“Investire sulla pace”: appello ai sudanesi
Appello di pace di monsignor Barani Eduardo Hiiboro Kussala: “Investire nella pace: per tutti, ovunque, ogni giorno”. Il vescovo di Tombura-Yambio si rivolge alla popolazione del Sudan e del Sud Sudan dal vescovo di Tombura-Yambio. “La pace è più della semplice assenza di guerra -afferma il presule-. Richiede giustizia, dignità, sicurezza, riconciliazione e il coraggio di ricostruire la fiducia”. Aggiunge il presidente della Commissione Giustizia e Pace della Conferenza Episcopale Cattolica del Sudan e del Sud Sudan (SSSCBC): “I nostri popoli portano ferite da troppo tempo. Ma le nostre ferite appartengono alla nostra storia; la pace è l’eredità che dobbiamo lasciare ai nostri figli“. Il messaggio nasce dall’esperienza di popolazioni segnate da “conflitti, sfollamenti, dolore e paura”, ma che, sottolinea il vescovo, “continuano a sperare”. Da qui l’invito a rivolgere una preghiera particolare alle vittime della violenza, alle famiglie sfollate, ai rifugiati, ai bambini che crescono nella paura e a quanti portano ancora le ferite del conflitto. In una fase particolarmente delicata per Sudan e Sud Sudan, monsignor Hiiboro si rivolge quindi a tutte le componenti della società. Ossia leader politici, cittadini, autorità religiose e tradizionali, donne e giovani.

Appello di pace
Il presule esorta affinché “le nostre differenze non diventino mai motivo di violenza”. E “il dialogo prenda il posto dello scontro e l’autorità pubblica sia al servizio del bene comune“. Un richiamo particolare, riferisce l’agenzia missionaria vaticana Fides, riguarda i processi elettorali ai quali i due Paesi si stanno preparando. “Siano rispettati la dignità e i diritti di ogni cittadino”, invoca il vescovo. Chiedendo che la partecipazione politica sia “pacifica e libera da paura, intimidazioni e violenza”. E avverte: “Il dissenso politico non deve mai trasformare il vicino in un nemico”. Ai giovani, in particolare, il vescovo di Tombura-Yambio chiede di non raccogliere l’eredità dell’odio: “Non ereditate l’odio di ieri. Costruite ponti tra le comunità e oltre le differenze. Scegliete l’istruzione, la fede, il servizio e la riconciliazione invece della violenza”. L’appello si estende infine alle famiglie, alle Chiese, alle moschee, ai leader tradizionali e ai media, chiamati a diventare costruttori di pace. “Le nostre parole e le nostre azioni possono approfondire le ferite o aiutare a guarirle”, raccomanda. Infine il vescovo affida a Dio le popolazioni del Sudan e del Sud Sudan e quanti sono impegnati nella costruzione della pace.
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