Juventus, Spalletti: "Serve gente di carattere, l'ho detto a Comolli. Scontri? Quando ci sono decisioni assurde come vietare il bianco e il nero..."
La Juventus chiude la stagione con un pareggio per 2-2 ininfluente nel derby contro il Torino e chiude il campionato con la qualificazione alla prossima Europa League. I bianconeri non erano padroni del proprio destino, ma in virtù degli scontri diretti non avrebbe potuto superare il Como. La gara è andata in scena in un clima surreale, partendo 1 ora in ritardo rispetto al programma, interrompendo ogni discorso sulla questione contemporaneità, e con la testa e la preoccupazione per il tifoso finito in ospedale in seguito ad un trauma cranico rimediato proprio durante gli scontri fra tifosi nel pre-partita.
A parlare di questi fatti, ma anche e soprattutto dei progetti futuri del club bianconero è intervenuto l'allenatore bianconero Luciano Spalletti, che ha sottolineato "l'assurda decisione" della società granata nella giornata di ieri di vietare l'accesso allo stadio con colori bianconeri che a suo dire ha esasperato il clima attorno alla partita. Ecco le sue parole a SKy.
DERBY TESO PER IL CLIMA
"Io sono l'allenatore che deve analizzare quello che è successo. È chiaro che quanto successo fuori dallo stadio può aver influito perché poi parlavano e chiedevano tutti di quello quando sono rientrati negli spogliatoi. Però poi questo non toglie che ormai la partita l'avevamo in mano e la dovevamo concludere così"
MANCATO IL CARATTERE
È proprio in queste partite qui che si vede il carattere delle persone, che si vede come siamo fatti dentro. È quando è tutto lì a disposizione, tu non ti accontenti di te stesso, vai a cercare qualcosa di diverso, vai a cercare qualcosa di più non è la stessa cosa avere due punti in più o due in meno. Non è neanche la stessa cosa diventare differenti perché si riceve un risultato da un'altra parte, per cui è una crescita che dobbiamo assolutamente fare".
LACUNE NELLA SQUADRA
"Le parole di Comolli sul rinforzare comunque la squadra? È quello che ci si aspettava tutti, che è corretto in questa maniera. Perché poi noi abbiamo questo obbligo qui, noi abbiamo l'imposizione di creare i presupposti per giocare con chiunque a testa alta e che poi vuol dire andare a lottare per vincere o lì vicino. Va fatta per forza una squadra di livello, nel tentativo di colmare queste lacune che ci sono e che abbiamo visto un po' in questi 6-7 mesi, anche se la squadra secondo me ha lavorato molto bene".
NON È PERSONALITÀ, È CARATTERE
"Secondo me la differenza la fa sempre il carattere delle persone. La personalità a volte cambia, a volte si mette d'accordo, le personalità a volte si mettono d'accordo. Ci sono dei ragionamenti per sistemarsi. Il carattere è quello che non vuole ascoltare niente e nessuno e sa quello che deve essere il suo obiettivo sempre, è una cosa differente e il carattere fa la differenza. Cioè il carattere è una di quelle qualità che contano quanto la forza fisica, quanto la tecnica, la testa del calciatore che non si lascia turbare, che non si deforma in dei momenti su dei campi contro degli avversari. Poi può perdere o vincere però si fa sempre allo stesso modo, perché se la gioca fino in fondo, perché gli episodi ti possono venire contro e ti possono dare ragione"
SERVE GENTE CHE ALZI IL LIVELLO CARATTERIALE DELLA SQUADRA
"Poi naturalmente ci sono I dubbi, tutti abbiamo dei dubbi. Tutti quando si entra in campo e hanno dei dubbi su quello che sarà la partita, su quello che sarà la prestazione che uno riuscirà a fare. Se vai tutte le volte ad avere dei dubbi su quello che ti succede, non hai carattere e non si può giocare nella Juventus perché quello è ciò che fa la differenza. Si insegna la tecnica, si insegna la tattica ma il carattere è una qualità che hai. Poi ci sono dei calciatori che hanno quella roba lì addosso e gli si nota. Sono discorsi che con Comolli e con la società abbiamo già fatto, siamo tutti d’accordo nell’andare a inserire qualche calciatore che alzi il livello caratteriale della squadra, così da non dipendere da quei momenti in cui siamo un po’ in difficoltà e non riusciamo a reagire, non riusciamo a essere sempre gli stessi".
SFORTUNA
"Abbiamo avuto anche sfortuna, perché abbiamo sbagliato dei rigori in momenti determinanti. Faccio un esempio: l’anno scorso si va in Champions grazie a un rigore segnato contro il Venezia, se non ricordo male. Locatelli tira e fa gol, quel rigore ci permette di andare avanti in classifica e via dicendo. Quest’anno si è sbagliato qualcosa, perché si è sbagliata qualche partita, ma non tante. Poi, in alcune occasioni, non abbiamo fatto risultato, ma la squadra si è allenata bene e ha fatto le cose nel modo giusto. Anche questa settimana, nonostante tutto quello che veniva detto, cioè che sarebbe stato un fallimento e che sarebbe finita così, la squadra si è allenata bene e ha fatto le cose giuste. Abbiamo valutato di lasciarli a casa per farli riposare e abbiamo fatto la scelta corretta, ogni tanto bisogna farli sentire liberi. Per fargli fare meno fatica e meno male possibile io non trovo altra soluzione che farli recuperare e non farli allenare. Abbiamo fatto bene a prendere questa decisione, perché non li abbiamo portati in ritiro. Bisogna trattarli da persone mature, o perlomeno io li tratto sempre da persone mature, anche perché, come ho detto ieri, io parlo degli uomini"
LA DECISIONE DEL TORINO E GLI SCONTRI
"Siamo tutti ad aspettare notizie di questo ragazzo che sta male in ospedale, al quale auguriamo, io, tutta la squadra e tutta la società, di riprendersi il prima possibile. Però, se il giorno prima si fanno dei comunicati assurdi, dove non si vogliono il bianco e il nero in tribuna e non si combattono queste cose qui, poi va a finire che il problema non sono i colori, ma quelli che vogliono escludere dei colori. Bisogna mettere a posto queste situazioni, perché poi ci facciamo del male. È una cosa assurda, soprattutto con tutti gli sforzi che stiamo facendo per migliorare il calcio e creare situazioni positive, perché questo è uno sport bellissimo. Anche stasera c’erano centinaia di bambini a vedere la partita e sentire dire che un bambino non può mettere una sciarpa bianconera in un settore dello stadio è una roba assurda che dobbiamo combattere e dire chiaramente che non va bene”
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