Jeff Bezos lavora a Prometheus, un'AI per costruire razzi, motori e computer
Realizzare una sorta di “ingegnere generale artificiale”, uno strumento basato su AI pensato per accelerare la progettazione e la produzione di dispositivi complessi: computer, automobili, razzi, motori a reazione e altri prodotti industriali. È questa l’ambizione di Prometheus, la nuova startup guidata da Jeff Bezos insieme a Vik Bajaj, scienziato con un passato in Google X, Verily e Foresite Labs, tre esperienze che lo collocano tra ricerca avanzata, scienze della vita e startup basate su AI e data science
Stando a quanto riportato dal New York Times, Prometheus vuole portare nella progettazione industriale alcune delle tecniche che hanno reso possibili i modelli generativi, ma spostandole su problemi molto diversi da quelli dei chatbot. Qui non si parla di testi o immagini da creare a richiesta. L’idea è costruire strumenti capaci di affiancare ingegneri e aziende nel design, nelle simulazioni e nella produzione di oggetti complessi, passaggi in cui i tempi restano molto lunghi e dove, almeno secondo i fondatori, molti strumenti di lavoro non sarebbero cambiati poi così tanto negli ultimi decenni.
Prometheus partirebbe già con numeri fuori scala: oltre 12 miliardi di dollari di finanziamenti, una valutazione di 29 miliardi di dollari e circa 150 dipendenti. Bezos eBajaj starebbero inoltre discutendo la raccolta di altri 100 miliardi di dollari per un fondo d’investimento controllato dalla startup, che potrebbe investire in aziende capaci di utilizzare gli strumenti sviluppati da Prometheus o persino acquisirle. Per ora, però, i due non hanno fornito molti dettagli tecnici su come questi strumenti dovrebbero funzionare davvero.
Il concetto alla base del progetto è ridurre i tempi necessari per arrivare da un’idea a un prodotto reale. Bezos lo descrive come un tentativo di accelerare il ciclo dell’invenzione: nella sua visione, la ricchezza prodotta dalle società deriva storicamente dalla capacità di inventare nuovi strumenti, dal primo aratro fino alla macchina a vapore. Prometheus vorrebbe inserirsi proprio lì, offrendo strumenti capaci di rendere più rapido il lavoro degli ingegneri.
Uno degli esempi più chiari riguarda i motori a reazione, che oggi possono richiedere anche un decennio tra progettazione e produzione. Bajaj spiega che creare un oggetto di quel livello richiede il lavoro creativo coordinato di centinaia o migliaia di persone, chiamate a gestire forze, campi e variabili multidimensionali che cambiano nel tempo. Non si tratta, quindi, di un problema risolvibile semplicemente con testi, formule o istruzioni scritte: servono modelli capaci di lavorare su dati fisici, simulazioni e processi industriali reali.
Prometheus potrebbe avere un collegamento naturale anche con altre società legate a Bezos, a partire da Blue Origin. David Limp, ex dirigente Amazon e oggi alla guida dell’azienda spaziale, fa parte del consiglio di amministrazione della nuova startup. Lo stesso Bezos ha indicato Blue Origin come un esempio perfetto di società che potrebbe beneficiare degli strumenti in fase di sviluppo, soprattutto nella progettazione di componenti complessi come i motori dei razzi.
Prometheus resta però ancora poco trasparente sul piano tecnico: Bezos e Bajaj non hanno spiegato nel dettaglio come questi strumenti dovrebbero funzionare né quali risultati siano già stati raggiunti. Il progetto appare quindi molto ambizioso, fortemente finanziato e ancora in una fase in cui la visione industriale pesa più delle dimostrazioni disponibili. Bezos, del resto, ha riconosciuto che serviranno “molti anni di lavoro duro” prima di arrivare alla piena realizzazione dell’idea.
CLICCA QUI PER CONTINUARE A LEGGERE
Qual è la tua reazione?
Mi piace
0
Antipatico
0
Lo amo
0
Comico
0
Wow
0
Triste
0
Furioso
0
Commenti (0)