Istat: disuguaglianze economiche restano marcate, allarme povertà energetica
Roma, 21 mag. (askanews) – Le disuguaglianze economiche, in Italia, rimangono marcate e significative, con un livello di povertà assoluta sostanzialmente stabile rispetto all’anno precedente. A fronte di un miglioramento dell’indicatore sull’insicurezza alimentare nell’ultimo decennio, la povertà energetica è in aumento su tutto il territorio, ma in modo particolare nel Nord-ovest e nelle Isole. A lanciare l’allarme è l’Istat nel rapporto annuale 2026.
Nel 2025, quasi 11 milioni di individui (18,6 per cento) sono a rischio di povertà, “sebbene stabile rispetto al 2024 il dato conferma la persistenza di un’area di vulnerabilità economica ampia e strutturale all’interno del Paese”, avverte l’Istat. Inoltre oltre un quinto della popolazione dichiara di arrivare a fine mese con difficoltà e oltre un quarto ha difficoltà a fare fronte a spese impreviste. Nel 2024 la povertà assoluta interessa 5,7 milioni di persone (9,8 per cento), per un totale di 2,2 milioni di famiglie (8,4 per cento).Il Mezzogiorno continua a registrare il valore più elevato (10,5 per cento delle famiglie), con una crescita significativa dell’incidenza individuale nelle Isole (dall’11,9 per cento del 2023 al 13,4 del 2024).
Quanto alla povertà energetica delle famiglie, ossia l’incapacità di riscaldare adeguatamente l’abitazione o di utilizzare servizi energetici essenziali, nel 2024 è pari al 9,1 per cento, in aumento rispetto al biennio precedente: era 7,7 per cento nel 2022 e 9,0 per cento nel 2023. Il valore più basso si registra nel Centro (5,6 per cento), seguito dal Nord-est (7,2 per cento) e dal Nord-ovest (8,0 per cento); Sud (12,7 per cento) e Isole (14,6 per cento) presentano, invece, i valori più elevati.
Le famiglie maggiormente colpite dalla povertà energetica sono quelle più numerose (dall’8,4 per cento delle famiglie monocomponente al 12,7 per cento delle famiglie con 5 componenti o più), ma anche le coppie con almeno tre figli (12,3 per cento), le famiglie monogenitoriali (12,0 per cento) e quelle con più nuclei (11,4 per cento). Se la persona di riferimento della famiglia è di cittadinanza straniera l’incidenza della povertà energetica raggiunge il 22,3 per cento.
Nel 2025, le spese per l’abitazione rappresentano un onere economico pesante per il 35,9 per cento degli individui e il 22,4 per cento riferisce di arrivare alla fine del mese con difficoltà o grande difficoltà. Il 47,7 per cento dichiara, invece, di non essere riuscito a risparmiare nell’ultimo anno. Inoltre, il 35,7 per cento della popolazione non può permettersi una settimana di vacanza all’anno lontano da casa e il 25,6 per cento ha difficoltà a far fronte, con risorse proprie, a spese impreviste.
Le famiglie che non sono in grado di acquisire un paniere di beni e servizi considerato essenziale per condurre una vita dignitosa vanno incontro a situazioni di povertà assoluta. Nel 2024, tale condizione ha riguardato 5,7 milioni di individui (9,8 per cento) per un totale di 2,2 milioni di famiglie (8,4 per cento), in un quadro sostanzialmente stabile rispetto al 2023.
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