Inter, Chivu: "Abbiamo ancora fame e non temiamo nessuno. Valutiamo Pavard, Diouf pazza idea come quinto"

13 Luglio 2026 - 15:50
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Le parole di Chivu nel giorno del raduno dell'Inter.

Inizia la stagione 2026/27 dell'Inter.


I nerazzurri si ritrovano oggi, lunedì 13 luglio, per il raduno all'Inter Training Centre di Appiano Gentile, per iniziare i lavori di presentazione al nuovo campionato.


In questa occasione, Cristian Chivu presenta la nuova stagione in conferenza stampa accanto al presidente Beppe Marotta: le parole del tecnico interista.

COSA VUOLE TRASMETTERE AL GRUPPO

"La motivazione, anzi aggiungere qualcosina in più perché non basta mai dal punto di vista delle ambizioni e di quello che vogliamo fare. E' stata una stagione importante in cui abbiamo vinto due trofei, ma non vogliamo fermarci qua".

IN COSA SI SENTE PIU' FORTE E SICURO

"Sono arrivato a cinquanta e passa partite in Serie A, non più tredici. Farò del mio meglio, dovrò trovare stimoli giusti e trasmettere entusiasmo. Questa è la cosa fondamentale in una squadra che vuole essere competitiva su ogni fronte e ha l'ambizione di fare meglio rispetto all'anno scorso".

LA COSTRUZIONE DELLA NUOVA SQUADRA: BILANCIO SUL MERCATO

"Prima di tutto abbiamo una rosa competitiva, un'ossatura mantenuta negli anni. Sono quelli che hanno fatto vedere la qualità che hanno, l'importanza di stare nell'Inter e raggiungere trofei. Il mercato è sempre funzionale a quello che sono le nostre idee, di pari passo con le ambizioni della società e della proprietà. Vogliamo tutti mantenere un livello di competitività molto alto".

COME HA RITROVATO I NAZIONALI AZZURRI DOPO LA DELUSIONE MONDIALE

"Sono sicuro che avrebbero preferito essere in America a disputare i Mondiali. Stanno bene, sono rientrati oggi e ci siamo visti poco. Abbiamo avuto modo di pranzare insieme e mi ha fatto piacere. Stanno bene, sono motivati e riposati: è un buon punto di partenza".

LE PARTENZE DI SOMMER, DE VRIJ, ACERBI E DUMFRIES

"Abbiamo perso giocatori che hanno fatto la storia, che hanno dato un contributo a queste stagioni di successo e li vogliamo ringraziare perché non è poco ciò che hanno fatto. Abbiamo un misto di esperienza e gioventù, abbiamo dei ragazzi dell'Under 23 e della Primavera aspettando quelli che sono ancora coinvolti nel Mondiale. La nostra rosa è competitiva, le ambizioni non mancano e faremo di tutto per mantenere un livello alto di competitività".

QUEST'ANNO VORRA' PERCORRERE NUOVE STRADE?

"Siamo ambizioni e flessibili, ci adattiamo alle esigenze della partita o dell'avversario. E sappiamo cambiare strada facendo. Sono queste le caratteristiche, vogliamo avere intensità e coraggio senza lamentarci. Vogliamo fare di tutto per essere competitivi".

COME SI EVITA L'APPAGAMENTO

"Abbiamo giocatori abituati a vincere e a fare determinate cose, alla disciplina, fuori campo e in campo. E soprattutto abbiamo fame di vincere trofei, sappiamo quanta gioia c'è quando si alza un trofeo".

COSA PENSA DI DOVER DIMOSTRARE ANCORA

"Non devo dimostrare nulla, se non essere me stesso e dare un contributo ai ragazzi e ripagare la fiducia della società. Vale anche per il futuro, ho ancora una grossa responsabilità, anche se ho alzato due trofei riparto sempre da zero, dai miei dubbi, dai doveri che ho verso questi ragazzi che vengono prima di tutto".

QUALI SONO LE SQUADRE CHE TEME DI PIU' IN CAMPIONATO

"Noi non temiamo nessuno, non l'abbiamo mai fatto. Sono sicuro che avremo anche in questa stagione ambizioni, sono sereno e non temo niente".

STANKOVIC PUO' RIPETERE IL PERCORSO DI PIO ESPOSITO?

"Glielo auguro e me l'auguro. E' un ragazzo cresciuto nel settore giovanile, lo conosciamo molto bene e l'ho visto all'opera. Ha fatto una scelta coraggiosa quando è andato a giocare in altri posti fuori dall'Italia e direi che ha fatto due stagioni importanti al Lugano e al Club Brugge. E' maturato e cresciuto, non vedo l'ora di vederlo in campo".

