Intervista con Francesco Mandelli: “Rimanendo fedeli a se stessi si può unire memoria e innovazione”

Maggio 08, 2026 - 23:47
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Intervista con Francesco Mandelli: “Rimanendo fedeli a se stessi si può unire memoria e innovazione”

“Bisogna cercare di guardare la vita in maniera più globale”. Ed è quello che fa Francesco Mandelli, che è stato protagonista dell’incontro “I mestieri del cinema oggi. Tra memoria e innovazione”, promosso da Univideo in collaborazione con OffiCine e IED Cinema, e ospitato presso l’Istituto Europeo di Design (IED) di Milano, che ha riunito professionisti del settore e studenti per confrontarsi sull’evoluzione dell’industria audiovisiva tra innovazione tecnologica e nuove opportunità professionali.

Attore, regista e musicista, è attualmente al cinema con il film da lui diretto e interpretato, “Cena di classe”, ispirato all’omonima canzone dei Pinguini Tattici Nucleari. Una commedia corale, irriverente e agrodolce, che racconta una generazione attraverso una notte fuori controllo che costringe un gruppo di ex compagni di liceo a fare i conti con il passato, con le proprie scelte e con ciò che sono diventati.

Francesco, come si può riuscire oggi a fare cinema unendo memoria e innovazione?

“Rimanendo fedeli a se stessi. Il mio percorso professionale è una bellissima opportunità anche di vita. Ci sono cose che ti hanno fatto crescere, che hai sedimentato, che sono diventate in qualche modo parte di te, quindi anche del tuo linguaggio, pertando se mantieni quella sincerità, che è transgenerazionale, puoi partire dal passato riuscendo però ad essere anche contemporaneo”.

Qual è la sua opinione riguardo l’attuale situazione del cinema italiano, di cui si sta dibattendo in questi giorni?

“Sono veramente poco informato su come funzioni il sistema, perché principalmente cerco di inventare delle storie, di trovare qualcosa che appassioni un produttore e gli faccia venire voglia di produrre quel progetto. E’ sicuramente un momento storico un po’ strano, io sono una persona molto fiduciosa e quindi penso che da questi periodi di difficoltà possano arrivare delle cose belle, e quindi spero che ci sia uno spirito di adattamento a quelle che sono anche le nuove forme, nostro malgrado, del cinema, ma in generale del lavoro. Questi cambiamenti sono conseguenze di qualcosa più grande di noi. Se cominci a tirare il filo del problema, parti dal cinema e poi risali, capisci che forse è proprio un modo di pensare a livello generale che va rinfrescato, vanno aperte un po’ le finestre e fatta entrare aria fresca”.

Com’è nata l’idea di “Cena di classe”, il suo nuovo film da cui emergono delle interessanti riflessioni generazionali?

“Andrea Pisani, che nel film interpreta Bonelli, è un caro amico di Riccardo Zanotti dei Pinguini Tattici Nucleari, aveva sentito la canzone della band che si chiama Cena di classe e gli era venuta voglia di realizzare un progetto partendo da quel brano che in tre minuti racconta la storia di personaggi che hanno un mondo dentro. Così abbiamo cominciato a scrivere, è stato un percorso molto bello e complicato perché volevamo realizzare un film diverso, affrontando dei temi più generazionali, dove non si ride soltanto ma ci sono anche delle riflessioni. Quindi abbiamo fatto questo tentativo. Eravamo un po’ di teste, Andrea Pisani, Tiziana Martini, Ignazio Rosato, Roberto Lipari ed io. All’inizio c’era questo magma di esperienze, di visioni, con l’idea molto chiara di parlare dell’adolescenza, della nostalgia, di chiederci se oggi la nostra vita finisse che tipo di finale avremmo. Queste domande ci dovevano portare comunque e sempre ad uno sviluppo divertente. Alla fine abbiamo realizzato un film carino che alla gente è piaciuto molto e ne sono felice”.

Sono domande che tutti si possono fare, sia i giovani delle nuove generazioni che gli adulti …

“Assolutamente. E’ un film che rappresenta i millennials, ma si sono riconosciuti in questa storia anche i cinquantenni e i giovani che stanno vivendo ora l’esperienza della maturità, poiché in qualche modo anche nella loro testa c’è già quella domanda relativa a come sarà il futuro”.

Passando alla musica, è uscito “Grow Up”, il nuovo singolo del suo storico duo rock Orange…

“Vivo la vita in maniera molto avventurosa, lascio che le cose succedano e penso sempre che domani dal nulla potrebbe nascere qualcosa di interessante. Nell’ultimo anno si è riaccesa questa voglia di fare musica con gli Orange, abbiamo registrato diversi brani che ci piacciono molto. E’ una passione bellissima che posso portare avanti, mi diverto e mi sento fortunato”.

Francesco Mandelli con Luciana Migliavacca, Presidente Univideo

Che consiglio darebbe ai giovani che si approcciano al mondo della recitazione e della regia?

“Bisogna cercare di guardare la vita in maniera più globale e pensare che noi diventiamo quello che siamo. Quindi se dovessi dare un consiglio ad un giovane che vuole fare il regista o che scrive delle storie, gli direi di stare attento a quello che succede intorno, a come si comportano le persone nella vita reale, di interessarsi agli altri. Se un amico ha un problema e te lo racconta può diventare lo spunto per un film, così come se ti succede qualcosa di assurdo o se ti trovi in una situazione difficile. Quando poi vai a portare sullo schermo quella verità, anche gli spettatori si riconoscono nell’emozione che hai vissuto”.

di Francesca Monti

credit foto ufficio stampa

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