Italia-Tunisia: scambi a 2,8 miliardi, Roma consolida il ruolo di partner strategico con un forum imprenditoriale

12 Giugno 2026 - 17:36
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Dal primo gennaio a fine maggio 2026 gli scambi commerciali tra Italia e Tunisia hanno toccato i 9,432 miliardi di dinari, pari a circa 2,8 miliardi di euro al cambio attuale. È ciò che emerge dai dati sull’interscambio appena pubblicati dall’Istituto nazionale di statistica (Ins) tunisino, che evidenzia un rafforzamento del ruolo dell’Unione europea (Ue) e in particolare dell’Italia, come principale area di sbocco per l’export tunisino. Il Bel Paese si conferma infatti tra i primi partner commerciali di Tunisi, sia come mercato di destinazione sia come fornitore di beni intermedi e prodotti energetici e industriali. Nei primi cinque mesi del 2026, le esportazioni italiane verso la Tunisia hanno raggiunto i 4,526 miliardi di dinari (circa 1,34 miliardi di euro) in aumento di circa il 10,7 per cento rispetto ai 4,088 miliardi di dinari (1,2 miliardi di euro) dei primi cinque mesi dell’anno scorso. Le importazioni dalla Tunisia verso l’Italia, invece, si attestano a 4,896 miliardi di dinari (1,45 miliardi di euro), in aumento del 3,5 per cento rispetto ai 4,733 miliardi di dinari (1,4 miliardi di euro) dei primi cinque mesi del 2025.

L’Italia è al secondo posto nella classifica dei fornitori europei della Tunisia, e il terzo al mondo, preceduta solamente dalla Francia – che nei primi quattro mesi ha esportato verso Tunisi beni e merci per un valore di 6,442 miliardi di dinari (1,9 miliardi di euro) – e dalla Cina (con 4,687 miliardi di dinari, ossia circa 1,119 miliardi di euro). Il saldo della bilancia commerciale tra Italia e Tunisia pende a favore di Tunisi di 326,6 milioni di dinari (circa 96 milioni di euro). Tale quadro si inserisce in una fase di rafforzamento del partenariato economico bilaterale, che sarà al centro del Forum imprenditoriale Italia–Tunisia del 24 e 25 giugno 2026, organizzato dal ministero degli Affari esteri italiano (Maeci) e da Agenzia Ice in collaborazione con le autorità tunisine e l’Utica. Secondo le stime diffuse dall’Ins, tra i principali prodotti esportati dall’Italia verso la Tunisia vi sono materie prime energetiche (petrolio raffinato), metalli, tessuti, cuoio e pellami, apparecchi di cablaggio, materie plastiche e prodotti in plastica, motori generatori e trasformatori, prodotti chimici e farmaceutici, impianti e macchinari.

Tra i principali prodotti che l’Italia invece importa dal Paese nordafricano figurano articoli di abbigliamento e calzature, parti e accessori per veicoli, oli e grassi, motori generatori e trasformatori, articoli in plastica, prodotti chimici e fertilizzanti, prodotti della siderurgia, petrolio greggio. Risulta evidente, pertanto, un consistente traffico di perfezionamento-trasformazione di materie prime o semilavorati in prodotti dall’Italia alla Tunisia. Il Forum, ospitato a Tunisi presso la sede dell’Utica, sarà articolato in sessioni plenarie e panel settoriali dedicati in particolare a transizione energetica e digitale, industria avanzata, innovazione e sostenibilità, oltre a incontri bilaterali tra imprese italiane e tunisine. In questo contesto, i dati dei primi cinque mesi del 2026 rafforzano l’attesa per un’ulteriore intensificazione delle relazioni economiche bilaterali, in un quadro in cui la Tunisia punta a consolidare la crescita delle esportazioni e ad attrarre nuovi investimenti esteri nei settori industriali strategici.

Tornando ai dati sull’interscambio, tra gennaio e maggio le esportazioni totali della Tunisia hanno raggiunto i 28,17 miliardi di dinari (circa 8,8 miliardi di euro), in aumento del cinque per cento rispetto ai 26,83 miliardi di dinari (circa 8,4 miliardi di euro) dello stesso periodo del 2025. Le importazioni sono invece cresciute a un ritmo più sostenuto, salendo del 9,6 per cento a 38,59 miliardi di dinari (circa 12,1 miliardi di euro), contro i 35,2 miliardi di dinari (circa 11 miliardi di euro) registrati un anno prima. L’espansione più marcata degli acquisti dall’estero ha determinato un aggravamento del deficit commerciale, che si è attestato a 10,42 miliardi di dinari (circa 3,3 miliardi di euro), rispetto agli 8,37 miliardi di dinari (circa 2,6 miliardi di euro) dei primi cinque mesi del 2025. Parallelamente, il tasso di copertura delle importazioni attraverso le esportazioni è sceso dal 76,2 al 73 per cento.