QUANTO E' FORTE LA VOGLIA DI FARE PIU' STRADA IN CHAMPIONS E COSA SERVIRA'

"Nella vita non puoi avere tutto. Purtroppo abbiamo sbagliato quelle due partite in Champions ma mi prendo tutto quello di buono che avevamo fatto. A Madrid abbiamo perso all'ultimo secondo, contro il Liverpool idem. Abbiamo dovuto fare quello spareggio in cui mi sono preso le responsabilità delle mie scelte e forse lì ho sbagliato qualcosa. La squadra è sempre stata competitiva. A volte riesci ad andare il più lontano possibile, a volte no. Abbiamo l'obbligo come società di essere competitivi su tutti i fronti. Campionato, Champions, Coppa e Supercoppa".

DOVE GLI PIACEREBBE MIGLIORARE LA SQUADRA

"Nel coraggio, nel fare meglio. Nell'essere più determinati in determinate cose, non cercare di andare a speculare e pensare alla prossima partita. Giocare con la massima serietà dal primo all'ultimo minuto e cercare di essere sempre la versione migliore di noi stessi. Abbiamo una rosa che ci permetterà di essere competitivi".

3-5-2 O ALTRO MODULO

"Anche nella scorsa stagione abbiamo cambiato spesso il modo di difendere e costruire, non abbiamo sempre tenuto la struttura del 3-5-2. In base al piano gioco, alla nostra idea, alla nostra voglia di andare a prendere l'avversario. Spesso abbiamo cambiato e adattato giocatori come Diouf in grado di darci una mano, come Luis Henrique anche che sono più bravi a giocare più alti rispetto a un quinto che parte da più basso. Voglio flessibilità. Non è solo l'identità o la forza di un gruppo che ti permette di vincere, ma anche l'adeguamento e la flessibilità".

QUEST'ANNO A PIU' DUBBI O CERTEZZE?

"Io vivo tra incertezze, è il mio modo di fare e mi permette di migliorarmi, di uscire dalla zona di comfort. Non ho mai pensato in questi mesi che abbiamo vinto due trofei, penso a quello che dobbiamo fare quest'anno. Mi fido di questo gruppo che conosco meglio, so con chi ho a che fare, di che pasta sono fatti. E posso dire che è un gruppo competitivo, ambizioso e che ha fame di trofei".

GIOVANI DELLA PRIMAVERA IN RITIRO?

"Ne abbiamo tanti, in questi giorni prima della partenza per la Germania dovremo fare la conta e vedere le nostre richieste. In questo momento abbiamo solo Pio Esposito come attaccante, ma abbiamo aggiunto Lavelli, Mosconi e Topalovic, Iddrissou anche. Sappiamo che daranno il loro contributo anche se non è semplice per i giovani, hanno l'opportunità di lavorare con questi campioni e fare un ritiro con noi. Devono prenderla come una cosa che permetterà loro di superare determinate emozioni, ritrovare spensieratezza e qualità che vedono nei loro compagni. Noi saremo lì ad aiutarli, abbiamo sempre trattato bene i giovani e li abbiamo inseriti nel miglior modo possibile, grazie anche a un gruppo di ragazzi esperti".

PAVARD PUO' RESTARE?

"E' un giocatore nostro, sappiamo tutti le nostre scelte dell'anno scorso. E' tornato, avremo modo di vederlo lavorare e prendere una decisione".

DIOUF RIPARTE COME ESTERNO, CENTROCAMPISTA O JOLLY?

"Il jolly è nelle carte, noi abbiamo a che fare con giocatori di calcio. Io ho questa pazza idea di farlo diventare quinto, l'ha fatto vedere in determinate partite per la sua spensieratezza e il coraggio nel fare uno contro uno. Vede la porta, spesso ha cambiato le partite. Con il Como in semifinale, ha dato qualcosa in più. L'ha fatto spesso quando è stato inserito da quinto. Non voglio togliergli le sue certezze, dovrei essere molto bravo a convincerlo e insegnargli certe cose, abbiamo uno staff molto preparato a fare queste cose. In alcune partite sarà accontentato a fare la mezzala, ma a me piace da quinto perché ha caratteristiche che ci mancano".

QUANTO AIUTA AVERE LA SOCIETA' ALLE SPALLE PER ANDARE IN CAMPO CON CERTEZZE

"In che senso? Ma questo è da anni, non è una novità. Poi a me fa piacere che ci sono determinate persone che hanno una certa esperienza nel mondo del calcio e non a caso l'Inter è stata dominante negli ultimi anni, ha vinto più di tutte le altre e non è casualità, ma frutto di un lavoro. Se l'Inter ha vinto tanto negli ultimi anni un motivo ci sarà. Per esperienza, per modo di fare di queste persone, l'umanità che hanno, la professionalità, ci permette di fare un grande lavoro e lavorare in serenità, con l'idea di essere sempre competitivi e ripagare il loro lavoro e l'amore dei tifosi".

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