Inter, Marotta: "Mercato sostenibile, arrivare nei primi 4 è naturale e fisiologico. Palestra è venuto meno a un impegno verbale, ora nessuna ansia"
Le prime parole del presidente nerazzurro al raduno interista.
Beppe Marotta, presidente dell’Inter, ha parlato in conferenza stampa nella giornata in cui i campioni d’Italia si radunano. Prima giornata di lavoro per la squadra di Chivu e prime parole del dirigente nerazzurro che aprono la stagione 2026/2027.
“Privilegio per noi essere qua e iniziare la nuova stagione e lo è maggiormente per il fatto che siamo campioni in carica, abbiamo vinto lo Scudetto e la Coppa Italia. Due vittorie che ci inorgogliscono. Ringrazio la società, i dirigenti, lo staff medico e tutti i collaboratori. Da oggi ci si ripresenta ai nastri di partenza. Siamo l’unica squadra italiana che parteciperà a 4 competizioni quest’anno, motivo di orgoglio. Vogliamo performare meglio in Champions League, affronteremo delle corazzate ma nello sport la legge per cui chi più spende più vince non esiste. Abbiamo un nemico interno, quello che definisco 'sindrome della vittoria'. Non dobbiamo sentirci appagati, questo vale a 360° in tutta la società. Dobbiamo essere bravi ad avere umiltà e fame, quelle che ci hanno fatto raggiungere gli obiettivi dello scorso anno".
“Dal 2020 a oggi nessuno ha vinto due Scudetti di fila, questo è il nostro obiettivo. Poter rivincere sarebbe un traguardo storico per noi. Vogliamo vincere attraverso un modo sostenibile. Oaktree è arrivata in un momento di difficoltà, siamo usciti dal settlement agreement. Hanno ampliato le strutture, ci sono lavori in corso. La loro presenza è silente ma vicina, tutte le decisioni sono condivise, abbiamo agito in un modello di riferimento da seguire".
“Squadra da battere? È un ruolo che ci fa piacere. Arrivare nei primi 4 è naturale, fisiologico, ma non basta, dobbiamo tenere alta l'asticella. Questi sono i principi basilari che devono contraddistinguere la stagione".
"Khalaili non ha superato le visite di idoneità, ci ha comunicato questa notizia il Coni. Non posso addentarmi per questioni di privacy, ma posso dire che in Italia ci sono leggi molte severe. Questa idoneità è nata da un ente terzo, il CONI che è emanazione dello stato, non dipende da noi. Per causa di forza maggiore dobbiamo astenerci, laddove non c'è l'idoneità nessun cittadino può prendere parte ad attività agonistiche ufficiali. Lo comunico con grande rammarico, questa è una notizia che ci crea dispiacere anche perché dovremo pensare ad eventuali alternative".
"Abbiamo un vuoto sulla destra dopo la scelta di Dumfries di proseguire la sua carriera al Real, ci siamo trovati davanti ad una decisone sua. Baccin e Ausilio si sono fatti trovare pronti, ora questa situazione ci riporta ai nastri di partenza, ma so che troveremo al più presto una soluzione. Il calciomercato è sempre più difficile, perché ci sono dietro cifre pazzesche. Ci tengo a sottolineare come in noi non ci sia preclusione nel fare investimenti, ma questi devono essere logici. Auspico che si possa trovare velocemente una soluzione, ma all'appello ci sono tanti altri giocatori. Affrontiamo questo avvio sapendo che dobbiamo completare la rosa, ma questo non deve essere frutto dell'ansia ma di un processo razionale per fare scelte migliori".
"Juventus e Milan più vicine? Quest'anno c'è una situazione anacronistica: entrambe non partecipano alla Champions. Questo per dire che noi metteremo sforzi anche in quella competizione con squadre molto forti, dovremo gestire tutto. Per la mia esperienza questo può avvantaggiare Milan e Juventus in Italia, detto questo noi siamo forti e consapevoli del nostro ruolo, con professionisti che sanno gestire tutte le competizioni. Nella griglia di partenza dei pretendenti alla vittoria io considero anche Milan e Juventus".
