La nuova rivoluzione industriale: così l’intelligenza artificiale può diventare un motore di competitività aziendale

Maggio 08, 2026 - 09:35
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In che modo l’intelligenza artificiale smette di essere una semplice promessa futuristica per trasformarsi in un vero e proprio motore di competitività concreta per le imprese? Durante l’evento La nuova rivoluzione industriale, realizzato da Noveo in media partnership con Forbes Italia, svoltosi al Duomo Space di Milano, esperti, accademici e leader del settore si sono confrontati su casi d’uso reali, delineando il percorso per una corretta e strategica integrazione dell’AI nei processi aziendali quotidiani.

Oltre l’hype: capire e integrare l’intelligenza artificiale

A guidare il dibattito è intervenuto, in veste di moderatore, Edoardo Prallini, giornalista di Forbes Italia, che ha subito messo a fuoco la dicotomia attuale del mercato. Prallini ha evidenziato come la narrazione mediatica stia andando verso due poli estremi: “Da una parte vedo una narrazione quasi futuristica, una narrazione di un’intelligenza artificiale come uno strumento già capace di essere risolutivo”, mentre dall’altra emergono “storie di aziende, piccole, medie e grandi imprese che fanno ancora molta fatica a integrare l’intelligenza artificiale”.

Per superare questo divario è necessario il pragmatismo. Lo sottolinea Luca Seu, amministratore delegato e fondatore di Noveo, che ha ribadito il vero obiettivo del percorso: non bisogna stupire, ma creare valore concreto: “Non ci servono fuochi d’artificio, ma principalmente standardizzare le soluzioni, i processi, e quindi poi avere, grazie all’AI, un importante ritorno sull’investimento”. L’intento finale, ha precisato il ceo, è quello di “togliere quel pezzo di lavoro che è brutto e ripetitivo e ha poco valore aggiunto, per passare da un modello meramente operativo a un ruolo di controllo”.

A fargli eco è stato Federico Viviani, cofondatore di Noveo, che ha messo in guardia contro le facili illusioni dovute all’accessibilità dei nuovi tool. “Non esiste una barriera d’accesso e chiunque può accedere a uno strumento senza avere conoscenze tecnologiche. Questo, però, non significa che si possano ottenere buoni risultati così facilmente”. Viviani, infatti, promuove un’integrazione organica tramite l’approccio ‘human in the loop’, dove si delegano grandi blocchi funzionali all’AI, mantenendo l’esperto umano alla supervisione.

L’impatto sui processi cognitivi e l’importanza della governance

A fornire un quadro più accademico, ma imprescindibile per la sostenibilità dei progetti, è stato Marco Gotelli, senior researcher presso l’Università di Genova. Gotelli ha tracciato un netto confine tra questa e le passate ere industriali: “Mentre nel passato avevamo l’introduzione di una nuova tecnologia, in questo caso la rivoluzione riguarda una tecnologia che influenza direttamente le capacità cognitive delle persone, che aumenta o influenza la nostra capacità decisionale”. Per questo motivo, la mappatura dei processi e una governance ferrea sui dati diventano il vero discrimine tra il successo e il fallimento.

L’esperienza diretta delle imprese: 4 casi di successo

La teoria ha poi lasciato spazio all’esperienza vissuta da quattro realtà industriali di spicco, dimostrando come l’adozione strategica dell’AI generi risultati misurabili.

Nel caso di Omt, storica azienda del settore navale, Areth Biancotti, head of project management, ha illustrato un sistema per automatizzare la lettura delle distinte base internazionali. “L’obiettivo era liberare le persone high-skilled dal continuo flusso di richieste, consentendo loro di concentrarsi su attività più a valore aggiunto e meno ripetitive”, ha spiegato Biancotti, registrando un rientro dell’investimento in meno di un anno.

Un approccio volto alla semplificazione è stato al centro del progetto per Noberasco, presentato da Elisa Gentile, business development leader di Noveo. Illustrando un sistema intelligente di acquisizione ordini, Gentile ha svelato la formula vincente: “Non si tratta di una soluzione teorica: abbiamo preso il processo senza stravolgerlo, ma semplificandolo. Ed è proprio questo che ha contribuito al successo.”

Ancora più esplorativa la sfida raccontata da Giacomo Rizzi, ceo di Dmv, azienda attiva nella lavorazione di prodotti siderurgici. Il loro progetto mirava ad analizzare specifiche tecniche complesse tramite un’ontologia AI. Rizzi ha tenuto a precisare il ruolo centrale del fattore umano: “Sarà di supporto ai technical advisors, ma non li sostituirà. Noi crediamo e siamo convinti che la supervisione del TA sia fondamentale”.

Infine, Gianluca Arculeo, head of traffic department di Nkg Bero, ha evidenziato come la tecnologia abbia rivoluzionato la reportistica per i loro 400 clienti nel mercato del caffè verde. “Abbiamo avuto due tipi di ritorno”, ha raccontato Arculeo,”Un ritorno sia qualitativo, con l’introduzione di servizi al cliente prima non disponibili, sia economico, capace di coprire fino al 95% dei costi in soli 12 mesi”.

L’evento ha così dimostrato, con numeri e voci sul campo, che la nuova frontiera industriale non è fatta di speculazioni teoriche, ma di efficienza misurabile e valorizzazione del talento umano. Questa imperdibile occasione di diffusione della cultura tecnologica aziendale è stata resa possibile grazie all’impegno e alla sinergia dei due pilastri dell’evento: Forbes Italia, in qualità di autorevole media partner, e Noveo, la tech company innovatrice che firma le soluzioni e i successi applicativi raccontati sul palco.


La gallery dell’evento:


L’articolo La nuova rivoluzione industriale: così l’intelligenza artificiale può diventare un motore di competitività aziendale è tratto da Forbes Italia.

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