La crescita double digit delle Americhe spinge il Q2 di Ferragamo (+2,4%)
Ferragamo archivia i primi sei mesi dell’anno con ricavi pari a 468 milioni di euro, in calo dell’1,3% a cambi correnti, in crescita dell’1,9% a cambi costanti rispetto al primo semestre 2025. Nel secondo trimestre la performance è migliorata con vendite per 259 milioni, in crescita del 2,4% a cambi correnti e del 4,6% a cambi costanti, risultati decisamente positivi rispetto alla decrescita del 5,5% (-1,2% a valuta costante) del primo trimestre.
Nel primo semestre l’utile netto, inclusivo del risultato di terzi, è stato pari a 1,5 milioni, in netta ripresa rispetto ai 16 milioni negativo adjusted dello stesso periodo nell’esercizio 2025.
L’ebitda è stato pari a 90 milioni, in aumento rispetto ai 73 dello stesso periodo dell’esercizio precedente. L’bit ha raggiunto 21 milioni, migliorando nettamente rispetto ai 3 milioni negativo adjusted; margine lordo a 324 milioni (rispetto ai 321 milioni nel primo semestre 2025) con margine in aumento al 69,2% (rispetto al 67,7%), grazie a una maggiore incidenza delle vendite a prezzo pieno
I dati del Q2 confermano l’ottimismo in Borsa. La maison fiorentina è stata infatti la regina indiscussa di Piazza Affari e dei listini del lusso europei negli ultimi sei mesi: il titolo ha guadagnato il 30,4% tra gennaio e fine giugno, il miglior rialzo del comparto in Europa. L’incremento da inizio anno sale al 26% e schizza al 105% su base annua, nonostante Ferragamo sia orfana di un amministratore delegato dal marzo 2025, quando Marco Gobbetti ha lasciato la guida del gruppo. Nonostante ciò stamattina all’apertura della Borsa il titolo è in calo di circa il 6 per cento.
Nel primo semestre il canale direct to consumer – che rappresenta il 75% dei ricavi – è cresciuto dell’1,8% a cambi correnti (+6,1% a cambi costanti), il wholesale è sceso dell11,6% a cambi correnti (-11,2 per cento). Nel secondo trimestre lo shopping dtc ha registrato vendite nette consolidate in crescita del 4,8% (+6,6%); il business online ha continuato la tendenza positiva, riportando una crescita a doppia cifra rispetto al Q2 dello scorso esercizio invece il wholesale ha perso un punto in percentuale (+0,2% a cambi costanti).
Nei primi sei mesi il mercato nord-americano ha raggiunto i 154,9 milioni di euro, in crescita del 9,7% (+15,4% a cambi costanti), l’area dell’Asia Pacifico ha invece visto una flessione del 6,4% (-3%) con vendite pari a 120,2 milioni, segue l’Europa in calo del 9% (-8,6%) a 106,4 milioni. Centro e Sud America sono cresciuti dell’11,8% (+6,8%) a 40,5 milioni mentre il Giappone frena con 34,6 milioni (-13% a cambi correnti, -1 a cambi costanti).
Nel secondo trimestre in Nord America i ricavi sono aumentati dell’11,5% (+13%), l’Asia Pacifico è invece calato dello 0,9% (-0,6%), in Emea le vendite sono diminuite dell’1,6% a cambi correnti (-1,3% a cambi costanti) rispetto al Q2 2025. Centro e Sud America a +15,3% (+6,5%) mentre il Giappone segna -9,1% (-2,8 per cento).
Analizzando le categorie merceologiche. Nel primo semestre le calzature hanno totalizzato vendite pari a 207 milioni, in crescita del 2,7% (+5,7% a cambi costanti), la pelletteria è in calo del 6,6% (-3,1%) con 186 milioni. Il segmento seta vale 35,5 milioni, in crescita del 3,7% (+7,8%), il ready to wear ha totalizzato 27,6 milioni di ricavi, in crescita dell’1,8% (+5,6 per cento).
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