La Bevera di Viggiù isolata dalle telecomunicazioni: “Senza telefono né internet da due settimane”

Un palo caduto ha isolato per le telecomunicazioni il quartiere della Bevera, a Viggiù, ma il guasto alla rete è solo la punta dell’iceberg di una situazione più complessa. I residenti della zona, infatti, sono tornati a sollevare questioni che riguardano la sicurezza stradale e il rischio idrogeologico, chiedendo interventi strutturali per un borgo che si sente sempre più vulnerabile davanti alle intemperie e al traffico dei frontalieri.
Il borgo isolato dal 6 maggio
Il problema più immediato riguarda l’impossibilità di comunicare. Dal 6 maggio scorso, a causa della caduta di un palo, la linea fissa e la connessione internet sono interrotte. «Qui la telefonia mobile purtroppo prende veramente poco – spiegano i portavoce dei residenti – e al momento siamo senza telefono fisso e senza connessione internet. Dopo due settimane la situazione sta diventando di difficile gestione, qui ci sono anziani e bambini che dovessero avere bisogno non è possibile contattare i servizi primari, senza pensare a chi con internet ci lavora». La preoccupazione è legata soprattutto alla sicurezza delle fasce più deboli, che in caso di emergenza si troverebbero impossibilitate a chiamare soccorso.
Il braccio di ferro con i gestori
L’amministrazione comunale sta seguendo da vicino la vicenda, scontrandosi però con le lungaggini burocratiche dei gestori di rete. «So che Enel è intervenuta subito – spiega Carmelo Chiofalo, vicesindaco di Viggiù –, mentre FiberCop ancora no. Ho contattato telefonicamente la responsabile di zona inviandole anche diverse comunicazioni formali nei giorni scorsi; ieri mi ha assicurato l’invio dei tecnici, ma il problema si è rivelato più grave del previsto». Il Comune sta procedendo tramite PEC ufficiali per sollecitare i lavori, che in alcuni casi risultano paradossalmente già segnalati come eseguiti sui portali tecnici. «La gestione dei sinistri è centralizzata a Roma – prosegue Chiofalo – e l’unico modo che abbiamo per sollecitare l’intervento è segnalare che i lavori vengono sistematicamente rinviati. Come amministrazione stiamo facendo il possibile per accelerare i tempi».
Questione allagamenti
Oltre al blackout tecnologico, la Bevera deve fare i conti con l’acqua. In caso di forti piogge, l’area è spesso soggetto ad allagamenti, tanto che i cittadini avevano promosso una raccolta firme per chiedere opere di regimazione idraulica. Il piano di messa in sicurezza ha un costo complessivo di circa 600.000 euro, una cifra importante che richiede la collaborazione di più enti: Comune, Provincia di Varese e Comunità Montana del Piambello. Al momento, l’interlocuzione istituzionale ha portato allo stanziamento di circa 400.000 euro. L’attenzione dei residenti resta altissima: l’obiettivo è completare la copertura finanziaria per far partire i cantieri e chiudere definitivamente la stagione dei disagi legati al fango.

Sicurezza stradale
Infine, c’è il tema della viabilità. Con l’apertura della tangenziale di Arcisate, la strada della Bevera è diventata una via di scorrimento privilegiata per i frontalieri. Nonostante la carreggiata stretta e il limite di 30 km/h con dossi, le auto sfrecciano spesso a velocità elevata. «Spesso le statistiche ufficiali non registrano la reale entità del problema – sottolineano i rappresentanti delle venti famiglie della zona – poiché molti piccoli incidenti o cadute non vengono denunciati formalmente, falsando la percezione della pericolosità reale del tratto». I cittadini hanno anche avanzato delle proposte: installare semafori intelligenti o rilevatori elettronici che facciano scattare il rosso a chi supera il limite, garantendo così l’incolumità di pedoni e residenti in un quartiere che chiede solo di non essere dimenticato.
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