La bici vale miliardi: sei percorsi ciclabili attraversano la provincia di Varese

La Regione Lombardia investe sui percorsi ciclabili e lo fa con una politica attenta ai territori. Nel sistema dei diciassette Percorsi Ciclabili di Interesse Regionale (PCIR) individuati dal Piano lombardo, sei attraversano direttamente la provincia di Varese. Non è una coincidenza geografica: il territorio varesino è per sua natura un crocevia tra le grandi direttrici nord-sud che scendono dalla Svizzera verso la pianura padana e gli assi est-ovest della fascia pedemontana, con un sistema di laghi, Maggiore, Varese, Comabbio, Monate, che costituisce di per sé una rete di attrattori cicloturistici di primo piano.
Perché investire sulla bicicletta
La mobilità ciclistica non è più una scelta di nicchia. Nel Piano Regionale della Mobilità Ciclistica della Lombardia, il documento quadro da cui sono tratti questi dati, la bicicletta viene riconosciuta come «una delle forme di trasporto più sostenibili, accessibili e inclusive, a basso costo e salutari», in linea con la Dichiarazione europea sulla mobilità ciclistica approvata dal Parlamento UE nell’aprile 2024. Non un’opzione alternativa, ma una componente strutturale del sistema dei trasporti del futuro.
Le ragioni di questo cambio di prospettiva sono molteplici e convergenti. Sul piano ambientale, la decarbonizzazione del settore trasporti è uno degli assi portanti del Green New Deal europeo e del pacchetto Fit for 55: ridurre la dipendenza dall’auto privata significa ridurre emissioni climalteranti, e la bici è lo strumento più immediato e meno costoso per farlo. Sul piano economico, il cicloturismo genera in Italia quasi 9,8 miliardi di euro di spesa sul territorio, con un incremento del 76% rispetto all’anno precedente: chi viaggia in bicicletta è un turista attivo, con buone capacità di spesa, che porta reddito nelle aree rurali e nei borghi fuori dai circuiti di massa. Sul piano sociale, la bicicletta è accessibile a chiunque — non richiede patente, non ha costi di carburante, non discrimina per reddito ed è uno strumento di salute pubblica in un’epoca di sedentarietà crescente.
La pandemia ha accelerato tutto questo: ha cambiato gli stili di vita, ha riportato le persone all’aperto, ha dimostrato che percorsi ciclabili sicuri si traducono quasi automaticamente in nuovi ciclisti. Il PNRR ha poi fornito la cornice finanziaria: la Missione 2 destina risorse specifiche al «Rafforzamento della mobilità ciclistica», per realizzare ciclovie turistiche e urbane in tutto il Paese. La Lombardia è tra i principali beneficiari, con circa 40 milioni di euro di fondi PNRR e un investimento complessivo sulle ciclovie regionali che supera i 146 milioni di euro del Piano Lombardia.
Il risultato è una rete in rapida crescita: nel 2014 i percorsi ciclabili di interesse regionale realizzati erano 61 chilometri, pari al 2% del previsto. Nel 2022 la rete percorribile superava i 2.000 chilometri, pari al 74% degli obiettivi di piano. Un salto di scala che riflette una scelta politica precisa: la bicicletta non è più marginale.
I sei percorsi che attraversano la provincia di Varese
I sei percorsi formano un sistema interconnesso. Il Ticino (PCIR 1) è la grande direttrice verticale: entra in provincia a Lavena Ponte Tresa, scende lungo i laghi e le valli fino a Sesto Calende e poi verso Pavia, disegnando una delle ciclovie più complete del nord Italia. La Pedemontana Alpina (PCIR 2) è invece la dorsale orizzontale: nasce a Sesto Calende, costeggia il Lago di Varese, tocca Azzate e prosegue verso est attraverso Castiglione Olona e Malnate, per poi continuare in provincia di Como. Il Lago Maggiore (PCIR 20) è il percorso più integralmente varesino: 62 chilometri interamente in provincia, dal confine svizzero di Maccagno fino a Sesto Calende, lungo la sponda lombarda del lago, l’unico dei diciassette PCIR regionali interamente contenuto entro i confini provinciali. Il Villoresi (PCIR 6) aggancia la provincia nel punto di origine, alla Diga del Panperduto a Somma Lombardo, dove nasce il canale omonimo che poi accompagna il percorso verso est fino all’Adda. La Greenway Pedemontana (PCIR 14) parte da Fagnano Olona e porta la provincia in connessione con il sistema del Parco del Lura e delle Groane, in direzione di Como e Monza. La Valle Olona (PCIR 16) è invece la ciclovia dell’archeologia industriale: entra dal confine svizzero, percorre la valle dell’Olona tra Castiglione Olona e Castellanza attraversando il cuore manifatturiero del Varesotto, poi scende verso Legnano e Milano. A questo percorso è collegato il progetto MOVE ON, in fase di realizzazione da parte della Provincia di Varese, che estende il tracciato da Busto Arsizio fino al valico di Gaggiolo, ricongiungendosi alla rete ciclabile del Canton Ticino.
Insieme, questi sei itinerari non sono un elenco di piste ciclabili: sono l’infrastruttura portante di una nuova vocazione territoriale, che mette in rete laghi, parchi, borghi storici, stazioni ferroviarie e confini internazionali, trasformando la provincia di Varese in uno dei territori più attrezzati della Lombardia per la mobilità dolce.

