La Fiom sul caso Electrolux: “È uno smantellamento, non una ristrutturazione”

Uno smantellamento, non una ristrutturazione. È dura, come prevedibile, la presa di posizione della FIOM (il sindacato che raggruppa i metalmeccanici della CGIL) sul caso Electrolux, la grande azienda che ha uno stabilimento a Solaro e che nel proprio piano industriale ha previsto oltre 1.700 licenziamenti.
«Quello che ci ha presentato l’azienda di industriale non ha proprio nulla – sostiene Andrea Torti, segretario della Fiom di Milano – al contrario si tratta dell’anticamera allo smantellamento del settore dell’elettrodomestico nel nostro Paese. Ciò che Electrolux prevede per Solaro poi è paradossale: oggi, con 615 operaie/i in produzione escono dalla fabbrica 680.000 nuovi pezzi all’anno che dovrebbero diventare 690.000 con 217 lavoratori in meno (111 a tempo determinato, 106, in stragrande maggioranza donne sopra i 50 anni)».
L’incontro al Ministero (QUI l’articolo) si è concluso con un nuovo appuntamento per il 15 giugno, data in cui la multinazionale si è detta disponibile a presentare un nuovo piano. «Una cosa deve essere chiara: non vogliamo discutere di esuberi e dismissioni ma del futuro industriale degli stabilimenti a base di investimenti e innovazione – conclude Torti – Il 15 giugno torneremo a Roma, con le lavoratrici e i lavoratori, nel frattempo la mobilitazione continua».
Nel frattempo è stata fissata per giovedì 4 giugno un’assemblea aperta al Comune di Solaro con le istituzioni del territorio per ribadire, ancora una volta, l’impegno per la salvaguardia della produzione e dell’occupazione.
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