"Sulle 20 squadre che partecipano alla Serie A, ce ne sono 13 di proprietà straniera. Nel nostro caso, dopo Zhang anche Oaktree sta portando stabilità e questo non è poco. L'obiettivo è vincere in modo sostenibile. Per il secondo anno ci avviciniamo ad un risultato di bilancio che dovrebbe essere soddisfacente, considerando anche che abbiamo vinto due trofei. Non c'è spazio per mecenatismo o spese folli, se non puoi spendere serve fantasia. Questo non limita la proprietà che magari può finanziare investimenti. Noi dobbiamo controllare i costi, non gli investimenti. I costi sono legati a due aspetti: alcuni guadagnano troppo e per noi sono furi portata. E poi ci sono gli agenti che hanno un peso sempre più importante sui destini delle società. A volte queste realtà condizionano i trasferimenti, a volte non dando neanche consigli positivi ai loro assistiti. Il caso Palestra è frutto di una scelta fatta dal giocatore che è venuto meno ad un impegno verbale assunto il mese precedente. Il suo agente poteva forse avere un ruolo più consistente nel consigliare, ha scelto questa strada e noi ci siamo dovuti arrendere al fatto che il giocatore sia andato in un campionato con cui noi non possiamo essere competitivi".
"Malagò dall'alto della sua esperienza e saggezza ha scelto di affidare il ruolo direttivo e strategico a due profili importanti come Maldini e Leonardo, sono sicuro che arriveranno a fare una scelta intelligente nell'interesse di un'Italia che ha bisogno di essere rivalutata. Vedere ancora i Mondiali ci rattrista, soprattutto pensando che fra le semifinaliste ci sono 3 europee. Posso dire che il calcio che noi rappresentiamo si rende conto di questa esigenza, quindi saremo ancora più disponibili rispetto a prima per far sì che l'Italia possa raggiungere obiettivi consoni alla sua storia".
"Manca ancora un mese e mezzo alla fine del mercato. Lo scorso anno il 31 agosto abbiamo definito Akanji che fu un'operazione super positiva. Non dobbiamo avere fretta, è un mercato che risponde a più difficoltà rispetto a prima. I prezzi che girano sono veramente troppo esosi. Piero Ausilio è bravo, sa cosa deve fare e sono certo che lo farà nel migliore dei modi e nel più breve tempo possibile per mettere il mister nelle condizioni di lavorare al meglio".
"Dal punto di vista oggettivo, in Champions ci sono squadre e società che sono corazzate in termini di fatturato e potenza tecnica. Ma ho detto che chi più spende più vince non vale sempre nello sport. Per noi è un sogno e i sogni non costano niente, quindi meglio averli. La Champions è un torneo in cui le circostanze possono aiutare nei vari momenti, così come sorteggi e calendari. In campionato alla lunga vince sempre la squadra più forte. Affrontiamo la Champions con la consapevolezza di voler fare meglio dello scorso anno".
"Su Palestra aggiungo: avevamo l'accordo con l'Atalanta, che dava seguito all'averlo trovato col giocatore. Non ci siamo tolti da un impegno preso o l'Atalanta ha rinegoziato. C'è stata una scelta di vita che può essere criticata o no, io sul giocatore e sul procuratore mi sono già espresso. Posso dire che quando ci si avvicina a certi giocatori le valutazioni schizzano in alto. Si possono fare anche operazioni non razionali, ma questo non fa parte delle nostre strategie. Gli investimenti devono avere una logica. Non siamo competitivi da questo punto di vista con le inglesi, ma con la creatività possiamo essere protagonisti sul mercato".
"Si può sopperire con la creatività, andando a ricercare giocatori sconosciuti ma con prospettive valide. Noi poi vogliamo creare un centro sportivo moderno, che accoglie decine di squadre, con una ventina di tecnici che devono valorizzare il prodotto del settore giovanile. La scelta Chivu non è nata per caso, è stato un atto di coraggio relativo sapendo che Chivu osserva l'attività del settore giovanile. Non a caso gli riconosco grandi meriti per Pio Esposito. Dobbiamo continuare su questa strada. Il coraggio di farli giocare c'è, servono anche le stesse valutazioni da parte dei media. Va aiutato nella crescita, senza giudizi drastici che possano poi condizionarlo. Questa è la strada migliore anche per dare continuità ai nostri club. 13 proprietà straniere significa che dobbiamo affidarci ad un calcio fatto di razionalità, perché le proprietà straniere non buttano via soldi. Nel nostro caso accanto ad una competenza che il management ha dimostrato di avere vincendo 3 scudetti con 3 allenatori diversi, c'è una proprietà presente e che ci segue. Possiamo andare avanti in modo ottimistico".
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