Ippodromo Le Bettole di Varese, il nodo scuderie anima la Commissione sport

Maggio 20, 2026 - 23:27
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Ippodromo Le Bettole di Varese, il nodo scuderie anima la Commissione sport
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Il futuro delle scuderie di via Galdino torna al centro del dibattito politico varesino. La Commissione sport si è riunita mercoledì sera per fare il punto su una situazione che si trascina ormai da mesi e che rischia di compromettere l’intera filiera ippica cittadina: senza i box che ospitano i 150 cavalli attualmente presenti nell’area, l’Ippodromo delle Bettole avrebbe poco senso di esistere.

Borghi assente

La riunione era stata convocata su richiesta del consigliere di Fratelli d’Italia Salvatore Giordano, con l’obiettivo di mettere attorno a un tavolo tutti i soggetti coinvolti: il nuovo gestore dell’impianto, gli allenatori e la Svicc, società proprietaria delle scuderie. Quest’ultima, però, ha brillato per la sua assenza. Guido Borghi era atteso in collegamento da remoto ma non si è mai connesso alla call, replicando esattamente quanto già accaduto un anno fa nella medesima sede. Un’assenza che non è passata inosservata e che ha inevitabilmente limitato la portata del confronto.

Il Comune e il rebus del privato

L’assessore allo sport Stefano Malerba ha difeso l’operato dell’amministrazione, sottolineando come il Comune abbia avviato un bando trentennale — il primo da tre decenni — assegnando regolarmente la gestione dell’impianto. Il punto critico, secondo la giunta, rimane tuttavia la natura privatistica del rapporto tra la proprietà delle scuderie e i soggetti che le occupano, su cui l’ente pubblico ritiene di non poter intervenire direttamente.
Una posizione che ha scatenato le critiche trasversali dell’opposizione. Il leghista Roberto Parravicini ha parlato di un bando costruito senza tenere conto del legame inscindibile tra le scuderie e l’attività ippica, mentre il forzista Simone Longhini ha accusato il Comune di lavarsene le mani di fronte a una situazione che lo riguarda da vicino. Anche Franco Formato di Varese Ideale ha chiesto all’amministrazione di tracciare con chiarezza i possibili scenari futuri.
Momenti di tensione si sono registrati anche all’interno dello stesso fronte di minoranza, con un acceso botta e risposta tra Giordano e Roberto Puricelli di Per una grande Varese, quest’ultimo più cauto sull’opportunità di un intervento pubblico in una vicenda tra soggetti privati.

Il paradosso delle Bettole

Il nodo è strutturale e difficile da sciogliere. Il Comune ha assegnato tramite bando la gestione dell’impianto, ma le scuderie sono rimaste fuori dal perimetro della concessione perché di proprietà privata: appartengono alla Svicc, che ha già intimato agli allenatori di sgomberare i box entro sessanta giorni, dichiarando l’intenzione di procedere con una riqualificazione dell’area che potrebbe arrivare fino alla demolizione degli edifici e a una trasformazione a uso residenziale. Palazzo Estense non ha gli strumenti per imporre una soluzione a soggetti privati, e si limita a dichiarare la propria disponibilità a fare da mediatore nella ricerca di un accordo condiviso.

Nel frattempo il calendario non aspetta. Le corse sono in programma dal 10 giugno, ma gli operatori si trovano con le lettere di sfratto in mano, la Svicc continua a disertare i tavoli di confronto, il nuovo gestore investe e pianifica, e la Vas frena le ambizioni di trasformazione edilizia dell’area. Le Bettole si trovano così di fronte alla loro contraddizione più acuta: da un lato un progetto di rilancio atteso da anni, nel tentativo di ridare slancio a un settore — quello dell’ippica — in difficoltà su scala nazionale; dall’altro il rischio concreto che venga meno proprio il fulcro attorno a cui tutto ruota.

Gli allenatori: sfratti in mano, corse a giugno

La voce più concreta della serata è arrivata dagli allenatori, che hanno illustrato una situazione di profonda incertezza. La società di Borghi ha già notificato loro la richiesta di lasciare i box di via Galdino, nell’ottica di una riqualificazione dell’area — un progetto che però incontra diversi ostacoli nelle osservazioni alla Vas del nuovo Piano di governo del territorio.

Gli allenatori hanno ricordato che le scuderie non sono una realtà dismessa, ma una struttura attiva e radicata nel territorio sin dal 1940, quando nacquero le Scuderie Olona. Spostare 150 cavalli a Milano — la piazza più vicina — significherebbe svuotare Varese di un’intera filiera, con ricadute economiche che andrebbero ben oltre il semplice settore ippico. E il tempo stringe: le corse riprendono il 10 giugno, mentre gli allenatori si trovano a lavorare con gli atti di sfratto in mano e gli studi legali già coinvolti.

Ippodromo, scontro sulle scuderie: la Svicc sfratta gli allenatori

Il gestore: le scuderie sono un monumento

Luigi Rinzivillo, amministratore delegato di Varese Turf & Sport (nella foto al momento della firma in Comune a Varese), ha illustrato i lavori in corso per l’avvio della stagione e il piano di sviluppo per i prossimi anni, che punta a trasformare le Bettole in un polo attivo tutto l’anno, aperto anche a discipline diverse dall’ippica — dai grandi eventi sportivi alla clinica veterinaria, fino all’ippoterapia. Ma ha anche chiarito senza mezzi termini che tutte queste prospettive diventano irrealizzabili senza la presenza dei cavalli a pochi metri dalla pista.

Firma dell'accordo con Varese Turf & Sport per l'ippodromo Bettole

Per Rinzivillo, la questione va oltre il perimetro urbanistico o quello della proprietà privata: si tratta di una scelta di natura sociale, che riguarda il riconoscimento del valore storico e identitario di una struttura che per Varese rappresenta qualcosa di unico. Paragonare le scuderie ai box di Maranello — toglierli significherebbe rendere inutile tutto il resto — è stata la sintesi più efficace della sua posizione.

Un intervento che il consigliere dei Cinque Stelle Luca Paris ha definito il più politico della serata, capace di mettere a fuoco l’interesse pubblico in gioco. Con un monito finale rivolto a chi si candiderà alle prossime elezioni: sul destino dell’Ippodromo sarà necessario prendere una posizione chiara.

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