La BEI annuncia 6 miliardi contro la crisi abitativa per quest’anno: “Il doppio del 2024”
Bruxelles – “Quest’anno la Banca europea per gli investimenti intende investire 6 miliardi di euro per supportare l’edilizia abitativa, il doppio del 2024“. L’ha annunciato oggi (2 luglio) la presidente dell’istituzione, Nadia Calviño, in occasione dell’adozione di un Memorandum d’intesa tra la BEI e il Comitato delle Regioni (CdR) che pone le basi per una più stretta cooperazione in materia di alloggi e altri settori come lo sviluppo regionale e urbano, la coesione, l’innovazione e la competitività, il clima e l’energia, la preparazione e le infrastrutture sociali e altre priorità condivise.
La crisi abitativa è stata al centro della discussione odierna nella plenaria del CdR, dove i rappresentanti delle Regioni e delle città europee hanno spiegato come stanno affrontando il fenomeno nei loro territori e hanno evidenziato evidenziando il ruolo chiave della BEI, dopo che l’anno scorso ha erogato fornito circa 5 miliardi di euro in finanziamenti per affrontare il problema.
Nel suo discorso di oggi, la presidente Calviño ha pertanto confermato l’intenzione della Banca di aumentare ulteriormente gli investimenti. Non solo. Quest’anno la BEI ha investito “21 miliardi di euro per rendere le città e le regioni europee sostenibili”, ha spiegato Calviño, un aumento del 21 per cento rispetto al 2024. Tra gli obiettivi, “garantire accessibilità” soprattutto nella questione alloggi. “In tutta l’UE per 8 giovani su 10 la preoccupazione maggiore è trovare una casa accessibile”, ha ribadito la presidente, sottolineando che la crisi abitativa ha delle conseguenze in particolare su “coesione e competitività” dell’Unione. Su questo punto, l’ex ministra delle Finanze spagnola ha osservato che qualora si rendessero accessibili le abitazioni dell’UE, “il PIL europeo potrebbe aumentare del 2 per cento” e in alcuni Paesi del 7 per cento. Dunque, “entro il 2030 la BEI punta a consegnare un milione di case in più” attraverso finanziamenti locali e regionali. “La diagnosi è chiara: l’Europa ha bisogno di case migliori, costruite più rapidamente ed energicamente sostenibili”, ha concluso.
Al dibattito anche l’eurodeputata del PD (Gruppo S&D), Irene Tinagli, che presiede la commissione speciale sulla crisi abitativa dell’Eurocamera, ha definito la questione una “sfida multidimensionale”. In Europa, “una persona su 10 spende oltre 40 per cento del proprio stipendio per l’affitto e in alcune regioni europee si arriva al 70”, ha illustrato. Ciò ha un impatto soprattutto sui giovani con “un terzo degli europei tra i 24 e 35 anni che vive ancora con i genitori”. Nel descriverla una priorità per il futuro, Tinagli ha ricordato che “la crisi abitativa in Europa è profonda e strutturale. Affrontarla richiede investimenti, un migliore coordinamento a tutti i livelli di governo e un impegno condiviso da parte delle istituzioni europee, degli Stati membri, delle regioni e delle città”. Ed ha messo in risalto la necessità di lavorare sul tema anche durante la negoziazione del prossimo Bilancio europeo – il Quadro finanziario pluriennale 2028-2034 -, così da passare “dalle parole all’azione”. Perché, come ha sottolineato l’eurodeputato del Partito Popolare europeo e relatore per il Piano europeo dell’abitare, Borja Giménez Larraz, ci sono “conseguenze economiche e demografiche drammatiche” da questa crisi che sta spingendo l’Europa a non “attirare più talenti o famiglie”. Secondo l’eurodeputato, “l’Europa deve rimuovere gli ostacoli che rallentano la costruzione e la ristrutturazione, sostenendo nel contempo gli investimenti e responsabilizzando gli enti locali e regionali”. Per farlo, serve “un pacchetto di semplificazione degli alloggi, procedure di autorizzazione di 60 giorni, un accesso più agevole ai servizi di costruzione, un minore onere fiscale sugli alloggi e la mobilitazione dei terreni disponibili”.
Secondo le stime della Commissione europea, saranno necessari circa 153 miliardi di euro all’anno per finanziare la costruzione di circa due milioni di case all’anno in tutta l’UE, pertanto i membri del Comitato hanno ribadito la necessità di “mobilitare risorse finanziarie pubbliche e private, a livello locale, nazionale ed europeo”. Per questo, le città e le regioni europee chiedono che il tema rimanga una priorità nel prossimo bilancio a lungo termine dell’UE (2028-2034). “Una politica di coesione forte e rafforzata potrebbe contribuire a fornire alloggi più accessibili in tutta Europa, ma i leader locali hanno avvertito del rischio che gli alloggi debbano competere per i finanziamenti con l’agricoltura, la competitività, la sostenibilità e altre politiche contemplate dai futuri piani di partenariato nazionali e regionali”, ha evidenziato il CoR in una nota stampa.
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