La patrona dei migranti come modello di inclusione
Inclusione dei migranti e spiritualità: i due pilastri del Magistero di Leone XIV. È precisamente questa vicinanza al Dottore della Grazia Sant’Agostino che Leone XIV ha condiviso ieri a Pavia e Sant’Angelo Lodigiano venerando le reliquie di Sant’Agostino e Santa Francesca Cabrini. “La nostra presenza a Pavia è la rappresentazione di ciò che vogliamo fare nel mondo”, dicono i confratelli agostiniani. In questo senso “ciò che l’ordine vive presso la tomba di Agostino a Pavia manifesta ciò che cerca di vivere ovunque, nella predicazione, nella missione e nella ricerca di una comunione concreta”. Ieri il Papa si è recato a Sant’Angelo Lodigiano, patria di santa Francesca Cabrini, fondatrice delle Missionarie del Sacro Cuore di Gesù. Questa doppia visita, fortemente voluta dai vescovi Corrado Sanguineti e Maurizio Malvestiti, ha permesso di approfondire ulteriormente la specificità dello stile missionario del pontificato. Inviata in America da Leone XIII suor Cabrini ha fondato, in 34 anni, 67 istituti tra ospedali, scuole e orfanotrofi.

Servizio ai migranti
Al’università frequentata dal Papa, la Villanova University, è stato inaugurato il “Mother Cabrini Institute on Immigration”, per studiare il fenomeno delle migrazioni. In continua crescita la devozione e la conoscenza di santa Francesca Cabrini negli States – la prima canonizzata con cittadinanza americana –, nata nel 1850 a Sant’Angelo Lodigiano e morta a Chicago nel 1917. Don Angelo Manfredi è docente di Storia della Chiesa alla Facoltà teologica dell’Italia settentrionale e parroco a Lodi. Racconta ad Avvenire: “Madre Cabrini era una donna estremamente risoluta e abile. Le testimonianze del tempo ci dicono che avesse un carisma e un fascino personale molto forte e, dove andava, sapeva individuare le persone con cui avrebbe potuto interfacciarsi. C’era un dialogo serrato con tutti gli scalabriniani e i vescovi locali, per poi passare agli italiani che, invece, in America avevano fatto fortuna (anche di estrazione garibaldina e anticlericale)”. E aggiunge lo storico della Chiesa: “Per i milionari, fare beneficenza era una questione di prestigio: Cabrini, coglieva queste dinamiche tipiche statunitensi e, grazie a questi appoggi, convenzionandosi anche con le autorità pubbliche, riusciva a creare orfanotrofi e scuole per aiutare gli italiani a imparare l’inglese e integrarsi”.
The post La patrona dei migranti come modello di inclusione appeared first on In Terris.
Qual è la tua reazione?
Mi piace
0
Antipatico
0
Lo amo
0
Comico
0
Wow
0
Triste
0
Furioso
0
Commenti (0)