Juventus, Spalletti: "Le sconfitte diventano tali solo se non ti insegnano niente"

1 Giugnoe 2026 - 14:14
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L'allenatore dei bianconeri si racconta ai Junior Reporter sul canale YouTube del club

Luciano Spalletti, allenatore della Juventus, si racconta ai Junior Reporter sul canale YouTube della Juventus. Di seguito le risposte più significative del tecnico bianconero, così come riportate da IlBianconero.com.


"Fuori dallo spogliatoio abbiamo il salvadanaio comune dove tutti buttiamo i goal e gli errori perché alla fine della stagione si divide in fatti uguali tutti. Goal ed errori".


"La felicità non è quella che abbiamo noi, la più importante è quella che riusciamo a dare alle persone che abbiamo vicino. Io quando sono felice lo sono perché la squadra ha vinto ma soprattutto perché ho reso felici tutti i bambini che fanno il tifo per la Juventus. Rendere felici gli altri è la cosa più bella che ci possa accadere".

"Le sconfitte diventano tali solo se non ti insegnano niente. Se ti insegnano qualcosa, se riesci ad avere una reazione a fare dei ragionamenti, riesci ad essere voglioso e ricerchi una soluzione in quello che ti è successo è segno che ti ha insegnato qualcosa".


"Decisioni difficili in partita? Ne ho dovute prendere diverse. Penso di aver a che fare sempre con uomini. Parlare al cuore delle persone, alla loro intelligenza, penso ci faccia diventare più bravi di quello che è il nostro limite. Il cuore e la testa fanno la differenza su qualsiasi percorso, in qualsiasi obiettivo si abbia".


"Io quando vado a letto e vinco una partita prendo un blocco e ridisegno tutte le facce dei bambini che ho visto sorridere e che ho visto felici perché so di averli resi felici e quelli me li ricordo. Mi è successo di vincere diverse partite negli anni ma i risultati di tutte non me li ricordo, mi ricordo i bambini sorridenti".


"Dobbiamo essere desiderosi del sapere e non dell'avere. Dobbiamo avere come desiderio quello di sapere tante cose, non di averle. Se si sanno molte cose poi possiamo averle tutte, se non le conosciamo è più complicato. In sostanza bisogna studiare. Studiare è la porta che ci fa entrare in ogni desiderio che abbiamo".


"Avevo un fratello più grande, ora non ce l'ho più, si chiamava Marcello e giocava a calcio, mi ha insegnato tutto perché mi voleva molto bene. Mi ha insegnato ad andare a capire alcune cose prima di scoprirle ed essere sorpreso".


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