Percorso 1 – Ticino
Lunghezza totale: 173 km | Province: Varese, Milano, Pavia
Il percorso parte dal confine con la Svizzera a Lavena Ponte Tresa (VA) e scende verso sud attraverso la Valcuvia, Ferrera di Varese, Cittiglio, Laveno Mombello, Gavirate, la sponda occidentale del Lago di Varese (fino a Biandronno), il lago di Comabbio, Sesto Calende, e poi lungo il Ticino fino a Pavia. Il tratto varesino è tra i più articolati, con connessione ai laghi e ai parchi naturali.

Percorso 2 – Pedemontana Alpina
Lunghezza totale: 361 km | Province: Varese, Como, Lecco, Monza Brianza, Bergamo, Brescia, Mantova
Parte da Sesto Calende (VA), coincide inizialmente con il Ticino fino a Biandronno, poi piega a est costeggiando il Lago di Varese. In comune di Azzate (VA) si stacca una diramazione verso la città di Varese; il tracciato principale prosegue verso Castiglione Olona (VA) e Malnate (VA), utilizzando anche una tratta della ex ferrovia dismessa nel 1966, per poi proseguire in provincia di Como. Nel 2020 Regione Lombardia ha sottoscritto un accordo con la Provincia di Varese per il PFTE del percorso.

Percorso 6 – Villoresi
Lunghezza totale: 175 km | Province: Varese, Milano, Monza Brianza, Bergamo, Brescia
Ha inizio a Somma Lombardo (VA), alla Diga del Pan Perduto, dove nasce il Canale Villoresi. Il percorso si sovrappone inizialmente al Ticino verso sud fino a Nosate (MI), poi piega verso est lungo tutto il canale fino alla confluenza con l’Adda, attraversando le province orientali fino a Brescia. La presenza varesina è concentrata nel nodo iniziale di Somma Lombardo.

Percorso 14 – Greenway Pedemontana
Lunghezza totale: 89 km | Province: Varese, Como, Monza Brianza
Ha avvio a Fagnano Olona (VA), dove si connette con il percorso Valle Olona, e percorre in direzione est/ovest il Varesotto e il basso Comasco, sovrapponendosi ai percorsi del Parco del Lura e del Parco delle Groane. Segue il tracciato del sistema viabilistico pedemontano fino al fiume Adda a Cornate d’Adda. Tra i pochi percorsi con partenza fisica in provincia di Varese.

Percorso 16 – Valle Olona
Lunghezza totale: 57 km | Province: Como, Varese, Milano
Parte dal confine con la Svizzera a Bizzarone (CO), scende lungo la vecchia ferrovia Valmorea e da Castiglione Olona (VA) a Castellanza (VA) percorre una pista ciclabile esistente già in parte realizzata (entro fine 2025 era previsto il completamento del tratto Malnate–Castiglione Olona). Attraversa il cuore del Varesotto industriale — zone di archeologia industriale, anse del fiume Olona, siti UNESCO — fino a Castellanza, poi Legnano (MI) e Milano. È il percorso che attraversa più densamente il territorio varesino di pianura.
Il documento cita anche il collegamento con il progetto MOVE ON – Mobilità Leggera in Valle Olona (circa 30 km, da Castellanza fino al valico di Gaggiolo con la Svizzera), in fase di realizzazione da parte della Provincia di Varese.

Percorso 20 – Lago Maggiore
Lunghezza totale: 62 km | Province: Varese (esclusivamente)
È l’unico PCIR interamente in provincia di Varese. Si sviluppa lungo la costa del Lago Maggiore da Zenna/Maccagno con Pino e Veddasca (confine svizzero) fino a Sesto Calende, collegandosi poi al Piemonte. A Luino e Laveno Mombello incrocia il Ticino; a Sesto Calende la Pedemontana Alpina. Nel 2020 Regione Lombardia ha siglato un accordo con la Provincia di Varese per il PFTE del tratto Sesto Calende–Laveno Mombello, con finanziamento Piano Lombardia per le tratte Golasecca–Mercallo e Sesto Calende–Angera. Il percorso è citato anche tra le ciclovie più apprezzate dai cicloturisti (insieme all’anello del Lago di Varese, citato esplicitamente tra le preferite).
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