nonostante un contatto nella SS10 con un dispositivo antitaglio che ha danneggiato parte della carrozzeria della i20 N Rally1. Il francese ha poi perso terreno per una lenta perdita di aderenza e per un’incertezza nella SS13.

Neuville ne ha approfittato, portandosi a soli 1,9 secondi dal compagno di squadra dopo averlo preceduto tre volte nel pomeriggio. I due hanno chiuso la SS16 con lo stesso tempo, lasciando la lotta interna completamente aperta.

Per Hyundai il confronto vale più di una posizione in classifica. La capacità di portare entrambe le vetture sul podio misura la competitività del pacchetto tecnico in condizioni nelle quali Toyota ha dettato il ritmo. Assetto, aerodinamica, resistenza agli urti e gestione delle coperture sono elementi che nel WRC accelerano lo sviluppo e rafforzano il posizionamento sportivo dei costruttori, con ricadute d’immagine sui modelli stradali ad alte prestazioni e sull’intera filiera dei fornitori tecnici.

Sébastien Ogier occupa il quinto posto dopo una giornata priva di acuti, con 30,1 secondi di margine sul compagno Elfyn Evans. Il leader del campionato ha recuperato dalla nona alla sesta posizione, superando Esapekka Lappi e approfittando sia del ritiro di Josh McErlean, fermato da un problema tecnico alla Ford Puma Rally1, sia del danno alla gomma anteriore destra di Mārtiņš Sesks.

Il lettone resta settimo, a 13,4 secondi da Evans, oltre alla penalità di 20 secondi ricevuta per il ritardo all’uscita dal servizio. Lappi è ottavo dopo essere sopravvissuto a una sbandata nella SS12, davanti a Jon Armstrong e al leader WRC2 Robert Virves, decimo con la Škoda Fabia RS Rally2. Più indietro Takamoto Katsuta, rientrato dopo il ritiro del venerdì e costretto a svolgere il ruolo ingrato di apripista.

La corsa si deciderà domenica con la prima Kääriku alle 11:05 e la ripetizione delle 13:15, valida come Wolf Power Stage. Pajari ha il margine, la velocità e la macchina per chiudere la partita. Gli resta il passaggio più difficile: trasformare una superiorità costruita in due giorni nella vittoria che può cambiare la sua carriera e offrire a Toyota un nuovo riferimento per il futuro del proprio programma rally.

Classifica dopo sabato (SS16/18):
1. S Pajari / M Salminen FIN Toyota GR Yaris Rally1 2:08:34.0
2. O Solberg / E Edmondson SWE Toyota GR Yaris Rally1 +25s
3. Una Fourmaux / Una Coria FRA Hyundai i20 N Rally1 +52.1s
4. T Neuville / M Wydaeghe BEL Hyundai i20 N Rally1 +54.0s
5. S Ogier / V Landais FRA Toyota GR Yaris Rally1 +1m 32.8s
6. E Evans / S Martin GBR Toyota GR Yaris Rally1 +2m 02.9s

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