Dal lato delle esportazioni, la crescita è stata trainata soprattutto dalle industrie meccaniche ed elettriche, che hanno registrato un incremento del 6,1 per cento, e dal comparto agroalimentare, in aumento del 20 per cento grazie soprattutto al forte balzo delle vendite di olio d’oliva, salite a 3,05 miliardi di dinari (circa 955 milioni di euro) contro i 2,12 miliardi di dinari (circa 663 milioni di euro) dei primi cinque mesi del 2025. Anche il settore energetico ha evidenziato una dinamica particolarmente positiva, con esportazioni in crescita del 37,7 per cento, sostenute dall’aumento delle vendite di prodotti raffinati, passate da 150,1 milioni di dinari (circa 47 milioni di euro) a 636,9 milioni di dinari (circa 199 milioni di euro). In controtendenza, invece, il comparto minerario e dei fosfati ha registrato una contrazione del 31,8 per cento, mentre il settore tessile, dell’abbigliamento e delle pelli ha subito una flessione del 6,2 per cento.

Sul fronte delle importazioni, l’aumento ha interessato tutte le principali categorie merceologiche, con una crescita particolarmente pronunciata per i prodotti energetici (+35,1 per cento) e alimentari (+20,1 per cento). In aumento anche le importazioni di beni di consumo (+5,9 per cento), beni d’investimento (+4,1 per cento) e materie prime e semilavorati (+1,5 per cento). L’Unione europea (Ue) continua a rappresentare il principale partner commerciale della Tunisia. Tra gennaio e maggio 2026, le esportazioni verso i Paesi membri, che assorbono il 71,5 per cento delle vendite tunisine all’estero, hanno raggiunto 20,13 miliardi di dinari (circa 6,3 miliardi di euro), in crescita rispetto ai 18,87 miliardi di dinari (circa 5,9 miliardi di euro) dello stesso periodo del 2025.

In particolare, le esportazioni verso la Francia sono aumentate del 6,7 per cento, mentre quelle dirette in Italia hanno registrato una crescita del 3,5 per cento. Più contenute o negative le dinamiche con altri partner europei, tra cui Germania (-1,3 per cento) e Paesi Bassi (-11,3 per cento). Al di fuori dell’Europa, le esportazioni tunisine hanno mostrato una forte espansione verso l’Egitto (+110 per cento) e l’Arabia Saudita (+59,9 per cento), mentre si sono ridotte sensibilmente verso Marocco (-37,7 per cento), Algeria (-26 per cento) e Libia (-20,5 per cento).

Anche sul versante delle importazioni l’Ue mantiene una posizione dominante, rappresentando il 44,2 per cento degli acquisti complessivi della Tunisia dall’estero. Nei primi cinque mesi del 2026, le importazioni dai Paesi europei sono salite a 17,05 miliardi di dinari (circa 5,3 miliardi di euro), contro i 15,47 miliardi di dinari (circa 4,8 miliardi di euro) del corrispondente periodo del 2025. Tra i principali partner, si segnalano aumenti delle importazioni dalla Francia (+17,3 per cento) e dall’Italia (+10,7 per cento), mentre sono diminuite quelle provenienti da Belgio (-2,0 per cento) e Spagna (-3 per cento). Fuori dall’Unione europea, gli acquisti dalla Turchia sono cresciuti del 6,2 per cento e quelli dall’India del 23,6 per cento, mentre hanno registrato una contrazione quelli dalla Russia (-40,1 per cento) e dalla Cina (-1,9 per cento).

L’analisi della bilancia commerciale per gruppi di prodotti evidenzia come il disavanzo complessivo sia imputabile soprattutto al settore energetico, che presenta un saldo negativo di 5,83 miliardi di dinari (circa 1,8 miliardi di euro). Contribuiscono al deficit anche le materie prime e i semilavorati (-2,6 miliardi di dinari, pari a circa 815 milioni di euro), i beni d’investimento (-1,83 miliardi di dinari, circa 572 milioni di euro) e i beni di consumo (-1,1 miliardi di dinari, circa 345 milioni di euro). L’unico comparto in avanzo resta quello alimentare, con un saldo positivo di 943,4 milioni di dinari (circa 295 milioni di euro).

Escludendo l’energia, il deficit commerciale tunisino si riduce a 4,59 miliardi di dinari (circa 1,4 miliardi di euro), a conferma di come il rincaro e la forte dipendenza dalle importazioni energetiche continuino a pesare in maniera determinante sugli equilibri esterni del Paese. Il deficit energetico ha infatti raggiunto 5,83 miliardi di dinari (circa 1,8 miliardi di euro), in netto peggioramento rispetto ai 4,33 miliardi di dinari (circa 1,35 miliardi di euro) registrati nei primi cinque mesi del 2025, consolidando la componente energetica come principale fonte di squilibrio della bilancia commerciale tunisina.

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