Jason Statham, l’ultima arrivata in garage è una leggenda italiana
Da sempre associato nella propria filmografia a ruoli in cui stile e auto incredibili si accostano, Jason Statham porta le proprie passioni anche al di fuori del set. L’attore britannico originario di Shirebrook, diventato una delle stelle più redditizie del cinema action internazionale, ha aggiunto al suo già stratosferico parco auto un nuovo pezzo da museo: una Lamborghini Miura color arancio, comparsa sul suo profilo Instagram.
L’uomo che ha reso celebri i Transporter, ha combattuto con Vin Diesel in Fast & Furious e ha affrontato squali giganti in acque profonde si ritrova ora con uno dei gioielli più rari e costosi della storia dell’automobile tra le mani.
Il gusto per le auto
Il garage di Statham è quello di un vip che ama le auto veloci e con un gusto ben definito. Nel suo inventario ci sono due Audi R8 (una bianca e una nera, abbinate come un guardaroba) una Jaguar E-Type e una XJR, una Porsche 911 GT2, una Lamborghini Murciélago LP e un’Aston Martin DBS. Una lista che racconta di un uomo con una predilezione chiara per le sportive britanniche e italiane, con qualche incursione tedesca per bilanciare.
Icona d’epoca
La Lamborghini Miura è uno di quei rari casi in cui storia, design e tecnica si incontrano in un punto irripetibile. Quando venne presentata al Salone dell’automobile di Ginevra nel 1966, fece esattamente quello che le icone vere fanno: lasciò tutti senza parole, e poi si mise a circolare come se niente fosse. Ora viene ricordata come la prima supercar di sempre.
Il merito è diviso equamente tra due giovani ingegneri e un designer altrettanto giovane. Gian Paolo Dallara e Paolo Stanzani furono i tecnici che pensarono la meccanica: un V12 da 3,9 litri da 350 CV montato trasversalmente tra l’abitacolo e l’assale posteriore, uno schema all’epoca inedito per una vettura di serie, mutuato dalle racing car come la Ford GT40 e la Ferrari 250 LM. Tutto completato da un cambio manuale e trazione posteriore, una combinazione che richiedeva un “manico” di livello, come è giusto per un’auto dedicata ai tori da combattimento.
Il design, invece, portava la firma di Marcello Gandini, appena nominato capo del centro stile Bertone in sostituzione di Giorgetto Giugiaro. Aveva poco più di vent’anni. La Miura fu il suo biglietto da visita al mondo, e quel biglietto non aveva bisogno di tante parole.
Guidarla oggi, come dovrà fare Statham, non è esattamente un’esperienza per cuori deboli. Cinquant’anni di storia nel motore, assenza totale di assistenze elettroniche, un volante che parla al guidatore senza filtri. La Miura è un’auto che esige rispetto, proprio come l’animale da cui prende il nome.
Valore in continua ascesa
Il mercato del collezionismo automobilistico ha le sue leggi, e la Lamborghini Miura ne è forse l’esempio più eloquente. Negli anni la sua quotazione è cresciuta in modo quasi costante, resistendo alle oscillazioni che hanno interessato altri modelli storici e confermandosi come uno degli investimenti più solidi nell’universo delle auto d’epoca.
Le cifre in gioco dipendono da molti fattori: la versione le condizioni di conservazione, la documentazione della storia dell’esemplare, eventuali restauri certificati e la presenza dei componenti originali. Un’unità ben conservata, con storia tracciabile, si avvicina o supera facilmente i 3 milioni di euro nelle aste specializzate. Acquistare una Miura nel 2026 non è solo una dichiarazione di amore o un capriccio da ricco. È un’operazione che, se fatta con cognizione di causa, tende a preservare il valore nel tempo.
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