IT-Wallet apre agli operatori privati: partono i test per i nuovi portafogli digitali

23 Luglio 2026 - 16:50
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IT-Wallet si prepara a uscire dai confini dell’app IO. Da maggio le aziende private che vogliono realizzare un proprio portafoglio digitale possono accedere a un ambiente nazionale di test e collegare le loro soluzioni all’infrastruttura pubblica.

Non significa che questi wallet siano già disponibili per i cittadini. Si tratta di una fase di prova, una sorta di sandbox nella quale gli operatori possono verificare se le proprie applicazioni riescono a gestire correttamente dati identificativi, documenti e attestati elettronici. Tutto viene fatto con informazioni di test, non riconducibili a persone reali. Per entrare nella fase di test, le aziende devono fare richiesta all’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato. Da lì possono provare i principali utilizzi previsti da IT-Wallet, verificare il collegamento con l’infrastruttura nazionale e intervenire sugli eventuali problemi prima dell’apertura agli utenti.

Al portafoglio pubblico già disponibile nell’app IO si affiancheranno anche wallet sviluppati da operatori privati. Dovranno però funzionare all’interno dello stesso sistema e rispettare regole comuni su sicurezza, interoperabilità, protezione dei dati e accesso ai servizi. Il progetto fa capo al Dipartimento per la trasformazione digitale della Presidenza del Consiglio. Il Poligrafico gestisce l’infrastruttura centrale e l’emissione digitale degli attestati pubblici, mentre PagoPA si occupa dell’app IO e del wallet pubblico.

Nell’ultimo anno e mezzo i documenti digitali disponibili nell’app IO hanno raggiunto 12 milioni di attivazioni. Secondo Alessio Butti, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’innovazione tecnologica, l’apertura dei test ai privati consentirà di allargare il sistema oltre il portafoglio gestito dallo Stato: "L’apertura dell’ambiente di test di IT-Wallet agli operatori privati rappresenta un passaggio fondamentale per costruire un ecosistema nazionale di identità digitale e attestati elettronici interoperabili"

L’uso di IT-Wallet resterà facoltativo. I documenti fisici continueranno a essere validi e potranno essere utilizzati come oggi, mentre il wallet digitale offrirà un’altra modalità per identificarsi e accedere a servizi pubblici e privati, online o di persona.

Prima dell’apertura agli utenti deve però essere completato il quadro normativo previsto dall’articolo 64-quater del Codice dell’Amministrazione Digitale. I due DPCM che regolano la governance e il funzionamento del sistema sono stati firmati e attendono la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Sono inoltre previsti gli atti sulle specifiche tecniche e sul trattamento dei dati personali, preparato insieme al Garante per la privacy. Un regolamento AgID definirà le modalità con cui aziende e altri soggetti potranno aderire a IT-Wallet.


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