Juventus, Milik: "Ho avuto bisogno di uno psicologo, mi allenavo e all'improvviso correvo in bagno a piangere"

03 Giugno 2026 - 09:38
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Arek Milik, attaccante della Juventus con un contratto in scadenza nel 2027, è stato intervistato da Kanal Sportowy: "Negli ultimi due anni l'unica cosa di cui avrei potuto parlare erano i miei infortuni… Arrivo da un periodo che mi ha letteralmente logorato. Volevo staccare un po' da tutto, oggi sono sorridente, riposato e pronto a giocare. Mi spiace che la stagione con la Juventus sia finita, nell'ultimo periodo mi sentivo come una persona affamata che camminava lungo una via piena di ottimi ristoranti".

LO PSICOLOGO, UN'ESIGENZA

"Ho riflettuto a lungo se affidarmi a uno psicologo. Mi dicevo: "Arek ma pensi davvero di non riuscire ad affrontare il tutto da solo?!" Eppure mi sono dovuto ricredere, non ce la facevo. Ho avuto un grosso problema a inizio 2025, non sono stati momenti piacevoli ma non credo fosse depressione. Avevo toccato il fondo, un tempo il calcio era la mia via di fuga. All'improvviso mi capitava di andare in palestra, allenarmi e scoppiare a piangere. Era la prima volta che mi succedeva una cosa del genere. Mi è capitato più volte di dover interrompere l'allenamento e andare a sfogarmi in bagno a piangere".

I SOLDI NON SONO TUTTO

"E' stato un periodo emotivamente duro. Poi sono arrivate le lacrime di gioia quando sono tornato in campo poco prima del Mondiale per Club. Una cosa l'ho imparata: i soldi non fanno la felicità. Avevo guadagnato tanto, ma ero infelice"

DUBBI SUL FUTURO

Il futuro di Milik è lontano dalla Juventus, la sua prossima squadra potrebbe essere il Gornik Zabrze, dove tutto è iniziato: "Provo simpatia per il club, sono contento che abbiano vinto la coppa nazionale. Se mi trasferirò lì? Credo sia troppo presto per parlarne".

COMPAGNI ALLA JUVENTUS

"I migliori Di Maria e Pogba, che giocava praticamente su una gamba. Aveva il ginocchio sempre gonfio, ma non ho mai visto nulla del genere. Poi conta anche la dedizione, Pogba di Cristiano Ronaldo mi disse: "Tutti siamo professionisti, ma Cristiano è di un'altra categoria". Conosco calciatori a cui piaceva fare festa e tornare alle 7 del mattino. Io non sono mai stato così".

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