La carriera del Dibu Martinez, tra grandi parate e provocazioni: tutto sul portiere argentino vicino alla Juventus e il motivo del soprannome
Deve il soprannome ad un cartone animato, è diventato un punto fermo dell'Argentina grazie al Covid e la sua esultanza ai Mondiali del 2022 ha fatto molto discutere: conosciamo meglio il Dibu Martinez.
Il nome di Emiliano Martinez, meglio conosciuto come Dibu, è sempre più caldo in orbita Juventus.
I bianconeri stanno stringendo per il portiere argentino che viene ritenuto il profilo ideale a cui affidare i pali dopo il secco no del Liverpool per Alisson.
Al Dibu d'altronde qualità ed esperienza non mancano di certo, considerato che ha vinto da protagonista gli ultimi Mondiali del 2022 ma anche l'Europa League con l'Aston Villa appena qualche settimana fa.
La sua carriera però è stata scandita pure da roventi polemiche, qualche eccesso e provocazioni fuori dalle righe.
L'ORIGINE DEL SOPRANNOME DIBU
Partiamo dalla cosa più conosciuta del portiere argentino, ovvero il suo soprannome.
Emiliano Martinez ormai da anni nel mondo del calcio è per tutti semplicemente 'Dibu'. Ma perché?
A spiegarlo è stato il diretto interessato nel documentario "Dibu Martinez: il ragazzino che ferma il tempo", disponibile su Netflix.
Quando milita nelle file dell'Indipendiente, stringe un forte legame col compagno Alejandro Munoz che diventerà il suo migliore amico e gli affibbia il soprannome da un cartone animato: "Mi familia es un dibujo".
"Si parlava di quanto somigliassi a Dibu e hanno iniziato a chiamarmi come il personaggio del cartone animato. Il personaggio era forte. Era un portiere, mi piaceva. Dissi: 'Sì, chiamami Dibu. Sa fare tutto'" ha raccontato Martinez.
Munoz ha invece spiegato: "Aveva i capelli un po' rossi e le lentiggini e gli dissi: 'Emi, sei identico a Dibu'. E il soprannome è rimasto: Dibu. Ed è così che tutti lo conoscono oggi"
IL GRUPPO DEI 'MOSTRI'
Emiliano Martinez è legatissimo alla famiglia e in particolare al fratello Alejandro, col quale ha convissuto nel suo primo periodo in Inghilterra.
"Mi chiedono spesso chi siano i miei idoli o quale portiere ammirassi da bambino, e io rispondo sempre: 'Vedevo mia madre...fare le pulizie 8, 9 ore al giorno, mio padre che lavorava. Sono loro i miei idoli" ha dichiarato il portiere durante la cerimonia di premiazione come miglior portiere del 2022.
Il piccolo Emiliano si circonda di un gruppo di amici con cui scelgono un nome decisamente insolito: I Mostri.
"In Argentina, a Mar del Plata, da bambini, volevamo un nome che ci identificasse. E, alla fine, 'I mostri' era quello che rimaneva più impresso. E così sono nati 'I mostri'" ha raccontato Martinez.
Mentre l'amico Lucas nel documentario sul Dibu spiega: "I mostri è il nome della banda. Emi, Toto, Diego, Ale e io. 'Ehi mostri', ci dicevano. Hanno iniziato a chiamarci così e noi ce lo siamo tenuto. Ci siamo anche tatuati il nome 'Mostri' in arabo. Ci siamo fidati del truduttore, confidando che significasse questo".
L'INCONTRO CON MANDINHA
Già da giovanissimo il Dibu Martinez si trasferisce in Inghilterra dove a notarlo è l'Arsenal.
Ma i primi tempi a Londra sono tutt'altro che facili, anche perché i Gunners lo mandano in giro a fare esperienza: Oxford, Sheffield, Rotherham, Wolverhampton, Getafe e Reading.
"Ero sempre in panchina o mi mandavano in presitito e pensavo. 'Perché non mi danno una possibilità se mi alleno bene? Competere, allenarmi, stare da solo, viaggiare. Ho sempre sopportato tutto, ma non accettavo di giocare. Mi ha aiutato molto uno psicologo. Per me è stata la scelta giusta" ricorda il Dibu.
Decisivo sarà l'incontro con una ragazza, Mandinha, figlia del proprietario di un ristorante in cui il portiere argentino mangiava spesso che diventerà sua moglie: "Mi ha insegnato a parlare un inglese perfetto. È stata un grande sostegno per me: una compagna, un'amica. Non credo che avrei resistito o sarei arrivato dove sono qui in Inghilterra, se non fosse stato per lei. Quando sei lontano da casa, solo con i tuoi problemi, questo influisce sulle tue prestazioni".
CONVOCATO GRAZIE AL COVID
La grande occasione con l'Argentina per il Dibu Martinez però arriva solo nel 2021 e grazie ad una serie di circostanze particolari.
Due portiere dell'Albiceleste risultato positivi al Covid così viene convocato per la Copa America.
In semifinale contro la Colombia il Dibu è grande protagonista nella lotteria dei rigori, anche grazie alle sue ormai conosciute tecniche di provocazione che lo rendono un personaggio divisivo.
Quella volta para tre dei cinque tiri dal dischetto giocando sui nervi degli avversarsi, avvicinandosi e pronunciando frasi intimidatorie come "guarda che ti mangio".
L'Albiceleste vincerà poi la finale contro il Brasile riportando la Copa America in Argentina dopo ventotto anni d'attesa.
PROVOCAZIONI E TROFEI
Dibu Martinez, come dicevamo, bada al sodo e non si preoccupa certo di risultare simpatico. Il politically correct non fa per lui, insomma.
Anche se alcuni gesti vanno un bel po' oltre il senso del buon gusto. Come l'esultanza in occasione del trionfo in Copa America quando corre per il campo portandosi il trofeo all'altezza delle parti basse.
Una scena che ripete nel 2022 col guanto d'oro ottenuto come miglior portiere dei Mondiali. Anche in quel caso in campo il Dibu era stato grande protagonista. Decisivo in particolare un intervento miracoloso su Randal Kolo Muani durante i tempi supplementari.
"L’ho fatto perché i francesi mi stavano fischiando. Con me l’arroganza non funziona" ha provato a giustificarsi dopo le critiche ricevute al termine della finale per il suo gesto.
Il rapporto con la Francia resta difficile anche a livello di club. In Conference League, contro il Lille, zittisce i tifosi avversari dopo aver parato due rigori. L'arbitro lo ammonisce entrambe le volte, ma il cartellino giallo durante la lotteria finale non si somma a quello precedente e dunque non porta all'espulsione. Il Dibu ne para un altro, vince e corre ad esultare. Dove? Ovviamente sotto la curva del Lille.
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