La chat dei dipendenti ATM con le foto delle passeggere: sappiamo cosa succederà
La vicenda della chat su WhatsApp con le foto delle passeggere in viaggio sui mezzi ATM è la classica buccia di banana su cui tutti rischiano (rischiamo) di scivolare. Di certo non chi ha legittimamente denunciato il fatto, ma coloro che ne hanno subito intravisto l'opportunità per accendere un dibattito col solo fine di polarizzare le opinioni, di attirare l'attenzione, di accrescere il consenso attorno alla tesi sostenuta. Vale anche per chi, come noi, ne scrive, chiamato a riportare la notizia in modo oggettivo e il più possibile distaccato, onorando il dovere di cronaca e lasciando da parte il filtro della propria opinione personale. Un compito più che mai arduo.
LA CHAT WHATSAPP DEI DIPENDENTI ATM
I fatti sono questi. Nei giorni scorsi, qualcuno ha pubblicato su Instagram una fotografia che ritrae uno smartphone su cui è aperta una conversazione intitolata Ticinese Staff
. Sullo schermo si vedono un'immagine che sembra essere stata catturata dalla telecamera di videosorveglianza di un tram, con un'inquadratura dall'alto. Raffigura una donna ed è accompagnata dal messaggio E il mio dolce per voi
, rigorosamente senza accento. Sotto una serie di commenti come U panar!
(apprezzamento siciliano per una parte anatomica), Sì ma ha su le calze sai la schiuma che fa
e Nelle 'nginagghie
(idem come prima).
Il post ora sembra irraggiungibile, ma ieri è stato ripreso dalla scrittrice Carlotta Vignoli nella sua Rassegna Stanca, con un pezzo intitolato La videosorveglianza come arma di molestia
. Di lì a poco l'intervento dell'azienda milanese, quando ormai il contenuto aveva iniziato a circolare, trasformato in un catalizzatore di post e commenti dalle condivisioni social. La ricetta perfetta per un caso mediatico su cui, non fatichiamo a immaginare, a brevissimo si getteranno anche gli esponenti della politica.
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