Emanuele Felice: “La transizione ecologica senza giustizia sociale è destinata a fallire”

26 Maggio 2026 - 12:42
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Emanuele Felice: “La transizione ecologica senza giustizia sociale è destinata a fallire”
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«Il neoliberismo ha esaurito la sua spinta storica». Emanuele Felice, economista e storico dell’economia, non usa mezzi termini nel descrivere la fase che stanno attraversando le democrazie occidentali. Nell’intervista con Fulvio Fagiani, volto noto dell’informazione ambientale locale varesina, Felice ha presentato i temi centrali del suo libro Manifesto per un’altra economia e un’altra politica, offrendo una riflessione che tiene insieme ambiente, diseguaglianze, crisi democratica e globalizzazione.

Secondo Felice, il modello che ha dominato gli ultimi decenni «ha mostrato tutti i suoi limiti»: il mercato lasciato a sé stesso ha aumentato le diseguaglianze, indebolito le democrazie e aggravato la crisi ambientale. «Non è solo una crisi economica – spiega – ma una crisi di visione politica e di senso della storia».

Nel dialogo emerge con forza l’idea che la transizione ecologica non possa essere affrontata soltanto con regole e vincoli tecnici. «Se i costi della transizione ricadono sui più deboli, il progetto fallisce» osserva Felice, criticando un approccio europeo troppo legato all’ordoliberalismo e poco attento alla dimensione sociale. La questione climatica, insiste, è profondamente intrecciata con quella economica: «I più ricchi inquinano di più, ma pagano meno conseguenze».

Da qui la proposta di un forte intervento pubblico: investimenti comuni europei, debito condiviso per finanziare la transizione, una fiscalità più equa e una tassazione dei grandi patrimoni. «Non stiamo parlando del ceto medio – chiarisce – ma di multimiliardari che oggi pagano meno tasse di lavoratori dipendenti e pensionati».

Nel corso dell’intervista si affronta anche il tema delle politiche industriali e del ruolo dello Stato. Felice giudica insufficiente la capacità di programmazione italiana, citando il PNRR come occasione solo parzialmente colta, ma individua nelle grandi imprese pubbliche dell’energia e nelle utilities locali un potenziale strategico ancora forte. «Servirebbe una regia pubblica capace di mettere a sistema queste competenze» afferma. E poi il richiamo alla responsabilità della politica democratica: «Le grandi forze dell’economia e della tecnologia devono essere governate. Serve una visione strategica capace di immaginare una società più giusta e sicura».

Questi temi saranno al centro dell’incontro pubblico in programma giovedì 28 maggio alle 21 a Materia dal titolo “Un’altra strada possibile: economia, politica e futuro”, con Emanuele Felice e la capogruppo Pd alla Camera Chiara Braga online. Un dialogo aperto per discutere di diseguaglianze, ambiente, partecipazione e delle basi di un possibile cambiamento concreto.

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