Inter, Ausilio: "Barella non ha un prezzo perché non è sul mercato, a Lukaku ho detto grande…"
Il direttore sportivo nerazzurro si racconta al podcast di Alessandro Cattelan.
Piero Ausilio si racconta fra passato, presente e futuro.
Il direttore sportivo dell'Inter ha dichiarato a Supernova, il podcast di Alessandro Cattelan: "Come ci siamo salutati con Romelu Lukaku: momento imbarazzante, momento di freddezza oppure We grande? We grande mi sembrava un po' esagerato, in realtà ho usato ironicamente un altro termine che non so se si può dire: non era we grande, ma era grande… comunque".
PALESTRA
"Il mercato di oggi è difficile. I nostri competitors sono più all'estero che in Italia, visto che in Champions League ci confrontiamo con club molto più ricchi. Cerchiamo un sostituto più giovane di Dumfries, andato al Real Madrid. Il nostro obiettivo è rimanere sempre competitivi ai massimi livelli".
"Per rilanciare il calcio italiano si potrebbe incentivare l'utilizzo dei giovani, oltre a ridurre il campionato a 18 squadre".
BARELLA INCEDIBILE
"Barella quanto vale? Non è sul mercato, quindi non ha un prezzo".
"Se arriva un'offerta da 500 milioni di euro? Qualcosa meno e magari una buona parte la daremmo anche a Barella probabilmente (ride, ndr)".
"Lo spogliatoio deve autoregolarsi, poi eventualmente arriva il dirigente. Nello spogliatoio dell'Inter oggi ci sono figure come Barella e Lautaro che trasmettono più di altri i valori del club e fanno i richiami quando servono".
"Per stabilire il valore di un calciatore ci sono dei parametri oggettivi come l'età, la durata del contratto e ovviamente le prestazioni del giocatore. Poi ci sono delle variabili più soggettive che dipendono dal momento, quindi dalla domanda come in tutti gli altri business. Se hai un giocatore che metti sul mercato e ci sono 5 o 6 squadre che lo richiedono, è normale che puoi permetterti di fare un'asta o comunque di giocare un po' sul prezzo. Quando invece il giocatore è un di più per te e stai cercando di collocarlo sul mercato e la domanda è quella che è, allora si fa più fatica e probabilmente anche il prezzo non è quello che avevi in testa. Si cerca di sfruttare le situazioni, i momenti e anche il tipo di mercato".
"Oggi vendere in Inghilterra è sicuramente più redditizio che vendere in un altro Paese. Per due o tre anni sicuramente anche l'Arabia Saudita, se avevi la fortuna di ricevere una chiamata da un club arabo per un tuo giocatore, i margini di guadagno erano superiori. Quello che manca a noi, quando prima parlavo di sistema, è anche un mercato interno di un certo livello. Si fa fatica a vendersi e a comprare giocatori fra noi".
"Quante operazioni ricordi fra Inter, Juve e Milan negli ultimi quattro o cinque anni? Pochissime. Si approfitta magari di qualche situazione di un giocatore in scadenza, come è successo a noi con Calhanoglu. Ma è difficile pensare che Inter, Juve, Napoli, Milan o Roma riescano a fare mercato fra di loro. Quando succede è veramente raro. Si tende a vendere fuori".
FREGATURE MONDIALI
"Io ho paura dei Mondiali e degli Europei, rischi di prendere tante fregature anche se l'eccezione c'è e ci sarà sempre. A un calciatore può capitare il mese dell'exploit, il mese della vita. Ricordo giocatori che hanno fatto vedere cose pazzesche, che poi sono stati trasferiti in società importanti e successivamente sono spariti oppure non hanno mantenuto le aspettative. È facile che qualche giocatore di altissimo livello renda meno e faccia emergere qualcuno che magari non è davvero all'altezza di quello che ha fatto vedere in quella manifestazione. Il giocatore forte che arriva al Mondiale è già forte, già con le sue qualità, con le sue caratteristiche e con il suo valore. L'altro giorno pensavo se mandare o no qualche scout a fare un giro, perché è comunque giusto esserci".
WANDA E ICARDI
"Ricordo una trattativa lunghissima con la moglie di un ex capitano dell'Inter (Mauro Icardi, ndr) per il rinnovo del suo contratto. Ho anche un ricordo simpatico di Wanda Nara, è stata un po' una precorritrice di quello che succede oggi perché è stata la prima moglie-agente. Poi in realtà si affidò anche a professionisti perché da sola non poteva fare tutto, però è stato interessante prendere atto di questa novità".
IBRAHIMOVIC
"Ibra l'ho conosciuto poco, l'ho sfiorato perché quando lui giocava all'Inter io ero ancora impegnato nel settore giovanili e ho iniziato a seguire la prima squadra dalla stagione 2009/2010. L'ho conosciuto meglio dopo. Quando fai parte di un team, devi confrontarti con tante situazioni. Io non conosco le dinamiche del Milan e non conosco il suo approccio, in generale posso dire che essere stati grandi calciatori dà sicuramente dei vantaggi. Conosci già le dinamiche dello spogliatoio, sai come approcciarti a certe situazioni. Però poi bisogna studiare, aggiornarsi, approfondire e confrontarsi con persone che fanno quel lavoro da più tempo. Altrimenti può diventare un problema".
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