La crisi delle memorie presenta il conto: Huawei alza i prezzi degli smartphone
I prezzi degli smartphone andranno su, nei prossimi mesi. Nessuno può prevedere il futuro e dire con certezza chi ritoccherà i listini e di quanto, ma il trend pare già tracciato. Il responsabile è noto, la crisi delle memorie che imperversa da mesi e che ha già fatto impennare i prezzi per privati e aziende di RAM e GPU. Chi usa questi componenti per assemblare i prodotti deve fare i conti con gli aumenti, e se si tende ad assorbirne una parte per rimanere competitivi un’altra quota verrà trasferita sui listini.
Huawei è tra le aziende che si trova costretta ad aumentare i prezzi. La decisione è ufficiale, è stata comunicata nelle scorse ore sul portale cinese dell’azienda. E c’è la data: i nuovi listini saranno applicati dal primo luglio. Nella nota, raccontano i colleghi di huaweicentral.com, Huawei spiega l’ovvio per chi mastica di economia e leggi di mercato: la decisione è finalizzata ad “alleviare la crescente pressione sui prezzi (delle componenti, ndr)”.
Il gigante cinese è tornato a dominare il mercato smartphone cinese dopo gli anni bui a cui è stata costretta dal ban USA, e il fatto che un leader ufficializzi una decisione così drastica non è una buona notizia per i consumatori, nonostante fuori dalla Cina e in special modo in occidente Huawei sia la controfigura di quello che era un tempo. C’è poco, però, che si possa fare: l’esplosione dell’AI e la “fame” di componenti che ha causato unita a fornitori che non hanno potuto (o voluto) fronteggiare il picco di domanda ci hanno portati dritti alla situazione attuale.
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